Lo schermo dell'arte 2006
PROGRAMMA
PROGRAMMA
Absolute Wilson
Germania, 2006, 35mm, colore, 105'

Regia: Katharina Otto-Bernstein
Fotografia: Ian Saladyga
Montaggio: Bernardine Colish
Musica: Miriam Cutler
Produzione:
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano
Kinowelt International GmbH
Karl-Tauchnitz Strasse 10
04107 Leipzig – Deutschland
tel. +49 341 35 59 60
sziannis@kinowet.de
Sinossi
Cronache della vita e del genio creativo di Bob Wilson, che rivelano nell'intimo uno dei più controversi, anticonformisti e misteriosi artisti della nostra epoca. Più di una biografia, il film è una straordinaria esplorazione del potere trasformativo della creatività stessa, favola ispiratrice di un ragazzo che crebbe come un outsider inquieto e in difficoltà di apprendimento nell'America del sud, per poi diventare un artista impavido con una prospettiva profondamente originale da dividere con il mondo. Il film presenta una schiera di ammiratori, amici e critici, dal musicista David Byrne alla scrittrice Susan Sontag dal compositore Philip Glass alla cantante Jessye Norman.
Katharina Otto-Bernstein
Formatasi in filosofia e scienze politiche, consegue il master in regia e sceneggiatura alla Columbia University. Inizia la sua carriera di filmmaker con produzioni per la tv americana e tedesca per passare successivamente alla regia di documentari. I suoi lavori più recenti sono stati selezionati, tra gli altri, al Sundance e al Chicago Film Festival.
Filmografia
1994 The Second Greatest Story Ever Told;
1998 Beautopia

Regia: Katharina Otto-Bernstein
Fotografia: Ian Saladyga
Montaggio: Bernardine Colish
Musica: Miriam Cutler
Produzione:
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano
Kinowelt International GmbH
Karl-Tauchnitz Strasse 10
04107 Leipzig – Deutschland
tel. +49 341 35 59 60
sziannis@kinowet.de
Sinossi
Cronache della vita e del genio creativo di Bob Wilson, che rivelano nell'intimo uno dei più controversi, anticonformisti e misteriosi artisti della nostra epoca. Più di una biografia, il film è una straordinaria esplorazione del potere trasformativo della creatività stessa, favola ispiratrice di un ragazzo che crebbe come un outsider inquieto e in difficoltà di apprendimento nell'America del sud, per poi diventare un artista impavido con una prospettiva profondamente originale da dividere con il mondo. Il film presenta una schiera di ammiratori, amici e critici, dal musicista David Byrne alla scrittrice Susan Sontag dal compositore Philip Glass alla cantante Jessye Norman.
Katharina Otto-Bernstein
Formatasi in filosofia e scienze politiche, consegue il master in regia e sceneggiatura alla Columbia University. Inizia la sua carriera di filmmaker con produzioni per la tv americana e tedesca per passare successivamente alla regia di documentari. I suoi lavori più recenti sono stati selezionati, tra gli altri, al Sundance e al Chicago Film Festival.
Filmografia
1994 The Second Greatest Story Ever Told;
1998 Beautopia
Around
Italia, 2003, colore, Betacam SP, 5’

di Pappi Corsicato
Montaggio: Giorgio Franchina
Produzione: HATHORFILM, Pappi Corsicato
Formato delle riprese: Betacam
Pappi Corsicato: hathorfilm@libero.it
Sinossi
La spirale di Richard Serra è un’opera che trasmette molte suggestioni quando la si attraversa. L’idea di inserire uno scimpanzé nel lavoro di Serra è nata proprio per comunicare quelle emozioni: spaesamento, meraviglia, ignoto ed altro, con la stessa inconsapevolezza di un primate.
Pappi Corsicato
Pappi Corsicato è nato a Napoli nel 1960. Dopo gli studi in architettura, nel 1980 si trasferisce a New York dove studia danza e coreografia con Alvin Alley e recitazione con Geraldine Barone. Rientrato in Italia nel 1987, scrive musica per il teatro e lavora con Luca De Filippo, Enzo Moscato e il Gruppo della Rocca. Esordisce nel cinema nel 1992 con il corto Libera al quale fanno seguito Aurora e Carmela che riuniti compongono il suo premio lungometraggio Libera, presentato al Festival di Berlino nel 1993, e premiato con la Grolla d’Oro e il Nastro d’argento per la miglior opera prima. Nel 1995 realizza I buchi Neri, seguito dall’episodio La stirpe di Jana del film I Vesuviani (1996). Il suo primo film Chimera (2001) ha partecipato in concorso al Montreal Film Festival e ha vinto la Grolla d’Oro per la miglior fotografia al Festival di Saint Vincent.
Filmografia
1993 Libera;
1995 I buchi neri;
1997 La stirpe di lana, episodio de I Vesuviani;
2001 Chimera;
2004 Too Short for Sky

di Pappi Corsicato
Montaggio: Giorgio Franchina
Produzione: HATHORFILM, Pappi Corsicato
Formato delle riprese: Betacam
Pappi Corsicato: hathorfilm@libero.it
Sinossi
La spirale di Richard Serra è un’opera che trasmette molte suggestioni quando la si attraversa. L’idea di inserire uno scimpanzé nel lavoro di Serra è nata proprio per comunicare quelle emozioni: spaesamento, meraviglia, ignoto ed altro, con la stessa inconsapevolezza di un primate.
Pappi Corsicato
Pappi Corsicato è nato a Napoli nel 1960. Dopo gli studi in architettura, nel 1980 si trasferisce a New York dove studia danza e coreografia con Alvin Alley e recitazione con Geraldine Barone. Rientrato in Italia nel 1987, scrive musica per il teatro e lavora con Luca De Filippo, Enzo Moscato e il Gruppo della Rocca. Esordisce nel cinema nel 1992 con il corto Libera al quale fanno seguito Aurora e Carmela che riuniti compongono il suo premio lungometraggio Libera, presentato al Festival di Berlino nel 1993, e premiato con la Grolla d’Oro e il Nastro d’argento per la miglior opera prima. Nel 1995 realizza I buchi Neri, seguito dall’episodio La stirpe di Jana del film I Vesuviani (1996). Il suo primo film Chimera (2001) ha partecipato in concorso al Montreal Film Festival e ha vinto la Grolla d’Oro per la miglior fotografia al Festival di Saint Vincent.
Filmografia
1993 Libera;
1995 I buchi neri;
1997 La stirpe di lana, episodio de I Vesuviani;
2001 Chimera;
2004 Too Short for Sky
Bill Viola, the Eye of the Heart
Regno Unito, 2003, colore, Betacam SP, 59’

Regia: Mark Kidel
Musica: Hariqrasad Chaurasia, Touman Diabate, David Tudor
Produzione: Calliope Media LTD
in association with BBC and Arte France
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano
Poorhouse International Itd.
17-18 Margaret Street
W1W 8RP London - UK
tel. +44 2074368663
fax +44 2074368663
info@Poorhouseintl.co.uk
Sinossi
“Messaggi, messaggi senza tempo di un’umanità che lotta per raggiungere la perfezione e trascendere se stessa”: queste parole di Bill Viola in visita agli affreschi di Giotto ad Assisi, suggestivo momento del film di Mark Kidel, rivelano il tema centrale della sua ricerca tesa ad esplorare il lato spirituale ed emozionale dell’esperienza umana. Pioniere delle arti del video, quest'anno è in corso a Tokyo la più grande retrospettiva sulla sua opera, è Viola stesso a guidarci nel suo universo visuale tra preziosi materiali d’archivio e back stage di alcune delle sue opere. Da A room for St. John of the Cross fino a Going Forth by Day, tra creazione e composizione, affidando all’obiettivo i propri ricordi e le proprie riflessioni su filosofia zen e pittura rinascimentale, l’artista americano ci accompagna in un viaggio suggestivo dentro una delle avventure maggiormente celebrate dell’arte del nostro tempo.
Mark Kidel
Mark Kidel è cresciuto e ha studiato in Francia, Austria e Stati Uniti. Regista e scrittore lavora attualmente tra Gran Bretagna e Francia. Attivo fin dagli inizi degli anni Settanta ha realizzato numerosi documentari e lungometraggi sulla musica rock alternando alla regia l’attività di produzione e giornalistica.
Filmografia
1993 Kind of Blue;
2002 Ravi Shankar; Between Two Worlds; Un Memoire d'un Hopital

Regia: Mark Kidel
Musica: Hariqrasad Chaurasia, Touman Diabate, David Tudor
Produzione: Calliope Media LTD
in association with BBC and Arte France
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano
Poorhouse International Itd.
17-18 Margaret Street
W1W 8RP London - UK
tel. +44 2074368663
fax +44 2074368663
info@Poorhouseintl.co.uk
Sinossi
“Messaggi, messaggi senza tempo di un’umanità che lotta per raggiungere la perfezione e trascendere se stessa”: queste parole di Bill Viola in visita agli affreschi di Giotto ad Assisi, suggestivo momento del film di Mark Kidel, rivelano il tema centrale della sua ricerca tesa ad esplorare il lato spirituale ed emozionale dell’esperienza umana. Pioniere delle arti del video, quest'anno è in corso a Tokyo la più grande retrospettiva sulla sua opera, è Viola stesso a guidarci nel suo universo visuale tra preziosi materiali d’archivio e back stage di alcune delle sue opere. Da A room for St. John of the Cross fino a Going Forth by Day, tra creazione e composizione, affidando all’obiettivo i propri ricordi e le proprie riflessioni su filosofia zen e pittura rinascimentale, l’artista americano ci accompagna in un viaggio suggestivo dentro una delle avventure maggiormente celebrate dell’arte del nostro tempo.
Mark Kidel
Mark Kidel è cresciuto e ha studiato in Francia, Austria e Stati Uniti. Regista e scrittore lavora attualmente tra Gran Bretagna e Francia. Attivo fin dagli inizi degli anni Settanta ha realizzato numerosi documentari e lungometraggi sulla musica rock alternando alla regia l’attività di produzione e giornalistica.
Filmografia
1993 Kind of Blue;
2002 Ravi Shankar; Between Two Worlds; Un Memoire d'un Hopital
De larges dètails. Sur les traces de Francis Alys
Francia/Belgio, 2006, Betacam SP, colore, 55’

Regia: Julien Devaux
Fotografia: Julien Devaux
Montaggio: Andrè Gaultier
Suono: Cristian Manzutto
Produzione: Atlante Productions
Formato delle riprese: DV CAM
Lingua: inglese, spagnolo, francese
Sottotitoli: francese
Atlante Productions
2 bis, rue Dupont de l'Eure
75020 Paris - France
tel. +33 1 43 67 49 35 fax +33 1 43 67 49 35
atlanteprod@wanadoo.fr
Sinossi
Ritratto suggestivo del 47enne artista franco-belga Francis Alÿs. Flaneur nelle più svariate discipline artistiche, instancabile girovago e attraversatore di spazi, ha esposto nei più importanti centri d’arte al mondo tra cui il MoMA di New York e la Tate Gallery di Londra; artista cosmopolita, lo seguiamo attraverso l’occhio della telecamera alle prese con azioni, video, installazioni e interventi urbani da Città del Messico a Londra, da Lima a Berlino. Nella consapevolezza di “nulla essendo e nulla volendo diventare”, rinnovandosi nell’incontro di luoghi e persone, la sua arte tra irrequietezza e leggerezza è una costante funambolica sfida alla banalità e al conformismo dello sguardo.
Julien Devaux
Nato nel 1975 in Belgio dopo studi in etnologia si specializza in storia dell'arte.

Regia: Julien Devaux
Fotografia: Julien Devaux
Montaggio: Andrè Gaultier
Suono: Cristian Manzutto
Produzione: Atlante Productions
Formato delle riprese: DV CAM
Lingua: inglese, spagnolo, francese
Sottotitoli: francese
Atlante Productions
2 bis, rue Dupont de l'Eure
75020 Paris - France
tel. +33 1 43 67 49 35 fax +33 1 43 67 49 35
atlanteprod@wanadoo.fr
Sinossi
Ritratto suggestivo del 47enne artista franco-belga Francis Alÿs. Flaneur nelle più svariate discipline artistiche, instancabile girovago e attraversatore di spazi, ha esposto nei più importanti centri d’arte al mondo tra cui il MoMA di New York e la Tate Gallery di Londra; artista cosmopolita, lo seguiamo attraverso l’occhio della telecamera alle prese con azioni, video, installazioni e interventi urbani da Città del Messico a Londra, da Lima a Berlino. Nella consapevolezza di “nulla essendo e nulla volendo diventare”, rinnovandosi nell’incontro di luoghi e persone, la sua arte tra irrequietezza e leggerezza è una costante funambolica sfida alla banalità e al conformismo dello sguardo.
Julien Devaux
Nato nel 1975 in Belgio dopo studi in etnologia si specializza in storia dell'arte.
Dernier Paysage
Francia, 2006, Betacam SP, colore, 52’

di Josef Nadj
Regia: Josef Nadj
Musica: Vladimir Tarasov
Suono: Jean Philippe Dupont, Emmanuelle Villant
Montaggio: Nely Quattier
Formato delle riprese: DV CAM
Produzione: Les Poissons Volants
Lingua: francese
Les Possions Volants
3 Rue Martel 75010 Paris
tel +33 (0)1 477 044 76
fax +33 (0)1 477 044 94
www.poissonsvolants.com
Sinossi
I segni e i concetti si scambiano, i limiti tra i generi si dissolvono e i linguaggi si ricompongono: in questo campo di forze e di tensioni nell'esplorazione continua dei legami tra danza, teatro, arti plastiche, suono e letteratura si svolge il lavoro di Josef Nadj. Direttore associato del Festival di Avignone 2006, con questo lavoro filmato in occasione dell’edizione 2005, il coreografo ungherese realizza un autoritratto al paesaggio utilizzando come fonte della sua creazione la materialità della memoria e della sua terra, l'amata Kanisza, città di confine tra Ungheria, Serbia e Romania. Il film insegue la libertà e la complicità dei suoi gesti e delle sue parole in dialogo con le improvvisazioni del percussionista russo Vladimir Tarasov nell'incessante mutare, dalla scena al paesaggio, dei colori e delle azioni pervase di autentica poesia visiva.Signs and concepts exchange, limits between genres dissolve and languages reassemble: in this field of forces and tensions in the continuous investigation of the connections among dance, theatre, plastic arts, sound and literature Josef Nadj’s work takes place. Co-director at the Festival of Avignone 2006, with this feature documentary for the 2005 edition, the Hungarian choreographer makes a self-portrait of a landscape using as a source of his creation the material of memory and of his homeland, the beloved Kanisza, a town on the border between Hungary, Serbia and Romania. The film follows the freedom and complicity of his gesture and his words in a dialogue with the Russian percussioniste Vladimir Tarassov while there’s an endless change, from the scene to the landscape, of colours and actions which are pervaded by authentic visual poetry.
Josef Nadj
Nato nel 1957 in Galizia, in un villaggio della Vojvodina ( ex Jugoslavia ), studia all’Accademia di Belle Arti e all’Università di Budapest dove comincia un corso di teatro mentre praticava arti marziali. Seguendo il consiglio del suo maestro, lascia Budapest e arriva a Parigi nel 1980 dove scopre la danza moderna e lavora con Mark Thompkins, Catherine Diverrès e Francois Verret. Artista associato del Festival d’Avignone nel 2006, è direttore del Centro coreografico nazionale di Orleans dal 1995. La sua arte è improntata alla fusione di linguaggi eterogenei. Celebri i suoi lavori su Balthus, Kafka, Bruno Schultz.

di Josef Nadj
Regia: Josef Nadj
Musica: Vladimir Tarasov
Suono: Jean Philippe Dupont, Emmanuelle Villant
Montaggio: Nely Quattier
Formato delle riprese: DV CAM
Produzione: Les Poissons Volants
Lingua: francese
Les Possions Volants
3 Rue Martel 75010 Paris
tel +33 (0)1 477 044 76
fax +33 (0)1 477 044 94
www.poissonsvolants.com
Sinossi
I segni e i concetti si scambiano, i limiti tra i generi si dissolvono e i linguaggi si ricompongono: in questo campo di forze e di tensioni nell'esplorazione continua dei legami tra danza, teatro, arti plastiche, suono e letteratura si svolge il lavoro di Josef Nadj. Direttore associato del Festival di Avignone 2006, con questo lavoro filmato in occasione dell’edizione 2005, il coreografo ungherese realizza un autoritratto al paesaggio utilizzando come fonte della sua creazione la materialità della memoria e della sua terra, l'amata Kanisza, città di confine tra Ungheria, Serbia e Romania. Il film insegue la libertà e la complicità dei suoi gesti e delle sue parole in dialogo con le improvvisazioni del percussionista russo Vladimir Tarasov nell'incessante mutare, dalla scena al paesaggio, dei colori e delle azioni pervase di autentica poesia visiva.Signs and concepts exchange, limits between genres dissolve and languages reassemble: in this field of forces and tensions in the continuous investigation of the connections among dance, theatre, plastic arts, sound and literature Josef Nadj’s work takes place. Co-director at the Festival of Avignone 2006, with this feature documentary for the 2005 edition, the Hungarian choreographer makes a self-portrait of a landscape using as a source of his creation the material of memory and of his homeland, the beloved Kanisza, a town on the border between Hungary, Serbia and Romania. The film follows the freedom and complicity of his gesture and his words in a dialogue with the Russian percussioniste Vladimir Tarassov while there’s an endless change, from the scene to the landscape, of colours and actions which are pervaded by authentic visual poetry.
Josef Nadj
Nato nel 1957 in Galizia, in un villaggio della Vojvodina ( ex Jugoslavia ), studia all’Accademia di Belle Arti e all’Università di Budapest dove comincia un corso di teatro mentre praticava arti marziali. Seguendo il consiglio del suo maestro, lascia Budapest e arriva a Parigi nel 1980 dove scopre la danza moderna e lavora con Mark Thompkins, Catherine Diverrès e Francois Verret. Artista associato del Festival d’Avignone nel 2006, è direttore del Centro coreografico nazionale di Orleans dal 1995. La sua arte è improntata alla fusione di linguaggi eterogenei. Celebri i suoi lavori su Balthus, Kafka, Bruno Schultz.
È morto Cattelan! Evviva Cattelan!
Italia, 2006, Betacam SP, colore, 50'

Regia: Marco Penso
Sceneggiatura: Elena del Drago, Marco Penso
fotografia: Marco Penso
musica: Giuliano Tavanoi
produzione: Wilder per Fox International Channels Italia
Lingua: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano
Fox International Channels Italy
via Salaria 1021, 00138 Roma - Italia
tel +39 06 88284622
fax +39 06 88 663015
andrea.battisti@fox.com
Riccardo.chiattelli@fox.com
www.cult-tv.it
Sinossi
La provocazione è la cifra più riconoscibile del lavoro di Maurizio Cattelan, l’artista italiano più discusso nel mondo. Così, il film prende il via da una provocazione con una manipolazione della realtà: la notizia della morte dell’artista divulgata della televisione. Avvolta nel mistero, la “vera” morte di Cattelan è l’occasione per una ricognizione divertita ed esaustiva al tempo stesso sulla parabola esistenziale ed artistica dell’enfant terrible padovano. Dai primi successi ottenuti a New York, ai trionfi di Milano e della Biennale di Berlino. Abile venditore di se stesso o genio dell’espressione artistica? Cinico comunicatore o indiscutibile talento anticonformista? Più che rispondere in modo univoco a questi quesiti questo viaggio intorno all’“universo” Cattelan contribuirà a confondere ancora di più.
Marco Penso
È regista e montatore. Lavora per Rai, Mediaset, La 7, Mtv e Fox. Ha realizzato docufiction, videoclip e pubblicità. Tra i lavori più importanti ha montato la serie H24 Pronto Soccorso (Rai Tre) e firmato la regia de Le invasioni barbariche (La 7). È morto Cattelan! Evviva Cattelan! è il suo primo documentario.

Regia: Marco Penso
Sceneggiatura: Elena del Drago, Marco Penso
fotografia: Marco Penso
musica: Giuliano Tavanoi
produzione: Wilder per Fox International Channels Italia
Lingua: italiano, inglese
Sottotitoli: italiano
Fox International Channels Italy
via Salaria 1021, 00138 Roma - Italia
tel +39 06 88284622
fax +39 06 88 663015
andrea.battisti@fox.com
Riccardo.chiattelli@fox.com
www.cult-tv.it
Sinossi
La provocazione è la cifra più riconoscibile del lavoro di Maurizio Cattelan, l’artista italiano più discusso nel mondo. Così, il film prende il via da una provocazione con una manipolazione della realtà: la notizia della morte dell’artista divulgata della televisione. Avvolta nel mistero, la “vera” morte di Cattelan è l’occasione per una ricognizione divertita ed esaustiva al tempo stesso sulla parabola esistenziale ed artistica dell’enfant terrible padovano. Dai primi successi ottenuti a New York, ai trionfi di Milano e della Biennale di Berlino. Abile venditore di se stesso o genio dell’espressione artistica? Cinico comunicatore o indiscutibile talento anticonformista? Più che rispondere in modo univoco a questi quesiti questo viaggio intorno all’“universo” Cattelan contribuirà a confondere ancora di più.
Marco Penso
È regista e montatore. Lavora per Rai, Mediaset, La 7, Mtv e Fox. Ha realizzato docufiction, videoclip e pubblicità. Tra i lavori più importanti ha montato la serie H24 Pronto Soccorso (Rai Tre) e firmato la regia de Le invasioni barbariche (La 7). È morto Cattelan! Evviva Cattelan! è il suo primo documentario.
Eydodinamik. Un oggetto per la Goldonetta
Installazione
Giampaolo di Cocco, 2006, lamierino di ferro stagnato
Giampaolo Di Cocco ha appositamente concepito "Eydodynamik. Un oggetto per la Goldonetta", personale omaggio dell’artista fiorentino al maestro del cinema dada Viking Eggeling. Sorta di cinepresa 35 mm “esplosa”, parzialmente smontata affinché se ne possa scorgere la misteriosa meccanica, l’opera racchiude al suo interno bande di latta che imitano la pellicola cinematografica, dipinte a smalto fotogramma per fotogramma. Ci sono anche statuine di resina, specchi, piccoli macchinari che alludono al fascino prodotto nello spettatore dal ballo delle ombre generato per virtù magico-meccanica dalla proiezione cinematografica. La cinepresa infatti non è solo un “puro” strumento nelle mani del regista. Piuttosto, essa appone un proprio sigillo ed un senso nuovo e diverso alle immagini che cattura ed elabora. Erede delle lanterne magiche, al suo interno ottica, meccanica e chimica si alleano per generare una realtà parallela.
Giampaolo Di Cocco
(Firenze 1947) architetto, pittore e scultore, è autore dalla fine degli anni Sessanta di vari film di animazione alcuni dei quali presentati alla mostra Cinema d’artista in Toscana 1964-1980 del Centro per l’arte contemporanea L. Pecci (Prato 2004). Ha realizzato installazioni in musei e gallerie italiane ed europee tra le quali quelle per la Neusser Platz di Colonia (1999), il parco di Duisburg-Homberg (2000), il Kunstverein Skulptur Draussen di Colonia (2002), il giardino del Palazzo di San Clemente-Facoltà di Architettura a Firenze (2006).
Giampaolo di Cocco, 2006, lamierino di ferro stagnato
Giampaolo Di Cocco ha appositamente concepito "Eydodynamik. Un oggetto per la Goldonetta", personale omaggio dell’artista fiorentino al maestro del cinema dada Viking Eggeling. Sorta di cinepresa 35 mm “esplosa”, parzialmente smontata affinché se ne possa scorgere la misteriosa meccanica, l’opera racchiude al suo interno bande di latta che imitano la pellicola cinematografica, dipinte a smalto fotogramma per fotogramma. Ci sono anche statuine di resina, specchi, piccoli macchinari che alludono al fascino prodotto nello spettatore dal ballo delle ombre generato per virtù magico-meccanica dalla proiezione cinematografica. La cinepresa infatti non è solo un “puro” strumento nelle mani del regista. Piuttosto, essa appone un proprio sigillo ed un senso nuovo e diverso alle immagini che cattura ed elabora. Erede delle lanterne magiche, al suo interno ottica, meccanica e chimica si alleano per generare una realtà parallela.
Giampaolo Di Cocco
(Firenze 1947) architetto, pittore e scultore, è autore dalla fine degli anni Sessanta di vari film di animazione alcuni dei quali presentati alla mostra Cinema d’artista in Toscana 1964-1980 del Centro per l’arte contemporanea L. Pecci (Prato 2004). Ha realizzato installazioni in musei e gallerie italiane ed europee tra le quali quelle per la Neusser Platz di Colonia (1999), il parco di Duisburg-Homberg (2000), il Kunstverein Skulptur Draussen di Colonia (2002), il giardino del Palazzo di San Clemente-Facoltà di Architettura a Firenze (2006).
Mosaici elettronici byzantyny della pittura. Ritratti di fine millennio
Italia, 1986, colore, video
Regia: Federico Tiezzi, Sandro Lombardi
Montaggio: Maurizio Montagni
Produzione: Magazzini
in collaborazione con Comune di Roma, Assessorato alla Cultura, Accademia di Francia Ministère de la Culture et Comunication
Lingua: Italiano
Lui morde il ferro. Mario Schifano. 28' 17"
Operatori di ripresa: Italo Pescedelfino, Riccardo Cortarelli
Alighiero e Boetti 26' 24"
Operatore di ripresa: Riccardo Cortarelli
Compagnia Lombardi-Tiezzi
Via Manni 55, 50135 Firenze
tel +39 055 600218
e-mail megap@libero.it
Sinossi
Dalla serie “Ritratti di fine millennio”, realizzati a metà degli anni Ottanta dai“Magazzini” Lombardi-Tiezzi, proiettati una sola volta nel giardino di Villa Medici in occasione dell’Estate Romana del 1986 riemergono dall’archivio filmico di una straordinaria carriera, due ritratti eccellenti, che a venti anni di distanza riescono a donare ancora intatta l’intensità di Mario Schifano e di Alighiero Boetti. Schivo il primo, celato dietro le sue opere, la cui immagine filtrata dai suoi stessi video rivela un’anima nel contempo caotica e dolce apparendo al nostro sguardonella frenesia dei pensieri, progetti e idee, che si regala all’obiettivo solo in un momento del gioco con il figlio. Delicato il secondo a rivelare attraverso le sue riflessioni, tra passione per l’oriente, profondità e sapienza dello sguardo, la semplicità dei grandi artisti, con la consapevolezza del saper “mettere al mondo il mondo”, il potere della grande arte.
Sandro Lombardi
Ha interpretato testi di Beckett, Bernhard, Brecht, Cechov, Luzi, Manzoni, Müller, Pasolini, Parise, Testori. Ha ricevuto quattro Premi Ubu per la migliore interpretazione maschile dell'anno. Ha inciso le poesie di Pasolini e l’Inferno di Dante (Garzanti), quattro monologhi testoriani (Edizioni Eri), e Destinatario sconosciuto di Kathrine K. Taylor (Full Color Sound). Le più recenti interpretazioni, unanimemente apprezzate, sono il Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini di Luzi e Gli Uccelli di Aristofane. Ha pubblicato per Garzanti Gli anni felici, in cui racconta la sua scoperta del teatro e della musica, vincitore del Premio Bagutta Opera prima 2004.
Federico Tiezzi
Si segnala, fin dalle prime prove, tra gli esponenti di punta del nuovo teatro italiano. Tra i numerosi riconoscimenti, si ricorda il Premio Ubu 1984 per il miglior spettacolo andato al Genet a Tangeri di cui era stato autore e regista, e una serie di Premi Ubu per la regia: Come è di Beckett, Edipus di Testori e Porcile di Pasolini, Scene di Amleto, L’apparenza inganna di Bernhard. Esordisce nella lirica nel 1991 con una apprezzata Norma al Petruzzelli di Bari.
Regia: Federico Tiezzi, Sandro Lombardi
Montaggio: Maurizio Montagni
Produzione: Magazzini
in collaborazione con Comune di Roma, Assessorato alla Cultura, Accademia di Francia Ministère de la Culture et Comunication
Lingua: Italiano
Lui morde il ferro. Mario Schifano. 28' 17"
Operatori di ripresa: Italo Pescedelfino, Riccardo Cortarelli
Alighiero e Boetti 26' 24"
Operatore di ripresa: Riccardo Cortarelli
Compagnia Lombardi-Tiezzi
Via Manni 55, 50135 Firenze
tel +39 055 600218
e-mail megap@libero.it
Sinossi
Dalla serie “Ritratti di fine millennio”, realizzati a metà degli anni Ottanta dai“Magazzini” Lombardi-Tiezzi, proiettati una sola volta nel giardino di Villa Medici in occasione dell’Estate Romana del 1986 riemergono dall’archivio filmico di una straordinaria carriera, due ritratti eccellenti, che a venti anni di distanza riescono a donare ancora intatta l’intensità di Mario Schifano e di Alighiero Boetti. Schivo il primo, celato dietro le sue opere, la cui immagine filtrata dai suoi stessi video rivela un’anima nel contempo caotica e dolce apparendo al nostro sguardonella frenesia dei pensieri, progetti e idee, che si regala all’obiettivo solo in un momento del gioco con il figlio. Delicato il secondo a rivelare attraverso le sue riflessioni, tra passione per l’oriente, profondità e sapienza dello sguardo, la semplicità dei grandi artisti, con la consapevolezza del saper “mettere al mondo il mondo”, il potere della grande arte.
Sandro Lombardi
Ha interpretato testi di Beckett, Bernhard, Brecht, Cechov, Luzi, Manzoni, Müller, Pasolini, Parise, Testori. Ha ricevuto quattro Premi Ubu per la migliore interpretazione maschile dell'anno. Ha inciso le poesie di Pasolini e l’Inferno di Dante (Garzanti), quattro monologhi testoriani (Edizioni Eri), e Destinatario sconosciuto di Kathrine K. Taylor (Full Color Sound). Le più recenti interpretazioni, unanimemente apprezzate, sono il Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini di Luzi e Gli Uccelli di Aristofane. Ha pubblicato per Garzanti Gli anni felici, in cui racconta la sua scoperta del teatro e della musica, vincitore del Premio Bagutta Opera prima 2004.
Federico Tiezzi
Si segnala, fin dalle prime prove, tra gli esponenti di punta del nuovo teatro italiano. Tra i numerosi riconoscimenti, si ricorda il Premio Ubu 1984 per il miglior spettacolo andato al Genet a Tangeri di cui era stato autore e regista, e una serie di Premi Ubu per la regia: Come è di Beckett, Edipus di Testori e Porcile di Pasolini, Scene di Amleto, L’apparenza inganna di Bernhard. Esordisce nella lirica nel 1991 con una apprezzata Norma al Petruzzelli di Bari.
Obra Como Testamento
Brasile, 2001, Beta, Colore/Bn, 25’23’’

Regia: Alex Gabassi, Marco Del Fiol
Sceneggiatura: Fabiana Werneck Barcinski
Fotografia: Alex Gabassi, Rodrigo Menck
Montaggio: Alex Gabassi
Musica: Cacà Machado, Josè Mauricio Bussab
Produzione: Associacao Cultural Videobrasil
Lingua: Inglese, Portoghese
Sottotitoli: Inglese
Associacao Cultural Videobrasil
Av. Imperatriz Leopoldina, 1150
tel +55 11 3645-4802
info@videobrasil.org.br
Sinossi
Negli anni 70, quando l'alleanza tra arte e tecnologia stava muovendo i suoi primi passi in Brasile, Rafael França rinnovò l'uso di alcuni medium. Negli anni 80 fu uno dei pionieri della video arte nel suo paese, sovvertendo e creando nuove forme di narrazione, caricandole di forti riferimenti autobiografici. Questo documentario raccoglie le parole dell'artista, spezzoni tratti dai suoi video, così come interviste all’artista Regina Silveira e al critico Arlindo Machado che lo incoraggiarono, e a Mario Ramiro e Hudnilson jr con i quali, nel 1970, França formò il trio 3NOS3. Malato di AIDS, França si spenge nel 1991, all’età di 34 anni.
Alex Gabassi
Produttore e regista indipendente, è stato assistente alla regia e direttore di scena della compagnia Theatre de complicité di Londra. Ha prodotto installazioni e mostre e diretto serie e special per la MTV Brasil e videoclip di Marisa Monte, Caetano Veloso, David Byrne e Carlinhos Brown.
Filografia
1999 Água, Uma Biografia;
2000 Certas Dúvidas de William Kentridge;
2001 Rafael França, Obra como Testamento - Sobre o Nome;
2003 Um olhar sobre os olhares de Akram Zaatari
Marco del Fiol
Regista, scrittore e autore di documentari e lungometraggi. Insegna montaggio e fotografia alla Miami Art School di Saõ Paulo.
Filmografia
2002 Mau Wal: Encontros Traduzidos

Regia: Alex Gabassi, Marco Del Fiol
Sceneggiatura: Fabiana Werneck Barcinski
Fotografia: Alex Gabassi, Rodrigo Menck
Montaggio: Alex Gabassi
Musica: Cacà Machado, Josè Mauricio Bussab
Produzione: Associacao Cultural Videobrasil
Lingua: Inglese, Portoghese
Sottotitoli: Inglese
Associacao Cultural Videobrasil
Av. Imperatriz Leopoldina, 1150
tel +55 11 3645-4802
info@videobrasil.org.br
Sinossi
Negli anni 70, quando l'alleanza tra arte e tecnologia stava muovendo i suoi primi passi in Brasile, Rafael França rinnovò l'uso di alcuni medium. Negli anni 80 fu uno dei pionieri della video arte nel suo paese, sovvertendo e creando nuove forme di narrazione, caricandole di forti riferimenti autobiografici. Questo documentario raccoglie le parole dell'artista, spezzoni tratti dai suoi video, così come interviste all’artista Regina Silveira e al critico Arlindo Machado che lo incoraggiarono, e a Mario Ramiro e Hudnilson jr con i quali, nel 1970, França formò il trio 3NOS3. Malato di AIDS, França si spenge nel 1991, all’età di 34 anni.
Alex Gabassi
Produttore e regista indipendente, è stato assistente alla regia e direttore di scena della compagnia Theatre de complicité di Londra. Ha prodotto installazioni e mostre e diretto serie e special per la MTV Brasil e videoclip di Marisa Monte, Caetano Veloso, David Byrne e Carlinhos Brown.
Filografia
1999 Água, Uma Biografia;
2000 Certas Dúvidas de William Kentridge;
2001 Rafael França, Obra como Testamento - Sobre o Nome;
2003 Um olhar sobre os olhares de Akram Zaatari
Marco del Fiol
Regista, scrittore e autore di documentari e lungometraggi. Insegna montaggio e fotografia alla Miami Art School di Saõ Paulo.
Filmografia
2002 Mau Wal: Encontros Traduzidos
Paso Doble
Francia, 2006, Beta SP, colore, 41’

Regista: Miquel Barcelò, Josef Nadj
Montaggio: Nelly Quettier
Musica: Alain Mahè
Suono: Olivier Schwob
Produzione: Les Poissons Volants
Les Possions Volants
3 Rue Martel 75010 Paris
tel +33 (0)1 477 044 76
fax +33 (0)1 477 044 94
www.poissonsvolants.com
Sinossi
Il film è la registrazione della straordinaria performance eseguita da Josef Nadj e Miquel Barceló all’ultimo Festival di Avignone: un’opera creata a quattro mani che contiene qualità comuni coniugando i tratti propri del linguaggio di ciascun artista. Paso Doble è una zona di dialogo dove gli autori si avventurano partecipando l’uno dell’universo dell’altro. Rivelare le origini dell’arte attraverso il gesto artistico è una problematica che anima sia la ricerca del coreografo Josef Nadj che dell’artista catalano Miquel Barceló. Privilegiato territorio di questa ricerca è una scena di creta e argilla dove, attraverso la scrittura del corpo e la trasformazione della materia, si dà vita alla creazione restituendo il tempo puro del fare artistico.
Miquel Barcelo’
Nato nel 1957 a Maiorca, Miquel Barceló si interessa alla pittura fin dall’infanzia. I paesaggi della sua terra natia insieme a Klee, Dubuffet, Rothko e Pollock sono le sue maggiori fonti di ispirazione. Il tratto fondamentale della sua arte è la sperimentazione dei materiali più diversi.
I suoi lavori sono stati esposti nei più importanti musei e mostre del mondo, dal Moma di New York a Documenta di Kassel.
Josef Nadj
Nato nel 1957 in Galizia, in un villaggio della Vojvodina (ex Jugoslavia), studia all’Accademia di Belle Arti e all’Università di Budapest dove comincia un corso di teatro mentre praticava arti marziali. Seguendo il consiglio del suo maestro, lascia Budapest e arriva a Parigi nel 1980 dove scopre la danza moderna e lavora con Mark Thompkins, Catherine Diverrès e Francois Verret. Artista associato del Festival d’Avignone nel 2006, è direttore del Centro coreografico nazionale di Orleans dal 1995. La sua arte è improntata alla fusione di linguaggi eterogenei. Celebri i suoi lavori su Balthus, Kafka, Bruno Schultz.

Regista: Miquel Barcelò, Josef Nadj
Montaggio: Nelly Quettier
Musica: Alain Mahè
Suono: Olivier Schwob
Produzione: Les Poissons Volants
Les Possions Volants
3 Rue Martel 75010 Paris
tel +33 (0)1 477 044 76
fax +33 (0)1 477 044 94
www.poissonsvolants.com
Sinossi
Il film è la registrazione della straordinaria performance eseguita da Josef Nadj e Miquel Barceló all’ultimo Festival di Avignone: un’opera creata a quattro mani che contiene qualità comuni coniugando i tratti propri del linguaggio di ciascun artista. Paso Doble è una zona di dialogo dove gli autori si avventurano partecipando l’uno dell’universo dell’altro. Rivelare le origini dell’arte attraverso il gesto artistico è una problematica che anima sia la ricerca del coreografo Josef Nadj che dell’artista catalano Miquel Barceló. Privilegiato territorio di questa ricerca è una scena di creta e argilla dove, attraverso la scrittura del corpo e la trasformazione della materia, si dà vita alla creazione restituendo il tempo puro del fare artistico.
Miquel Barcelo’
Nato nel 1957 a Maiorca, Miquel Barceló si interessa alla pittura fin dall’infanzia. I paesaggi della sua terra natia insieme a Klee, Dubuffet, Rothko e Pollock sono le sue maggiori fonti di ispirazione. Il tratto fondamentale della sua arte è la sperimentazione dei materiali più diversi.
I suoi lavori sono stati esposti nei più importanti musei e mostre del mondo, dal Moma di New York a Documenta di Kassel.
Josef Nadj
Nato nel 1957 in Galizia, in un villaggio della Vojvodina (ex Jugoslavia), studia all’Accademia di Belle Arti e all’Università di Budapest dove comincia un corso di teatro mentre praticava arti marziali. Seguendo il consiglio del suo maestro, lascia Budapest e arriva a Parigi nel 1980 dove scopre la danza moderna e lavora con Mark Thompkins, Catherine Diverrès e Francois Verret. Artista associato del Festival d’Avignone nel 2006, è direttore del Centro coreografico nazionale di Orleans dal 1995. La sua arte è improntata alla fusione di linguaggi eterogenei. Celebri i suoi lavori su Balthus, Kafka, Bruno Schultz.
Prelude to an Announced Death
USA, colore, 1991, Video 5'

di Rafael França
Ultima opera completata alcuni giorni prim della scomparsa dl suo autore, questo video è delicato affresco dell'amore omosessuale segnato dai fantasmi della fine.
Rafael França
Nato a Porto Allegre nel 1957, Rafael França si installa a Saõ Paulo negli anni settanta e, incoraggiato dall'artista Regina Silveira, intraprende un'intensa ricerca di forme, tecniche e supporti diversi. Dalla pittura passa alla performance e all'intervento in spazi pubblici. Forma il trio 3NOS3 con Mario Ramiro e Hudnilson Jr. con i quali interviene nella città, avvolgendo monumenti nella plastica. Nel 1982, si trasferisce alla scuola del Chicago Art Institute, dove inizia a lavorare con il video. Ha realizzato adattamenti video delle opere di Graciliano Ramons e Marguerite Yourcenar e lavori d'autore come Without Fear of Vertigo (1987) oltre a Prelude to an Announced Death (1991) suo ultimo lavoro consapevole della propria fine imminente.
Filmografia
1983 Du Vain Combat;
1984 Reencontro;
1986 As if exiled in Paradise;
1987 Without Fear in Vertigo;
1988 O Profondo Silèncio das cisas mortas;
1989 Insònia;
1991 Prelude to an Annunced Death

di Rafael França
Ultima opera completata alcuni giorni prim della scomparsa dl suo autore, questo video è delicato affresco dell'amore omosessuale segnato dai fantasmi della fine.
Rafael França
Nato a Porto Allegre nel 1957, Rafael França si installa a Saõ Paulo negli anni settanta e, incoraggiato dall'artista Regina Silveira, intraprende un'intensa ricerca di forme, tecniche e supporti diversi. Dalla pittura passa alla performance e all'intervento in spazi pubblici. Forma il trio 3NOS3 con Mario Ramiro e Hudnilson Jr. con i quali interviene nella città, avvolgendo monumenti nella plastica. Nel 1982, si trasferisce alla scuola del Chicago Art Institute, dove inizia a lavorare con il video. Ha realizzato adattamenti video delle opere di Graciliano Ramons e Marguerite Yourcenar e lavori d'autore come Without Fear of Vertigo (1987) oltre a Prelude to an Announced Death (1991) suo ultimo lavoro consapevole della propria fine imminente.
Filmografia
1983 Du Vain Combat;
1984 Reencontro;
1986 As if exiled in Paradise;
1987 Without Fear in Vertigo;
1988 O Profondo Silèncio das cisas mortas;
1989 Insònia;
1991 Prelude to an Annunced Death
Quijote
Italia, 2006, 35mm, colore, 75’

Regia: Mimmo Paladino
Sceneggiatura: Mimmo Paladino, Corrado Bologna
Fotografia: Cesare Accetta
Scenografia: Paolo Petti
Costumi: Ortensia De Francesco
Musica: Lucio Dalla, Edison Woods
Suono: Daghi Rondanini
Montaggio: Massimiliano Pacifico
Interpreti: Peppe Servillo, Lucio Dalla, Alessandro Bergonzoni, Enzo Cucchi, Ginestra Paladino, Enzo Moscato, Angelo Curti, Daghi Rondanini, Lorenzo Palmieri, Mimmo Cuticchio, Paolo Petti, Remo Girone
Formato delle riprese: HD DVCPRO
Produzione: Teatri Uniti Angelo-Curti
Lingua: italiano
Sottotitoli: inglese
ANANAS S.r.l.
via Cintia, 8
80126, Napoli - Italia
tel. +3981407506
info@teatriuniti.it
www.ananascinema.com
Sinossi
“Creare un film è come plasmare la luce. Questo è quello che mi ha affascinato. Lavorare con la luce che si materializza”. In questo modo Mimmo Paladino ha affrontato uno degli "impossibili" del cinema. La luce cui l’artista ha forgiato la sua prima opera cinematografica non è solo quella catturata da una splendida fotografia, ma è la stessa che i bimbi hanno negli occhi mentre giocano a creare mondi interi guardando le nuvole. Un sogno ad occhi aperti nel mito di Cervantes e nei simboli del proprio universo visuale con la complicità di vecchi e nuovi compagni di strada. Da Beppe Servillo a Enzo Cucchi da Lucio Dalla a Edoardo Sanguineti, da Remo Girone a Enzo Moscato tra Joyce, Borges e Bergman attraverso il teatro della natura e la finzione del teatro, passaggi e paesaggi, specchi e miraggi, rivelando al nostro sguardo un coup de maître.
Mimmo Paladino
Nato nel 1948 a Paduli, presso Benevento, pittore, scultore, creatore di scenografie, ha collaborato a numerosissimi progetti multidisciplinari, tra i quali si ricorda la sua collaborazione con Brian Eno. Le sue opere arricchiscono le principali collezioni pubbliche e private del mondo, fra cui il MOMA e il Guggenheim Museum a New York e la Tate Gallery a Londra. Quijote è il suo primo film.

Regia: Mimmo Paladino
Sceneggiatura: Mimmo Paladino, Corrado Bologna
Fotografia: Cesare Accetta
Scenografia: Paolo Petti
Costumi: Ortensia De Francesco
Musica: Lucio Dalla, Edison Woods
Suono: Daghi Rondanini
Montaggio: Massimiliano Pacifico
Interpreti: Peppe Servillo, Lucio Dalla, Alessandro Bergonzoni, Enzo Cucchi, Ginestra Paladino, Enzo Moscato, Angelo Curti, Daghi Rondanini, Lorenzo Palmieri, Mimmo Cuticchio, Paolo Petti, Remo Girone
Formato delle riprese: HD DVCPRO
Produzione: Teatri Uniti Angelo-Curti
Lingua: italiano
Sottotitoli: inglese
ANANAS S.r.l.
via Cintia, 8
80126, Napoli - Italia
tel. +3981407506
info@teatriuniti.it
www.ananascinema.com
Sinossi
“Creare un film è come plasmare la luce. Questo è quello che mi ha affascinato. Lavorare con la luce che si materializza”. In questo modo Mimmo Paladino ha affrontato uno degli "impossibili" del cinema. La luce cui l’artista ha forgiato la sua prima opera cinematografica non è solo quella catturata da una splendida fotografia, ma è la stessa che i bimbi hanno negli occhi mentre giocano a creare mondi interi guardando le nuvole. Un sogno ad occhi aperti nel mito di Cervantes e nei simboli del proprio universo visuale con la complicità di vecchi e nuovi compagni di strada. Da Beppe Servillo a Enzo Cucchi da Lucio Dalla a Edoardo Sanguineti, da Remo Girone a Enzo Moscato tra Joyce, Borges e Bergman attraverso il teatro della natura e la finzione del teatro, passaggi e paesaggi, specchi e miraggi, rivelando al nostro sguardo un coup de maître.
Mimmo Paladino
Nato nel 1948 a Paduli, presso Benevento, pittore, scultore, creatore di scenografie, ha collaborato a numerosissimi progetti multidisciplinari, tra i quali si ricorda la sua collaborazione con Brian Eno. Le sue opere arricchiscono le principali collezioni pubbliche e private del mondo, fra cui il MOMA e il Guggenheim Museum a New York e la Tate Gallery a Londra. Quijote è il suo primo film.
The Berrydown Cairn
GB, 2006, video, col, 12’
Regia: Jamie Morgan
Fotografia: Pter Martin, Jamie Morgan, Alex Tate
Montaggio: James Whitemore
Suono: Alex Tate
Musica: Sacha Putnam
Produzione: Almea Projects
Produtore: Angus Aynsley, Peter Martin
Executive producer: Miel de Botton Aynsley
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano
Almeya Projects Ltd
6 Newburgh Street
London WIF 7BQ
Ph: 020 74797410
Sinossi
La creazione di un’opera realizzata dal celebre scultore britannico Andy Goldsworthy con materiali presi dalla natura. Sono sei giorni di lavoro nei quali l’artista dà vita a The Berrydown Cairn, un tumulo gigante edificato intrecciando e accatastando rami di quercia. Il film esplora le relazioni fra opera e luogo –la tenuta di Berrydown nell’Hampshire- così come il processo creativo che sta alla base del lavoro dell’artista.
Jamie Morgan
Ispiratore e fondatore negli anni Ottanta e Novanta del collettivo londinese Buffalo, gruppo attivo nei campi della musica, della moda, della fotografia e del video, Jamie Morgan ha realizzato cortometraggi, videoclip e pubblicità per l’Europa e gli Usa. Ha recentemente terminato The Workshop, suo primo film.
Filmografia
2006 The Workshop
Regia: Jamie Morgan
Fotografia: Pter Martin, Jamie Morgan, Alex Tate
Montaggio: James Whitemore
Suono: Alex Tate
Musica: Sacha Putnam
Produzione: Almea Projects
Produtore: Angus Aynsley, Peter Martin
Executive producer: Miel de Botton Aynsley
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano
Almeya Projects Ltd
6 Newburgh Street
London WIF 7BQ
Ph: 020 74797410
Sinossi
La creazione di un’opera realizzata dal celebre scultore britannico Andy Goldsworthy con materiali presi dalla natura. Sono sei giorni di lavoro nei quali l’artista dà vita a The Berrydown Cairn, un tumulo gigante edificato intrecciando e accatastando rami di quercia. Il film esplora le relazioni fra opera e luogo –la tenuta di Berrydown nell’Hampshire- così come il processo creativo che sta alla base del lavoro dell’artista.
Jamie Morgan
Ispiratore e fondatore negli anni Ottanta e Novanta del collettivo londinese Buffalo, gruppo attivo nei campi della musica, della moda, della fotografia e del video, Jamie Morgan ha realizzato cortometraggi, videoclip e pubblicità per l’Europa e gli Usa. Ha recentemente terminato The Workshop, suo primo film.
Filmografia
2006 The Workshop
The Illustrated Girl
Italia, 2006, colore, Betacam SP, 7'
di Pappi Corsicato
Operatore e direttore della fotografia: Alessandro Abate
Montaggio: Vincendo Iommelli
Produzione: Pappi Corsicato, IDart
Postproduzione: Factory
"L'idea di realizzare una coreografia sull'opera di Sol LeWitt per Piazza del Plebiscito a Napoli è nata pensando alle coreografie dei primi anni Venti e Trenta che erano a canone, nelle quali cioè i movimenti delle ballerine erano pensati uno in successione all'altro. Così l'opera di Sol LeWitt mi è sembrata come una coreografia solida".
Pappi Corsicato
Pappi Corsicato è nato a Napoli nel 1960. Dopo gli studi in architettura, nel 1980 si trasferisce a New York dove studia danza e coreografia con Alvin Alley e recitazione con Geraldine Barone. Rientrato in Italia nel 1987, scrive musica per il teatro e lavora con Luca De Filippo, Enzo Moscato e il Gruppo della Rocca. Esordisce nel cinema nel 1992 con il corto Libera al quale fanno seguito Aurora e Carmela che riuniti compongono il suo premio lungometraggio Libera, presentato al Festival di Berlino nel 1993, e premiato con la Grolla d’Oro e il Nastro d’argento per la miglior opera prima. Nel 1995 realizza I buchi Neri, seguito dall’episodio La stirpe di Jana del film I Vesuviani (1996). Il suo primo film Chimera (2001) ha partecipato in concorso al Montreal Film Festival e ha vinto la Grolla d’Oro per la miglior fotografia al Festival di Saint Vincent.
Filmografia
1993 Libera;
1995 I buchi neri;
1997 La stirpe di lana, episodio de I Vesuviani;
2001 Chimera 2004 Too Short for Sky
di Pappi Corsicato
Operatore e direttore della fotografia: Alessandro Abate
Montaggio: Vincendo Iommelli
Produzione: Pappi Corsicato, IDart
Postproduzione: Factory
"L'idea di realizzare una coreografia sull'opera di Sol LeWitt per Piazza del Plebiscito a Napoli è nata pensando alle coreografie dei primi anni Venti e Trenta che erano a canone, nelle quali cioè i movimenti delle ballerine erano pensati uno in successione all'altro. Così l'opera di Sol LeWitt mi è sembrata come una coreografia solida".
Pappi Corsicato
Pappi Corsicato è nato a Napoli nel 1960. Dopo gli studi in architettura, nel 1980 si trasferisce a New York dove studia danza e coreografia con Alvin Alley e recitazione con Geraldine Barone. Rientrato in Italia nel 1987, scrive musica per il teatro e lavora con Luca De Filippo, Enzo Moscato e il Gruppo della Rocca. Esordisce nel cinema nel 1992 con il corto Libera al quale fanno seguito Aurora e Carmela che riuniti compongono il suo premio lungometraggio Libera, presentato al Festival di Berlino nel 1993, e premiato con la Grolla d’Oro e il Nastro d’argento per la miglior opera prima. Nel 1995 realizza I buchi Neri, seguito dall’episodio La stirpe di Jana del film I Vesuviani (1996). Il suo primo film Chimera (2001) ha partecipato in concorso al Montreal Film Festival e ha vinto la Grolla d’Oro per la miglior fotografia al Festival di Saint Vincent.
Filmografia
1993 Libera;
1995 I buchi neri;
1997 La stirpe di lana, episodio de I Vesuviani;
2001 Chimera 2004 Too Short for Sky
T. J. Wilcox
Installazione
Garland 1
2003, 16mm, 8’6” (in loop)
(courtesy l’artista e Metro Pictures Gallery, New York)
Garlands 5
2005, 16mm, 6’49’’ (in loop)
(courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano)
Formato delle riprese: Super 8
"Garlands", un work-in-progress nato nel 2003, riunisce più storie appartenenti a miti collettivi o scaturite dal personale vissuto dell’artista, tenute insieme proprio come i fiori di una ghirlanda e presentate tramite proiezioni 16mm loop. I film di Wilcox, sembrano quasi dei film amatoriali, presenze familiari del tempo predigitale, pacati e intimi, con i quali egli costruisce una narrazione per immagini muta, accompagnata da un testo che scorre nei sottotitoli. In Garland 1, l’episodio The Execution of Ortino, rievoca l’uccisione dei Romanov giustiziati durante la rivoluzione bolscevica attraverso la storia di Ortino, il loro bulldog francese sepolto nella fossa comune insieme ai suoi padroni. In Garland 5, invece, la parigina Place Vendôme offre lo spunto per il racconto di vicende e personaggi, la contessa di Castiglione, Frederic Chopin, Pamela Churcill, che lì trascorsero parte della loro vita.
T. J. Wilcox
(Seattle 1965. Vive e lavora a New York) ha esposto per la prima volta in Italia con una personale alla Galleria Raffella Cortese di Milano nel 2005. Nello stesso anno, sue personali si sono tenute alla Metro Pictures Gallery (New York) e al Frankfurter Kunstverein (Monaco), mentre proiezioni di suoi lavori al Museum Ludwig (Colonia) e al MOMA (New York). Ha esposto in molte mostre collettive in musei e gallerie di Dublino, Londra, New York, Tokyo, Karlsrhue, Londra, Minneapolis, Los Angeles. Ha partecipato alla XLVII Biennale di Venezia nel 1997.
Garland 1
2003, 16mm, 8’6” (in loop)
(courtesy l’artista e Metro Pictures Gallery, New York)
Garlands 5
2005, 16mm, 6’49’’ (in loop)
(courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano)
Formato delle riprese: Super 8
"Garlands", un work-in-progress nato nel 2003, riunisce più storie appartenenti a miti collettivi o scaturite dal personale vissuto dell’artista, tenute insieme proprio come i fiori di una ghirlanda e presentate tramite proiezioni 16mm loop. I film di Wilcox, sembrano quasi dei film amatoriali, presenze familiari del tempo predigitale, pacati e intimi, con i quali egli costruisce una narrazione per immagini muta, accompagnata da un testo che scorre nei sottotitoli. In Garland 1, l’episodio The Execution of Ortino, rievoca l’uccisione dei Romanov giustiziati durante la rivoluzione bolscevica attraverso la storia di Ortino, il loro bulldog francese sepolto nella fossa comune insieme ai suoi padroni. In Garland 5, invece, la parigina Place Vendôme offre lo spunto per il racconto di vicende e personaggi, la contessa di Castiglione, Frederic Chopin, Pamela Churcill, che lì trascorsero parte della loro vita.
T. J. Wilcox
(Seattle 1965. Vive e lavora a New York) ha esposto per la prima volta in Italia con una personale alla Galleria Raffella Cortese di Milano nel 2005. Nello stesso anno, sue personali si sono tenute alla Metro Pictures Gallery (New York) e al Frankfurter Kunstverein (Monaco), mentre proiezioni di suoi lavori al Museum Ludwig (Colonia) e al MOMA (New York). Ha esposto in molte mostre collettive in musei e gallerie di Dublino, Londra, New York, Tokyo, Karlsrhue, Londra, Minneapolis, Los Angeles. Ha partecipato alla XLVII Biennale di Venezia nel 1997.
Who Gets To Call It Art?
USA, 2006, colore/bn, Betacam SP, 80'

Regia: Peter Rosen
Produzione: Seventh Art Releasing
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano
Seventh Art Releasing
7551 Sunset Blvd. Suite 104
Los Angeles CA 90046
Tel 323 845 1455
Fax 323 845 4717
sevenhart@thart.com
Sinossi
Raramente si incontra un curatore in grado di avere un così straordinario impatto sul mondo dell'arte come Henry Geldzahler. Musa degli artisti americani dalla fine degli anni Cinquanta, adorava essere fotografato e posare per ritratti, tra i quali è celebre quello realizzato da David Hockney. Geldzahler possedeva un raro occhio per la qualità dell’opera e amava vivere tra gli artisti trascorrendo tutto il proprio tempo in gallerie e studi. Costruito intorno alla sua straordinaria figura, il documentario di Rosen è un vivido collage di materiali eccezionali di repertorio con le voci stesse degli artisti, da Andy Warhol a Frank Stella da Jasper Johns e James Rosenquist. Il film mostra l’eterogenea complessità di un’avventura culturale e umana, e ci immerge in un affascinante viaggio nell’arte e nella società americana fra i Sessanta e gli Ottanta.
Peter Rosen
Peter Rosen ha prodotto e diretto oltre 100 lungometraggi e programmi televisivi che sono stati distribuiti in tutto il mondo e hanno vinto premi nei maggiori festival cinematografici, tra cui il prestigioso Director Guild of America Award e numerosi Emmy. Ha lavorato con le più importanti figure dell’arte come Leonard Bernstein, Yo-YO Ma , Beverly Sills, Sherril Milnes, Stephen Sondheim, Alexander Godunov, Midori, Leonard Slatkin, Martha Graham, Placido Domingo, Luciano Pavarotti, Van Cliburn, Skitch Hendeson, Claudio Arrau e I.M.Pei.
Filmografia
1993 Ninth Van Cliburn International Piano Competition;
1996 Van Cliburn: Concert Pianist;
1997 Catherine Wilson and Friends - Person Singular: I.M. Pei;
1998 Biography: Enrico Caruso - Voice of the Century;
2000 Once Upon a Sleigh Ride: The Music of Leroy Anderson;
2001 The Cliburn: Playing on the Edge;
2003 Khachaturian;
2004 Finding Eleazar

Regia: Peter Rosen
Produzione: Seventh Art Releasing
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano
Seventh Art Releasing
7551 Sunset Blvd. Suite 104
Los Angeles CA 90046
Tel 323 845 1455
Fax 323 845 4717
sevenhart@thart.com
Sinossi
Raramente si incontra un curatore in grado di avere un così straordinario impatto sul mondo dell'arte come Henry Geldzahler. Musa degli artisti americani dalla fine degli anni Cinquanta, adorava essere fotografato e posare per ritratti, tra i quali è celebre quello realizzato da David Hockney. Geldzahler possedeva un raro occhio per la qualità dell’opera e amava vivere tra gli artisti trascorrendo tutto il proprio tempo in gallerie e studi. Costruito intorno alla sua straordinaria figura, il documentario di Rosen è un vivido collage di materiali eccezionali di repertorio con le voci stesse degli artisti, da Andy Warhol a Frank Stella da Jasper Johns e James Rosenquist. Il film mostra l’eterogenea complessità di un’avventura culturale e umana, e ci immerge in un affascinante viaggio nell’arte e nella società americana fra i Sessanta e gli Ottanta.
Peter Rosen
Peter Rosen ha prodotto e diretto oltre 100 lungometraggi e programmi televisivi che sono stati distribuiti in tutto il mondo e hanno vinto premi nei maggiori festival cinematografici, tra cui il prestigioso Director Guild of America Award e numerosi Emmy. Ha lavorato con le più importanti figure dell’arte come Leonard Bernstein, Yo-YO Ma , Beverly Sills, Sherril Milnes, Stephen Sondheim, Alexander Godunov, Midori, Leonard Slatkin, Martha Graham, Placido Domingo, Luciano Pavarotti, Van Cliburn, Skitch Hendeson, Claudio Arrau e I.M.Pei.
Filmografia
1993 Ninth Van Cliburn International Piano Competition;
1996 Van Cliburn: Concert Pianist;
1997 Catherine Wilson and Friends - Person Singular: I.M. Pei;
1998 Biography: Enrico Caruso - Voice of the Century;
2000 Once Upon a Sleigh Ride: The Music of Leroy Anderson;
2001 The Cliburn: Playing on the Edge;
2003 Khachaturian;
2004 Finding Eleazar
Who's who?
Francia, 2006, Betacam SP, colore

Regia: Pierre Colibeuf
Sceneggiatura: Pierre Coulibeuf
Formato delle riprese: 35 mm
Produzione: Chantal Delanoe/Regards Productions
Who's Marina Abramovic? 8' 13"
Fotografia: Dominique Le Rigoleur
Montaggio: Thierry Rouden
Suono: Eddy de Cloe
Lingua: inglese
Who's Meg Stuart? 7'17"
Fotografia: Julien Hirsch
Montaggio: Jean Daniel, Fernandez Qundez
Suono: Quentin Jacques, Michele Andina
Lingua: inglese
Who's Michelangelo Pistoletto? 7'17"
Fotografia: Dominique Rigoleur
Montaggio: Thierry Rouden
Suono: Jean-Marc Baudoin, Walter Tietze, Thomas Szablocs
Lingua: italiano
Sinossi
Riflessione, tra vita e arte, sul tema dell’identità, il soggetto in divenire e le sue metamorfosi, indagandone i confini attraverso il corpo e la parola. Tra ripetizione e memoria tre variazioni con fuga, nella tentazione impossibile di sfuggire a se stessi, per tre incontri straordinari: reloaded per la body artist Marina Abramovic con tre delle sue celebri azioni; emozionante assolo per specie di spazi della ballerina e coreografa Meg Stuart, nell’alternarsi di stati emozionali espressi da un suggestivo lirismo cromatico; borgesiana sparizione di Michelangelo Pistoletto nel labirinto della città tra specchi e frammenti di opere in fuga. Tre incontri per un solo momento di grande cinema.
Pierre Coulibeuf
Nasce a Elbeuf in Francia nel 1949. Vive a Parigi dove lavora come cineasta e artista plastico. La creazione contemporanea è la materia del suo lavoro artistico; le sue opere inventano luoghi e linguaggi alla frontiera delle arti, interrogando i modi di rappresentazione della realtà. Dal 1987 ha realizzato corti e lungometraggi attraversando l’universo di Pierre Klossowski, Michelangelo Pistoletto, Marina Abramovic, Michel Butor, Jean-Marc Bustamante, Jan Fabre, Meg Stuart.I suoi film sono stati selezionati in numerosi festival di internazionali, e presentati anche sotto forma di installazioni nei circuiti dell’arte contemporanea. Nel 2005, Pierre Coulibeuf è stato invitato alla V Biennale d’arte Contemporanea di Mercosul di Porto Alegre, in Brasile. Le sue opere fanno inoltre parte di importanti collezioni internazionali.
Filmografia
1991-93 C’est de l’art;
1995-97 Le grand recit;
1993-98 L’homme noir;
1999 Balkan Baroque;
2002 Les guerriers de la beautè;
2004 Somewhere in between

Regia: Pierre Colibeuf
Sceneggiatura: Pierre Coulibeuf
Formato delle riprese: 35 mm
Produzione: Chantal Delanoe/Regards Productions
Who's Marina Abramovic? 8' 13"
Fotografia: Dominique Le Rigoleur
Montaggio: Thierry Rouden
Suono: Eddy de Cloe
Lingua: inglese
Who's Meg Stuart? 7'17"
Fotografia: Julien Hirsch
Montaggio: Jean Daniel, Fernandez Qundez
Suono: Quentin Jacques, Michele Andina
Lingua: inglese
Who's Michelangelo Pistoletto? 7'17"
Fotografia: Dominique Rigoleur
Montaggio: Thierry Rouden
Suono: Jean-Marc Baudoin, Walter Tietze, Thomas Szablocs
Lingua: italiano
Sinossi
Riflessione, tra vita e arte, sul tema dell’identità, il soggetto in divenire e le sue metamorfosi, indagandone i confini attraverso il corpo e la parola. Tra ripetizione e memoria tre variazioni con fuga, nella tentazione impossibile di sfuggire a se stessi, per tre incontri straordinari: reloaded per la body artist Marina Abramovic con tre delle sue celebri azioni; emozionante assolo per specie di spazi della ballerina e coreografa Meg Stuart, nell’alternarsi di stati emozionali espressi da un suggestivo lirismo cromatico; borgesiana sparizione di Michelangelo Pistoletto nel labirinto della città tra specchi e frammenti di opere in fuga. Tre incontri per un solo momento di grande cinema.
Pierre Coulibeuf
Nasce a Elbeuf in Francia nel 1949. Vive a Parigi dove lavora come cineasta e artista plastico. La creazione contemporanea è la materia del suo lavoro artistico; le sue opere inventano luoghi e linguaggi alla frontiera delle arti, interrogando i modi di rappresentazione della realtà. Dal 1987 ha realizzato corti e lungometraggi attraversando l’universo di Pierre Klossowski, Michelangelo Pistoletto, Marina Abramovic, Michel Butor, Jean-Marc Bustamante, Jan Fabre, Meg Stuart.I suoi film sono stati selezionati in numerosi festival di internazionali, e presentati anche sotto forma di installazioni nei circuiti dell’arte contemporanea. Nel 2005, Pierre Coulibeuf è stato invitato alla V Biennale d’arte Contemporanea di Mercosul di Porto Alegre, in Brasile. Le sue opere fanno inoltre parte di importanti collezioni internazionali.
Filmografia
1991-93 C’est de l’art;
1995-97 Le grand recit;
1993-98 L’homme noir;
1999 Balkan Baroque;
2002 Les guerriers de la beautè;
2004 Somewhere in between