Lo schermo dell'arte 2007


PROGRAMMA

Agnes Martin: With My Back to the World
USA, 2002, colore/bn, Betacam SP, 57’



Regia: Mary Lance
Fotografia: Dyanna Taylor
Suono: David Brownlow, Darryl Frank
Musica: Steve Peters
Montaggio: Mary Lance, Brad Wolfley
Formato originale: 16mm, DV CAM
Produzione: New Deal Films, Inc.
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano

New Deal Films, Inc.
P. O. Box 2953
Corrales, NM 87048 – USA
info@newdealfilms.com
www.newdealfilms.com


Sinossi
Intenso ritratto di Agnes Martin, pochi anni prima della morte, avvenuta nel 2004. Fautrice, dagli anni ’60, di un personalissimo linguaggio pittorico caratterizzato da tenui monocromi a fasce rigorosamente orizzontali, l’artista canadese è stata trai protagonisti dell’astrazione americana, con Ad Reinhardt, Robert Ryman, Mark Rohtko e Barnett Newman. Nel film la vediamo novantenne che continua ancora a dipingere nel suo studio a Taos, nel New Mexico, con una lentezza ed una ritualità nei movimenti che non sono solo dovuti all’età, ma ad una precisa concezione del fare arte, che emerge con chiarezza dalle sue parole. Il film raccoglie le preziose riflessioni dell’artista sulla propria opera, e fornisce delle chiavi di lettura per accostarsi ad una delle espressioni artistiche, in ambito astratto, più rarefatte e insieme cariche di emotività e significato. Nel 2005, ad un anno dalla sua scomparsa, la Biennale di Venezia ha reso omaggio al suo lavoro, nella mostra L’esperienza dell’arte allestita nel Padiglione Italia.

Mary Lance
Mary Lance è una regista pluripremiata, con oltre venticinque anni di esperienza nel campo del documentario. Il suo film Agnes Martin: With my Back to the World (2002) è stato presentato più volte negli Stati Uniti e all’estero. Nel 1992 si è trasferita da New York nel New Mexico, dove lavora anche come produttrice. Con questo ruolo ha lavorato in Messico, Canada, Europa, India, Pakistan, Russia e Giappone. Blue Alchemy: Stories of Indigo è il documentario a cui sta attualmente lavorando.
Filmografia
1981 Artists at Work: The New Deal Art Projects;
1985 You Got to Move: Stories of Change in the South;
1989 Diego Rivera: I Paint What I See;
2002 Agnes Martin: With My Back to the World;
2008 Blue Alchemy: Stories of Indigo


Art Safari: Matthew Barney
Regno Unito, 2005, colore, Betacam SP, 25’



Regia: Ben Lewis
Sceneggiatura: Ben Lewis
Fotografia: Frank Peter Lehmann, Michael Parfitt
Musica: Daniel Pemberton
Montaggio: Ben Lewis
Formato originale: Betacam SP
Produzione: Bergmann Pictures
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano

Bergmann Pictures Ltd.
303 Beaux Arts, Manor Gardens
London N7 6JW – GB
tel +44 7931 374 534
b.lewis@onetel.net


Sinossi
Nato nel 1967 a San Francisco, Matthew Barney è oggi uno dei protagonisti dell’arte contemporanea; Cremaster, la sua opera più famosa, è stata presentata in alcuni dei centri espositivi più prestigiosi del mondo. Si tratta di un ciclo di cinque film, realizzati dal 1994 al 2002, che ricrea un mondo estetico autosufficiente e fortemente simbolico, sorretto da una immaginazione incredibilmente visionaria e barocca. Tema ricorrente in tutta l’opera, l’iniziale stadio evolutivo dell’embrione umano: un’allegoria della vita e dell’arte, espressa attraverso la forma colta in uno stato ancora indefinito, attraverso i campi della biologia, dello sport, della geologia e dell’anatomia umana (il titolo del ciclo deriva dal nome del muscolo cremasterico che nell’uomo controlla le reazioni testicolari). Il film si addentra nell’opera labirintica di questo geniale artista multimediale, rivelandone tutta la potenza immaginativa.

Ben Lewis
Ben Lewis ha studiato storia dell’arte a Cambridge e a Berlino, poi si è interessato ad MTV, alla musica house e al documentario. In pochi anni si è creato una solida reputazione in quest’ultimo settore, grazie alla realizzazione di documentari ludici, accessibili a tutti e intelligenti. Con umorismo e ironia ha trattato tematiche politiche, storiche e intellettuali.
Vive a Londra e dirige la società di produzione Bergmann Pictures. Il suo film Nicolae Ceaucescu: The King of Communism ha ricevuto il Grierson Award come miglior documentario storico nel 2001.
Filmografia
2001 Nicolae Ceaucescu: The King of Communism

2002 The European Union Had a Farm... E.U.E.U.O. - A Trip around the European Union; Baader Meinhof: in love with terror

2003-2005 Art Safari: Takashi Murakami; Art Safari: Maurizio Cattelan; Art Safari: Wim Delvoye; Art Safari: Sophie Calle; Art Safari: Matthew Barney; Art Safari: Santiago Sierra; Art Safari: Gregor Schneider


Art Safari: Maurizio Cattelan
Regno Unito, 2005, colore, Betacam SP, 26’

Regia: Ben Lewis
Sceneggiatura: Ben Lewis
Fotografia: Frank Peter Lehmann, Anthony Dalton, Ian Serfontein
Musica: Daniel Pemberton
Montaggio: Ben Lewis
Formato originale: Betacam SP
Produzione: Bergmann Pictures
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano

Bergmann Pictures Ltd.
303 Beaux Arts, Manor Gardens
London N7 6JW – GB
tel +44 7931 374 534
b.lewis@onetel.net


Sinossi
Maurizio Cattelan non concede mai interviste, quando lo fa dichiara apertamente di mentire. Nel film parla in sua vece Massimiliano Gioni, critico e curatore, e raccontano di lui i galleristi e i collezionisti delle sue opere, spesso divenuti parti di esse in lavori che combinano la scultura con la performance. Il film ce ne mostra una selezione tra le più provocatorie e ambigue, come La nona ora del 1999, una scultura in cera che raffigura Papa Giovanni Paolo II abbattuto a terra sotto il peso di un meteorite.
Il lavoro di Cattelan, l’artista italiano più famoso e quotato all’estero, simula e sovverte le regole della cultura e della società, in un continuo gioco di sconfinamenti e gesti di insubordinazione. Come una sorta di arlecchino moderno, tra il puro divertimento e la critica feroce, l’artista ci pone di fronte ad interrogativi non risolvibili, e all’enigmaticità dell’opera d’arte.

Ben Lewis
Ben Lewis ha studiato storia dell’arte a Cambridge e a Berlino, poi si è interessato ad MTV, alla musica house e al documentario. In pochi anni si è creato una solida reputazione in quest’ultimo settore, grazie alla realizzazione di documentari ludici, accessibili a tutti e intelligenti. Con umorismo e ironia ha trattato tematiche politiche, storiche e intellettuali.
Vive a Londra e dirige la società di produzione Bergmann Pictures. Il suo film Nicolae Ceaucescu: The King of Communism ha ricevuto il Grierson Award come miglior documentario storico nel 2001.
Filmografia
2001 Nicolae Ceaucescu: The King of Communism

2002 The European Union Had a Farm... E.U.E.U.O. - A Trip around the European Union; Baader Meinhof: in love with terror

2003-2005 Art Safari: Takashi Murakami; Art Safari: Maurizio Cattelan; Art Safari: Wim Delvoye; Art Safari: Sophie Calle; Art Safari: Matthew Barney; Art Safari: Santiago Sierra; Art Safari: Gregor Schneider

Art Safari: Sophie Calle – Conceptual Heart
Regno Unito, 2005, colore, Betacam SP, 25’



Regia: Ben Lewis
Sceneggiatura: Ben Lewis
Fotografia: Daniel Meyers, Carsten Goetsche, Anthony Dalton, Christo Balle, Stuart Nimmo
Musica: Daniel Pemberton
Montaggio: Ben Lewis
Formato originale: Betacam SP
Produzione: Bergmann Pictures
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano

Bergmann Pictures Ltd.
303 Beaux Arts, Manor Gardens
London N7 6JW – GB
tel +44 7931 374 534
b.lewis@onetel.net


Sinossi
A partire dagli anni Ottanta Sophie Calle documenta con testi e fotografie la propria vita privata, la propria vicenda personale segnata dall’abbandono sentimentale. Le sue opere d’arte solitamente comprendono una esatta partitura di regole e istruzioni, stabilite in anticipo, cui essa decide di sottostare, per dare forma a questa rituale scrittura del proprio mondo emotivo, che suscita nello spettatore un’intima condivisione e una sorta di partecipazione voyeuristica. La sua arte combina insieme romanticismo, autobiografia, oggettività e concettualismo.
Consacrata in tutto il mondo dopo la grande retrospettiva del 2003 al Centre Pompidou, l’artista quest’anno rappresenta il Padiglione Francese alla Biennale di Venezia, con l’opera Take Care of Yourself. Con le immagini di questo lavoro, ancora in preparazione, si chiude il ritratto dell’artista, parte della serie Art Safari, creata dallo storico dell’arte e regista inglese Ben Lewis.

Ben Lewis
Ben Lewis ha studiato storia dell’arte a Cambridge e a Berlino, poi si è interessato ad MTV, alla musica house e al documentario. In pochi anni si è creato una solida reputazione in quest’ultimo settore, grazie alla realizzazione di documentari ludici, accessibili a tutti e intelligenti. Con umorismo e ironia ha trattato tematiche politiche, storiche e intellettuali.
Vive a Londra e dirige la società di produzione Bergmann Pictures. Il suo film Nicolae Ceaucescu: The King of Communism ha ricevuto il Grierson Award come miglior documentario storico nel 2001.
Filmografia
2001 Nicolae Ceaucescu: The King of Communism

2002 The European Union Had a Farm... E.U.E.U.O. - A Trip around the European Union; Baader Meinhof: in love with terror

2003-2005 Art Safari: Takashi Murakami; Art Safari: Maurizio Cattelan; Art Safari: Wim Delvoye; Art Safari: Sophie Calle; Art Safari: Matthew Barney; Art Safari: Santiago Sierra; Art Safari: Gregor Schneider.

Art Safari: Wim Delvoye – Is This Sh*t Art?
Regno Unito, 2005, colore, Betacam SP, 26’



Regia: Ben Lewis
Sceneggiatura: Ben Lewis
Fotografia: Frank-Peter Lehmann, Philip Metz, Daniel Meyers, Anthony Dalton
Musica: Daniel Pemberton
Montaggio: Ben Lewis
Formato originale: Betacam SP
Produzione: Bergmann Pictures
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano

Bergmann Pictures Ltd.
303 Beaux Arts, Manor Gardens
London N7 6JW – GB
tel +44 7931 374 534
b.lewis@onetel.net


SInossi

In una sorta di processo artistico rovesciato Wim Delvoye crea la vita dall’arte, e non il contrario. Del 2000 è la prima versione della celebre Cloaca, una installazione composta da una serie di macchinari che riproducono il funzionamento del nostro apparato digerente; alimentata con liquidi e cibo reale essa è in grado di produrre escrementi, successivamente venduti in confezioni sottovuoto, come opere d’arte. Veri esseri viventi sono poi i maiali allevati nella sua Art Farm, in Cina, per essere tatuati con immagini talvolta anche molto elaborate, che ridicolizzano il sistema dell’arte e la società.
Ben Lewis avvicina l’artista belga con curiosa e divertita provocazione, sottoponendosi in prima persona ai suoi esperimenti estremi che vanno ad infrangere ogni sorta di tabù sociale e morale.

Ben Lewis
Ben Lewis ha studiato storia dell’arte a Cambridge e a Berlino, poi si è interessato ad MTV, alla musica house e al documentario. In pochi anni si è creato una solida reputazione in quest’ultimo settore, grazie alla realizzazione di documentari ludici, accessibili a tutti e intelligenti. Con umorismo e ironia ha trattato tematiche politiche, storiche e intellettuali.
Vive a Londra e dirige la società di produzione Bergmann Pictures. Il suo film Nicolae Ceaucescu: The King of Communism ha ricevuto il Grierson Award come miglior documentario storico nel 2001.
Filmografia
2001 Nicolae Ceaucescu: The King of Communism

2002 The European Union Had a Farm... E.U.E.U.O. - A Trip around the European Union; Baader Meinhof: in love with terror

2003-2005 Art Safari: Takashi Murakami; Art Safari: Maurizio Cattelan; Art Safari: Wim Delvoye; Art Safari: Sophie Calle; Art Safari: Matthew Barney; Art Safari: Santiago Sierra; Art Safari: Gregor Schneider

Beuys und Beuys
Germania, 2006, colore/bn, Betacam SP, 35’



Regia: Peter Schiering
Sceneggiatura: Peter Schiering
Fotografia: Anthony R. Miller, Elia Lyssy
Montaggio: Barbara Thiemt
Formato originale: Digital Beta
Produzione: Zweites Deutsches Fernsehen / 3sat
Lingua: tedesco
Sottotitoli: inglese

ZDF / 3sat
Otto Schottstrasse 13
55127 Mainz – Deutschland
tel. +49 6131 706366
brandt.m@zdf.de


Sinossi
A venti anni di distanza dalla morte del grande artista tedesco che più in assoluto ha impersonato l’equazione arte-vita, cosa resta della sua opera, senza la sua carismatica presenza? Intervallate nel film dalle immagini delle performances, che ne costituiscono spesso la matrice originaria, le opere di Beuys restano ermetiche ma continuano a sprigionare una forza autentica, racchiusa nella simbologia primigenia dei materiali di cui sono fatte: il grasso, il feltro, il miele, la cera.
Confrontare Beuys con Beuys sembra allora uno dei modi più appropriati per avvicinarsi al suo lavoro: così si innesca la ricerca di un senso, che porta al confronto con se stessi. Il film si arricchisce delle testimonianze dirette di personaggi che sono stati vicini alla sua figura, e della presenza di Marina Abramovic, che nel 2005 ha ri-performato la famosa azione di Beuys Come spiegare i quadri ad una lepre morta, del 1965.

Peter Schiering
Nato nel 1967 a Gottinga, in Germania. Specializzato in arte, fotografia e new media, dirige un programma culturale per la televisione tedesca, chiamato “kulturzeit”.
Nell’Ottobre del 2006 Beuys und Beuys ha vinto il “premio speciale Evald Schorm per il miglior programma legato alle arti”, istituito dall’Academia Film Olomouc Festival, nella Repubblica Ceca.
Filmografia
2003 “Killing me softly”, the Aesthetics of non Lethal Weapons; The Turner Prize 2003; Andy Warhol; F. C. Gundlach and his “Haus der Fotografie” in Hamburg

2004 Emmett Till – A Young Black American Lynched in 1955; Gl’s and the Use of Images in Abu Ghraib; The Voice of Nigeria – Femi Kuti; The American Photographer Arnold Newman

2005 The First Berlin Photography Festival; The Artist Steve Kurtz in the Realm of the FBI; Art Collectors in Germany; The Holocaust Memorial in Berlin

2006 Gregor Schneiders “Kubus”; 9_11 and the Arts; Matthew Barney and Joseph Beuys; Beuys and Beuys 2007 Cube Hamburg; What is Art


Bibliothek im Eis – Lutz Fritsch in der Antarktis
Germania, 2007, colore, Betacam SP, 44’



Regia: Maria Anna Tappeiner, Reinhard Wulf
Sceneggiatura: Maria Anna Tappeiner, Reinhard Wulf
Fotografia: Jürgen Behrens, Lutz Fritsch
Suono: Henning Schiller
Montaggio: Ruben S. Bürgam
Formato originale: Betacam SP
Produzione: Westdeutscher Rundfunk
Lingua: tedesco
Sottotitoli: inglese

Westdeutscher Rundfunk
Appellhofplatz 1
D-50667 Köln – Deutschland
tel. +49 221 2203699
fax +49 221 42202779
reinhard.wulf@wdr.de
www.wdr.de


Sinossi

La stazione Neumayer è un centro di ricerca scientifica situato nel Mare di Weddel, nell’Antartide. Completamente sommersa dalla neve e dal ghiaccio essa si articola in una serie di abitacoli sotterranei inseriti all’interno di due strutture in acciaio, senza finestre né luce naturale. Per questo microcosmo perfettamente autosufficiente, dove gli scienziati trascorrono il lungo inverno, l’artista tedesco Lutz Fritsch ha progettato un luogo ad esso complementare e opposto: una biblioteca sul ghiaccio, collocata vicino alle torri che segnalano l’ingresso della stazione. Effettivamente funzionale come biblioteca, l’installazione diventa anche una sorta di osservatorio sul paesaggio antartico, luogo ideale per la contemplazione e la riflessione sui significati da attribuire ai termini di natura e civiltà, e sul modo in cui ci relazioniamo con lo spazio circostante, in un contesto in cui l’impatto dell’ambiente è assoluto e incontaminato.

Maria Anna Tappeiner
Nata nel 1968, storica dell’arte e regista freelance di documentari, vive a Düsseldorf, in Germania. Per la televisione tedesca ha prodotto documentari e ritratti di artisti.
Filmografia
1999 William Kentridge – Drawing the Passing 2001 Gary Hill – I Belive It Is an Image 2002 The Body as Matrix – Matthew Barney’s Cremaster Cycle 2003 Art on Air – Gerry Schum’s Television Gallery 2004 Richard Serra: Film & Video; Sophie Calle: Dirty Work 2005 Richard Serra – Thinking on Your Feet 2007 Library on Ice – Lutz Fritsch in the Antarctic; Hiroshi Sugimoto

Reinhard Wulf
Nato nel 1947, è redattore televisivo presso la Westdeutscher Rundfunk a Colonia, responsabile soprattutto dei documentari sull’arte (ha curato i ritratti di Zaha Hadid, Bruce Nauman, Yannis Kounellis, Jochen Gerz, Annette Messager, Shirin Neshat, Paul McCarthy, Gregor Schneider, Alex Katz, Eija-Liisa Ahtila) e sul cinema. Dal 1970 al 1986 ha lavorato come critico e storico cinematografico. Ha scritto libri e articoli sui registi Curtis Bernhardt, Douglas Sirk and Billy Wilder. Come regista ha realizzato per la televisione numerosi documentari sulla storia del cinema e sulle figure di registi e artisti. Vive a Colonia.
Filmografia
1992 Michel Deville;
1993 Claude Sautet;
1994 Carl Th. Dreyer und GERTRUD;
1998 New Sight, New Sound – Restoring Silent Films at PHOTOPLAY;
1999 William Kentridge – Drawing the Passing;
2000 Tom Tykwer;
2001 Gary Hill – I Belive It Is an Image; Casting: Nessie Nesslauer;
2003 James Benning – Circling the Image;
2005 The Monster Inside – Stuart Gordon und Brian Yuzna Talk about Horror; Christian Petzold;
2007 Library on Ice – Lutz Fritsch in the Antarctic;


Black White + Gray: A Portrait of Sam Wagstaff and Robert Mapplethorpe
USA, 2007, colore/bn, DVD, 72’


Regia: James Crump
Sceneggiatura: James Crump
Fotografia: Christopher Felver, Harry Geller, Paul Lundahl, Eric Koziol, David Koh
Suono: DuArt Film and Video, New York
Musica: J. Ralph
Montaggio: Dave Giles, William Davis
Formato originale: DVCAM
Produzione: LM Media GmbH, Arthouse Films
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano

Prima italiana

James Crump Productions
116 East 16th Street
FL 12, New York, NY 10003
tel 001 917 771 7007
fax 001 212 777 3839
jamescrump@blackwhitegray.com
http://www.blackwhitegray.com


Sinossi

Ritratto di una figura tra le più influenti del panorama artistico americano tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta: Sam Wagstaff, curatore per il Detroit Institute of Arts e collezionista, morto di AIDS nel 1987, creatore di una delle più significative collezioni di fotografia del XIX e del XX secolo, ceduta nel 1985 al Paul Getty Museum di Los Angeles.
Il film rivela la relazione simbiotica con il compagno di una vita Robert Mapplethorpe, le reciproche influenze artistiche, intellettuali ed esistenziali condivise e raccontate dalla cantante Patti Smith e da molti altri personaggi della scena artistica newyorkese.
Con un eccezionale intuito nei confronti delle esperienze artistiche più radicali e innovative, Wagstaff si appassionò nei primi anni Sessanta al Minimalismo sostenendo il lavoro di artisti come Tony Smith e Agnes Martin. Ma è in campo fotografico che il suo gusto lascia un segno profondo raccogliendo durante l’arco di un decennio un corpus decisamente antiaccademico di opere che ha aperto a nuovi modi di guardare la fotografia.

James Crump
James Crump è scrittore, regista e produttore. Fondatore delle Edizioni Arena, tra le migliori nel campo della fotografia, ha pubblicato libri sulle principali figure storiche e contemporanee del settore, tra questi: Vik Muniz, Peter Beard, Eugéne Atget, Berenice Abbott, Lynn Davis, Robert Mapplethorpe, Sheila Metzner, Garry Winogrand, Walker Evans, Peter Lindbergh, Carlo Mollino, Richard Misrach, e molti altri. James Crump ha compiuto studi storico artistici e ha lavorato come curatore per la fotografia presso il Kinsey Institute for Sex Research. Ha scritto libri su F. Holland Day e Geaorge Platt Lynes. Black White + Gray è il suo primo film come regista. Vive a New York.


Blue, Karma, Tiger
Svezia, 2006, colore, 35mm, 12’



Regia: Mia Hulterstam, Cecilia Actis
Sceneggiatura: Mia Hulterstam, Cecilia Actis
Fotografia: Mia Hulterstam, Cecilia Actis
Suono: Martin Hennel
Musica: One
Montaggio: Mia Hulterstam, Cecilia Actis
Produzione: Dancinganimation
Lingua: svedese
Sottotitoli: inglese

Dancinganimation
c/o Mia Hulterstam
Torekovsg 11b
SE-214 39 Malmö - Sweden


Sinossi
Un documentario di animazione sul mondo underground dei graffiti. Tre ragazze, artiste della strada, si raccontano. Gli pseudonimi e il disegno in 3D celano le identità e permettono loro di parlare apertamente di questa forma d’arte, continuamente osteggiata e considerata illegale. Dal rischio nasce un senso di estrema libertà, che si unisce all’esigenza primaria di esprimere se stessi, rivelare il proprio mondo interiore e con esso lanciare un messaggio alla società in cui viviamo.

Mia Hulterstam
Nata nel 1976 a Linköping, in Svezia. Ha lavorato con successo in produzioni per il teatro.
Filmografia

2003 The Dance of My Text 2006 Blue, Karma, Tiger

Cecilia Actis
Nata nel 1976 a Cordoba, in Argentina. Ha lavorato con successo in produzioni per il teatro.
Filmografia
2003 The Dance of My Text;
2006 Blue, Karma, Tiger


Fuego Amigo
Messico, 2006, colore, Betacam SP, 45’



Regia: Miguel Angel Ríos
Sceneggiatura: Miguel Angel Ríos
Fotografia: Carlos Cardenas
Suono: Carlos Cardenas
Montaggio: Carlos Cardenas
Formato originale: DV CAM
Produzione: Miguel Angel Ríos
Lingua: spagnolo
Sottotitoli: inglese

Prima italiana
Courtesy: Marco Noire Contemporay Art


Sinossi
A Morir, la videoinstallazione realizzata dall’artista argentino Miguel Angel Ríos, ha origine dal gioco delle trottole di legno da tiro, in particolare quello praticato nella città di Tepoztlán, in Messico, secondo una precisa regolamentazione interna che può portare alla “uccisione” delle parti in campo, con la reale distruzione della trottola che viene trafitta da una violenta scoccata. L’artista astrae dal gioco gli elementi di aggressività, terrore e prevaricazione e su questi realizza una intensa metafora della violenza che segna l’attuale momento storico. Le trottole appositamente costruite secondo forme e dimensioni particolari, lanciate con abilità nel campo di gara da tiratori scelti tra la popolazione del luogo, sono come esseri umani nel turbine dell’esistenza. Il film documenta tutto l’iter che ha portato alla realizzazione dell’opera, poi sintetizzata alla fine in immagini di grande forza espressiva, ottenute con le riprese ravvicinate sugli oggetti e intensificate dall’amplificazione del sonoro.

Miguel Angel Ríos
miguelangelrios@hotmail.com
Nato nel 1943 nella provincia di Catamarca, in Argentina, Miguel Angel Ríos vive e lavora in Messico e a New York. Dal 2000 l’artista sperimenta una forma di installazione scultorea attraverso l’uso del video e del sonoro. Nel 2003 ha realizzato una videoinstallazione in tre proiezioni di eccezionale intensità e audacia, intitolata A Morir. L’oscuro romanticismo sotteso alla narrazione delle trottole da tiro bianche e nere – trompos – ha costituito una svolta significativa nella carriera dell’artista, consentendogli di articolare i suoi primari interessi, lo scambio culturale, la geopolitica e l’interazione tra gli uomini, su un piano simbolico e mitico.


Il rumore del tempo. Bologna settembre 1977
Italia, 2006, colore, DVD, 35’ loop



Regia: Mili Romano
Fotografia: Mili Romano
Musica: Confusional Quartet, Answering Service, Neon, Stupid Set, Gaz Nevada
Montaggio: Mili Romano
Formato originale: Super8
Produzione: Mili Romano
Lingua: italiano


Sinossi
Nel settembre del 1977, a Bologna, durante i giorni del convegno contro la repressione, un gruppo di giovani, tra cui Mili Romano, girava con un furgone un po’ sgangherato che sulle fiancate portava impressi i volti dei fratelli Marx e di Buster Keaton, passandosi di mano in mano una macchina da presa super8.
Quel furgone era la sede mobile dell’allora nascente etichetta discografica Harpo’s Bazaar dal cui archivio sono saltati fuori dopo trent’anni, metri e metri di pellicola. Trasferite in digitale, quelle immagini ritornano qui, in una sorta di “Videopoema di corto metraggio”, inseguendo il rumore di quei giorni e di quelle generazioni che la piazza riusciva ancora ad unire, con il frastuono, i pensieri, l’impeto di allora, accompagnate dai brani dei Confusional Quartet o i Gaz Nevada, da quelli remixed in versione discoteca, e da una rivisitazione fotografica che ce le restituisce  attraverso il pulviscolo del tempo. Il video è stato presentato in spazi per l’arte e per la cultura di molte città italiane in un’azione che si è proposta di sollecitare e unire come un fil rouge pensieri, azioni, immagini e riflessioni collegando idealmente tanti spazi che a questo tam tam nato da Bologna hanno risposto e stanno rispondendo.

Mili Romano
romanoemi@hotmail.com
Mili Romano (Siracusa 1953), artista e curatrice, insegna Antropologia Culturale all’Accademia di Belle Arti di Bologna.Si occupa di letteratura e di arte contemporanea, in particolare nelle loro relazioni con lo spazio urbano.
Filmografia
2004 Sartor Resartus;
2006 The Interim Is Mine; Il rumore del tempo;
2007 Cuore di pietra


Infinito presente
Italia, 2007, colore, DVD

Regia: Silvia Bottiroli
Fotografia: Monica Petracci
Montaggio: David Zamagni
Formato originale: MiniDV
Produzione: Silvia Bottiroli / Paola Maritati (Dialoghi) - IRIS Associazione Sud Europa per la Creazione Contemporanea
Lingua: italiano

Essere eretici, nel nostro metro di terra. Videodialogo con Marco Martinelli 20’

Aprire varchi, trovare cedimenti. Videodialogo con Virgilio Sieni 20’

Far capire la bellezza di volare. Videodialogo con Giuliano Scabia 13’

Gettare una sonda nell’ignoto. Videodialogo con Romeo Castellucci 20’

Silvia Bottiroli – Paola Maritati (Dialoghi)
info.dialoghi@gmail.com
silviabottiroli@libero.it


Sinossi
Infinito presente è un progetto articolato in dieci videodialoghi con artisti internazionali della scena contemporanea (teatro, danza, performance), su temi che toccano la relazione tra ricerca artistica e rapporto con la società, i territori e le collettività di riferimento, il presente sociale e politico. Agli artisti, tutti di rilievo internazionale, si chiede una sorta di “manifesto”, che sia insieme sguardo attento sull’oggi e riflessione sulle pratiche messe in atto. I videodialoghi già realizzati comprendono Gettare una sonda nell’ignoto (con Romeo Castellucci), Aprire varchi, trovare cedimenti (con Virgilio Sieni), Far capire la bellezza di volare (con Giuliano Scabia) e Essere eretici, nel nostro metro di terra (con Marco Martinelli).
Ciascuno di essi approfondisce un’esperienza e una visione (insieme etica ed estetica) di creazione contemporanea che si pensa in stretta relazione con il suo tempo, con i tumulti e le spaccature di una società in radicale trasformazione.

Silvia Bottiroli
Silvia Bottiroli (1978) è una studiosa e operatrice teatrale. Dottore di Ricerca in Storia del Teatro e docente a contratto presso l’Università di Pisa, si occupa di teatro contemporaneo attraverso la scrittura critica e la cura di progetti e produzioni, prima nella direzione artistica del Festival Santarcangelo dei Teatri (2004-2005), poi come coordinatrice di Iris – Associazione Sud Europea per la Creazione Contemporanea (2006) e quindi come curatrice indipendente, a partire dal progetto Non ho mica vent’anni! realizzato per Emilia Romagna Teatro Fondazione nel 2007.
Filmografia
2002 Vieni;
2007 Infinito presente. Videodialoghi con artisti sul rapporto tra teatro e società.

Kiki Smith: Squatting the Palace
USA/Italia, 2006, colore, Betacam SP, 45’



Regia: Vivien Bittencourt, Vincent Katz
Fotografia: Tom Piper, Vivien Bittencourt, Vincent Katz
Suono: Charles Gansa
Musica: Johannes Brahms, Lindsey Horner, Evan Ziporyn, Charles Gansa, Alessandro Stradella
Montaggio: Tom Piper
Formato originale: Mini DV
Produzione: Checkerboard Film Foundation
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano

Muffie Dunn
Checkerboard Film Foundation
1 East 53rd Street 14th Floor
10022 New York NY – USA
Tel. +1 212 759 2056
Fax +1 212 759 2058
info@checkerboardfilms.org
www.checkerboardfilms.org


Sinossi

Kiki Smith ha rivoluzionato, negli anni ’80, i modi di raffigurare il corpo femminile in scultura, con la frammentazione e l’abolizione delle gerarchie tra organi interni e parti esterne. Il film ci rivela la singolarità delle sue opere seguendo l’artista americana nella preparazione della personale Homespun Tales: Stories of Domestic Occupation alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia in occasione della Biennale del 2005. L’artista al lavoro nella sua casa a New York, tra disegni e sculture in gesso, creta e ceramica, ritorna ciclicamente sugli stessi soggetti, a distanza di anni, interrogandosi sulle forme di rappresentazione del corpo, ricettacolo di esperienze, traumi, memorie. L’esposizione ideale, allora, diventa quella che si fonde con l’ambiente privato della casa e fa affiorare un vissuto, come ci mostra la seconda parte del film che documenta la fase dell’allestimento e l’invasione dell’antico palazzo veneziano.

Vivien Bittencourt
Nata nel 1962 a San Paolo (Brasile) dal 1987 vive a New York e si occupa di fotografia. Dal 1988, con Vincent Katz, ha realizzato una serie di documentari su artisti e poeti contemporanei.

Vincent Katz
Poeta, traduttore, editore, critico d'arte e curatore, ha pubblicato testi critici sul lavoro di Francesco Clemente, Jim Dine, Kiki Smith, Philip Taafe, Cy Twombly. Dal 1988 collabora con Vivien Bittencourt nella realizzazione di documentari d'arte.
Filmografia
1988 Making Kaddish;
1994 Red Grooms at Grand Central;
1966 Alex Kats' Five Hours;
1998 Hanuman Presents!;
2003 Man in the Woods;
2006 Kiki Smith: Squatting the Palace


Pintura habitada
Portogallo, 2006, colore, Betacam SP, 50’



Regia: Joana Ascensão
Sceneggiatura: Joana Ascensão
Fotografia: Joana Ascensão
Suono: João Matos, Nuno Morão, Mathilde Neves
Montaggio: Joana Ascensão, João Nisa
Formato originale: DV CAM
Produzione: RAIVA / Joana Ascensão
Lingua: portoghese
Sottotitoli: inglese

Prima italiana


Sinossi

La scoperta e l’apprezzamento a livello internazionale dell’opera della portoghese Helena Almeida risale agli ultimi dieci anni. In Italia l’artista, nata a Lisbona nel 1934, ha rappresentato il Padiglione Portoghese alla Biennale di Venezia del 2005. A partire dalla fine degli anni Sessanta la Almeida esplora i limiti e le possibilità del rappresentare se stessa attraverso l’utilizzo del proprio corpo. E’ un lavoro incentrato sulla fisicità ma dotato di estrema leggerezza, nei gesti e nei movimenti, nel tentativo di registrare le emozioni e tracciare una continuità tra corpo e mondo.
Il film di Joana Ascensäo si addentra nell’opera dell’artista e ne rivela i procedimenti creativi, nella interazione fra pittura, disegno, fotografia e video: ciascun mezzo espressivo viene abitato dal corpo, colto con sguardo ravvicinato dentro l’ambiente dello studio, di cui vengono particolarmente enfatizzati suoni e rumori.


Joana Ascensão

joana_ascensao@yahoo.com
Joana Ascensäo è nata a Lisbona nel 1974. Ha studiato fotografia presso il Centro di arte e comunicazione visiva di Lisbona (Ar.CO) e si è laureata in Scienze della Comunicazione alla Università Nova di Lisbona, specializzandosi in Cinema, Comunicazione e Cultura. Il Centro Portoghese della Fotografia le ha rilasciato una borsa di studio per sviluppare un progetto di ricerca sull’opera fotografica di Helena Almeida. Dal 1998 lavora presso l’Archivio del Museo del Cinema di Lisbona.
Inhabited Painting è il suo primo film.


Spot: Olafur Eliasson
Danimarca, 2004, colore, DigiBeta, 28’



Regia: Jon Adelsten
Fotografia: Peter Larsen, Johnny Hanna
Musica: Finn Markwardt, Phillip Glass, Mum, Tindersticks
Montaggio: Peter Larsen
Formato originale: Betacam SP
Produzione: Dr Olerahbek Krutensen – Dr Danish Broadcasting
Lingua: danese, tedesco, islandese
Sottotitoli: inglese

Dr Kultur
Emil Holms Kanal 20
0999 Copenhagen – Denmark
hru@dr.dk


Sinossi
L’eccezionale popolarità che Olafur Eliasson ha raggiunto negli ultimi anni è dovuta soprattutto al successo dell’opera The Weather Project, allestita nel 2003 nella hall della Tate Modern di Londra. Nato nel 1967 a Copenhagen da genitori islandesi, dal 1993 vive e lavora a Berlino dove ha sede lo Studio Olafur Eliasson. Il film ci mostra l’attività di questo laboratorio creativo, dove vengono progettate e studiate le installazioni dell’artista, in un suggestivo connubio tra arte, scienza e natura. Prediligendo gli elementi naturali come l'aria, il vento, l'acqua, il ghiaccio, la lava, associati alla geografia della sua terra d'origine ed alla sua storia, Eliasson riesce a restituire allo spettatore che sperimenta le sue architetture ambientali, un effetto naturale, una sensazione immateriale. Nel 2003, con The Blind Pavilion, ha rappresentato la Danimarca alla Biennale di Venezia. E' attualmente in corso al MoMA di San Francisco Take Your Time, la più grande retrospettiva mai organizzata sul suo lavoro, che nell’aprile del 2008 sarà ospitata al MoMa di New York.

Jon Adelsten
Jon Adelsten è nato nel 1971. Dal 1998 svolge vari incarichi per la televisione e dal 2003 lavora come produttore e direttore per la Danish Broadcasting Corporation.
Filmografia
2003 Spot: Sort Sol; Kulturens Bagmæn; Hetler - Spion for egen regning;
2004 Berlin – CPH; Farvel til kassearkitekturen; Spot: Olafur Eliasson;
2005 Samlermani
2006 Liza Marklund og den svenske løgn;
2007 Sådan lyder et mord; Lucian Freud and the Women; Taking Pleasure Seriously


The Gates
USA, 2007, colore, 35mm, 95’



Regia: Antonio Ferrera, Albert Maysles
Fotografia: Albert Maysles, Antonio Ferrera
Suono: Paul Furedi
Montaggio: Antonio Ferrera, Matthew Prinzing
Formato originale: 16mm
Produzione: MayslesFilms
Lingua: inglese
Sottotitoli: italiano

MayslesFilms Inc.
343 Lenox Avenue
10027 New York – USA
tel. 212 582 6050
fax 212 586 2057
amaysles@mayslesfilms.com
www.mayslesfilms.com
antonioferrera@gmail.com


Sinossi
Nel Febbraio del 2005 il Central Park di New York diventa lo scenario dell’ultima opera realizzata da Christo e Jeanne-Claude: The Gates, 7500 cancelli color zafferano installati lungo i sentieri del parco ne mutano per 16 giorni fisionomia e atmosfera. Cronaca della lunga e contrastata vicenda che ha portato al compimento del progetto, nato nel 1979 e filmato nei suoi stadi iniziali dai fratelli Maysles e dal 2003 (data dell’approvazione del progetto da parte del sindaco di New York) da Antonio Ferrera, che ha proseguito e realizzato tutto il lavoro di effettiva documentazione e il montaggio dei materiali precedenti. Come nelle altre installazioni di grandi dimensioni di Christo e Jeanne-Claude, le difficoltà tecniche e burocratiche e soprattutto le divergenti opinioni dei residenti sono parti integranti del lavoro artistico: l’opera esiste in una dimensione sociale, stratificata in più livelli, e nel caso di The Gates sono i modi in cui le persone si relazionano alla nuova conformazione del parco che ne costituiscono il senso più profondo e essenzialmente umano.

Antonio Ferrera
Antonio Ferrera, laureato alla New York University in letteratura inglese e americana, arte e filosofia, lavora nel cinema documentario; ha studiato con Jody Hoffman e Herb Di Gioia. Collabora dal 1998 con Albert Maysles, con cui ha prodotto e co-diretto la serie With the Filmaker…Portraits By Albert Maysles. Prima di questa collaborazione ha co-diretto, con Ronit Bezale, Voices of Cabrini (1993-1997), un film che segue la ristrutturazione del progetto di abitazioni popolari di Chicago, e la cacciata della comunità afro-americana dalle abitazioni. Dal 2003 fino all’Ottobre di quest’anno ha lavorato a The Gates. Attualmente si sta occupando del montaggio di un film sul viaggio a New York del Dalai Lama. Dal 2003 sta lavorando ad un film che ha per oggetto la pioggia.
Filmografia
1998 Voices of Cabrini 2002 Before I Leave; With the Filmmaker…Portraits by Albert Maysles 2004 Masada: Live at Tonic 1999; It’s an Adventure; Vote for Change 2007 The Gates

Albert Maysles
Albert Maysles (Boston 1926) è un pioniere del Direct Cinema (Cinema Documentario Americano). Con suo fratello David è stato il primo a realizzare pellicole “non fiction” (Gimme Shelter, Salesman, Grey Gardens). Il suo primo film Psychiatry in Russia (1955) lo ha realizzato nel momento di transizione da psicologo a regista di documentari. Tra le sue numerose opere sei film riguardano il lavoro di Christo e Jeanne-Claude. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti.
Filmografia
1955 Psychiatry in Russia;
1957 Russian Close up;
1961 Safari Ya Gari;
1962 Anastasia;
1963 Showman; Orson Welles in Spain;
1964 What’s Happening; IBM – A Self Portrait;
1965 Meet Marlon Brando; Cut Piece;
1966 With Love from Truman;
1968 Journey to Jerusalem; Salesman;
1970 Gimme Shelter;
1973 Valley Curtain;
1974 The Burks of Georgia;
1976 Grey Gardens;
1978 Running Fence;
1980 Muhammad and Larry;
1985 Vladimir Horowitz – The Last Romantic; Ozawa;
1986 Islands;
1987 Horowitz Plays Mozart;
1989 Jessye Norman Sings Carmen; The Met in Japan;
1990 Christo in Paris;
1991 Soldiers of Music: Rostropovich Returns to Russia;
1992 Abortion: Desperate Choices; Baroque Duet;
1994 Accent on the Offbeat;
1995 Umbrellas; Letting Go: a Hospice Journey;
1997 Concert of Wills: Making the Getty Center;
2000 Lalee’s Kin: the Legacy of Cotton;
2006 The Beales of Grey Gardens;
2007 The Gates;