Omaggio a Martial Raysse
di Martial Raysse, 1967, 45'
     

Schermo dell'Arte - Archivio Film PORTRAIT ÉLECTRO MACHIN CHOSE 1967, 9’, b/n
CAMEMBERT MARTIAL EXTRA-DOUX 1967, 13’30’’, colore
PIG MUSIC 1971, 6’8’’, b/n
INTRA MUROS 1977, 9’, b/n
MON PETIT COEUR 1995, 40’’, colore
EX-VOTO 2005, 3’14’’, colore

Presentati allo Schermo dell’arte Film Festival 2015
In collaborazione con Palazzo Grassi-Punta della Dogana e Gucci Museo

In occasione della grande retrospettiva veneziana dedicata da Palazzo Grassi a Martial Raysse, viene presentata una selezione di sei cortometraggi realizzati dall’artista francese fra il 1967 e il 2005, curata da Martin Bethenod. In Portrait Électro Machin Chose, egli mette in risalto le sue abilità d’instancabile sperimentatore, appropriandosi del mezzo televisivo per creare, tra effetti di contrasto e distorsioni, il ritratto di una donna vista all’interno dell’atelier. In Camembert Martial Extra-Doux fonde, con sottile ironia, la musica di Offenbach a quella trasgressiva della band musicale degli Who per fare da colonna sonora alle disquisizioni di un gruppo di persone sugli effetti allucinogeni del Camembert Martial. La musica dal ritmo primitivo in Pig Music testimonia il clima dell’esperienza comunitaria P.I.G nell’ambito della quale Raysse produrrà dipinti, foto e giornali, fino al 1973. Atmosfere rarefatte fino ad arrivare alla totale astrazione dell’immagine sono al centro di Intra Muros. Il programma termina con i due film di datazione più recente. Mon petit coeur, realizzato in occasione della mostra Féminin Masculin al Centre Georges Pompidou di Parigi, è un breve concentrato di 40 secondi di poesia e bellezza, costruito su una corrispondenza di ritmo musicale e parole, tanto da richiamare la composizione di un sonetto poetico. Ex Voto è una riflessione sulla bellezza vista attraverso le opere d’arte, la creazione e le cose presenti in natura. 

Martial Raysse 
Martial Raysse, nato nel 1936 in Costa Azzurra, si è cimentato nella sua pratica artistica con i più svariati mezzi espressivi, dalle macrotele con pigmenti puri alle sculture al neon, dal cinema alla poesia, indagando temi come il rapporto con la storia dell’arte, il ruolo dell’artista, la politica; si unisce al movimento Nouveau Réalisme, di cui firma la dichiarazione costitutiva. Nel 1963 si trasferisce a Los Angeles, dove continua a creare installazioni in cui dialogano linguaggi differenti ed è tra i primi artisti a sperimentare l’interazione con l’immagine in movimento. Nel 1966 rappresenta la Francia alla 33ª Biennale di Venezia, vincendone il premio speciale riservato agli artisti under 45. Nel 2007 partecipa alla mostra Sequence 1 a Palazzo Grassi, Venezia, dove torna nel 2009 per la collettiva Mapping the Studio: Artists from the François Pinault Collection. Nel 2014 il Centre Pompidou di Parigi gli dedica la mostra Raysse: Retrospective. 1960-2014

 

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