Focus on Hito Steyerl
di Hito Steyerl, 2013, '

Schermo dell'Arte - Archivio Film Liquidity Inc.
2014, 30’
regia Hito Steyerl
direttore tecnico Cristoph Manz
con Jacob Wood
fotografia Cristoph Manz (Berlino) Kevan Jenson (Los Angeles)
luci Tony Rudenko
produttore Kevan Jenson
commissionato da David Riff, Ekaterina Deger for Bergen Assembly

Incorporando ricerca visiva e teorizzazioni filosofico-esistenziali, Steyerl propone una riflessione globale sul concetto di liquidità. Questa ruota intorno all'emblematica vicenda di un ex consulente finanziario, reinventatosi come esperto di arti marziali dopo la recente crisi economica mondiale.

How Not to be Seen: A Fucking Didactic Educational. Mov File
2013, 16’
scritto e diretto Hito Steyerl
fotografia Christoph Manz (Berlino), Kevan Jenson (Los Angeles)
make-up e costumi Lea Søvsø
coreografia e performance Arthur Stäldi
post-produzione Christoph Manz, Leon Kahane, Alwin Franke
produttore Kavan Jenson
commissionato da Massimiliano Gioni, Venice Biennale.
con il supporto di The International Production Fund (IPF) - 2013
partners Outset England, Dermegon Daskalopoulos Foundation for Culture and Development, Outset USA, Outset Netherlands with Promoters Van Abbemuseum, Maurice Marciano Family Foundation, Wilfried Lentz Rotterdam

Prendendo spunto da un celebre sketch dei Monty Python - da cui deriva parte del titolo - questo video realizzato per la Biennale di Venezia 2013 si configura come un beffardo insieme di istruzioni (con tanto di dimostrazioni e simulazioni virtuali) su come raggiungere l'invisibilità nell'era digitale.
 

Guards
2012, 19’
regia Hito Steyerl
assistente alla regia Ben Tharp Brown
montaggio Cristóvão A. dos Reis, Maria Frycz (assistente)
produzione Tracy Parker
fotografia Kevan Jenson
post-produzione Christoph Manz, (assistente Berlino) Alwin Franke
con il supporto di The Art Institute of Chicago

Il video ha per protagonisti due addetti alla sicurezza dell'Art Institute di Chicago con alle spalle carriere militari. Intervistati dall’artista entrambi parlano delle loro esperienze passate mentre, nelle sale del Museo, una serie di proiezioni li accompagnano nella simulazione di un'azione.


Abstract
2012, HD, 7’ 30’’
scritto e diretto da Hito Steyerl
riprese Tina Leisch, Selim Yildiz, Christoph Manz, Vincent Grunwald, Leon Kahane, Esme Buden, Diana McCarty
suono Apo
traduttori Neman Kara, Sahin Okay, Nejat Sunar
direzione artistica Alwin Franke, Esme Buden
post-produzione Christoph Manz
produzione Instytut Sztuki Wyspa/Wyspa Institute of Art, Aneta Szylak

In una inquadratura Steyerl è a Berlino, davanti alla monumentale Porta di Brandeburgo; in un'altra in Kurdistan, dove l’amica Andrea Wolf –affiliata al movimento del PKK – venne uccisa in battaglia. Servendosi del proprio Iphone, l'autrice dimostra la specularità dei concetti cinematografici di campo e controcampo, insistendo sull'ambiguità della terminologia inglese (shot/countershot) per creare un parallelismo tra violenza estetica e violenza bellica.

Hito Steyerl
(Monaco 1966. Vive e lavora a Berlino) è filmmaker, artista e scrittrice. ha pubblicato vari libri, tra i quali The Green Room. Reconsidering the Documentary and Contemporary Art(Sternberg Press 2008). Insegna 
Experimental Film and Video all’ UdK Berlin e ha tenuto corsi, tra gli altri, presso il Dutch Art Institute, la Malmö Art AcademyH l’Akademie der bildenden künste di Vienna, la Royal Art Academy di Copenhagen, il Goldsmiths College di Londra.
E’ stata assistente alla regia di Wim Wenders nei film Fino alla fine del mondo e Così lontano così vicino.
Tra le sue più recenti mostre personali sono quelle all’ICA di Londra, al Van Abbenmuseum di Eindhoven e al Künstlerhaus di Stoccarda (2014), al Museum of Contemporary Art Chicago (2013), a e-flux New York, alla Wilfried Lentz di Rotterdam (2012). Ha esposto alle Biennali di Venezia e Istanbul (2013), Gwangju (2010), Shanghai (2008), Berlino (2004), a documenta 12 KASSEL (2007) e a Manifesta 5 (2005),  mentre suoi film sono stati presentati ai festival di Oberhausen e Rotterdam (2013), Copenhagen (2010), Loop (2010) e nei maggiori musei e centri d’arte del mondo tra cui il Walker Art Center di Minneapolis, lo Stedelijk di Amsterdam, l’MCA di Chicago, l’HKW di Berlino, il Museum of Photograhy di Tokyo, il MACBA di Barcelona, il CCA di Glasgow, la Tate Gallery di Londra.


 


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