Black Code/Code Noir
di Louis Henderson, Regno Unito, Francia 2015, 21'
SCENEGGIATURA: Louis Henderson   SUONO: Joseph Munday, Simon Apostolou
FOTOGRAFIA: Louis Henderson   PRODUTTORE: Olivier Marboeuf, Cédric Walter
MONTAGGIO: Louis Henderson   LINGUA: Inglese, francese

Schermo dell'Arte - Archivio Film
Presentato allo Schermo dell'arte Film Festival 2016
 
L’immagine di una pagina dei Black Codes, l’insieme delle leggi che a partire dal 1876 portarono alla segregazione razziale nel Sud America, è il punto di partenza su cui Henderson costruisce questa sua meditazione sul razzismo contemporaneo. Da sempre il regista nei suoi lavori indaga i rapporti che vigono tra la società e le nuove forme di colonialismo. Il film mostra in un rapido montaggio le immagini della rivoluzione di Haiti, primo stato americano ad ottenere l’indipendenza della gens de couleur, i protocolli di sicurezza della polizia americana moderna, l’uccisione, senza apparente motivo, di due afroamericani, Michael Brown e Powell Kajieme, assassinati per strada rispettivamente a Ferguson e St. Louis (Missouri) da agenti di polizia nel 2014. Il film si concentra in particolare sull’aspra reazione che si riversò su internet da parte della comunità nera, e su come emerga dalle pagine del web il sentimento di unità delle popolazioni afro-americane. Montando video registrati su smartphone e materiali di archivio, e facendo riferimento ai grandi raduni sulle piazze telematiche del web, il regista fornisce l’accesso ai fatti storici che hanno segnato la vita degli afro-americani, su cui riecheggiano le parole di Malcom X e la rievocazione del pensiero animista dell’indipendenza haitiana. 
 
Louis Henderson
Nato nel 1983 a Norwich, studia al London College of Communication e a Le Fresnoy. Partecipa con i suoi film al FRAC Midi-Pyrénées, Tolosa (2012), al Rotterdam International Film Festival (2010), al CPH:DOX, Copenhagen (2015). Sue opere sono state esposte in molti musei e biennali, tra cui la Kyiv Biennial, Kievo (2015), la Transmediale, Berlino (2016), il Louisiana Museum of Modern Art, la Tate Modern (2016). Nel 2015 ha ricevuto il premio Barbara Aronofsky Latham Award per i video-artisti emergenti, in occasione della 53^ Ann Arbor Film Festival, e ha vinto l’European Short Film Award – T-Mobile New Horizons International Film Festival, Breslavia (2015). 

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