Continuity
di Omer Fast, Germania 2016, 85'
FOTOGRAFIA: Patrick Orth, Bernhard Keller   SUONO: David Hilgers, Samuel Schmidt, Oliver Gobel
MONTAGGIO: Janina Herhoffer, Heike Parplies, Omer Fast   PRODUTTORE: Irene Von Alberti, FriederSchlaich
MUSICA: Angel (Dirk Dresselhaus&IlpoVaisanen)   LINGUA: Tedesco

Schermo dell'Arte - Archivio Film
Presentato allo Schermo dell'arte Film Festival 2016
 
Realizzato per dOCUMENTA (13) nel 2012, questo nuovo montaggio di Continuity al quale sono stati aggiunti 30 minuti di girato, narra il ritorno a casa dall’Afghanistan di Daniel, un giovane soldato tedesco. Lo accolgono i genitori, ma le prime ore di unità familiare ritrovata lasciano presto il passo ad un inquietante disorientamento. L’insistere della videocamera su dettagli e sui rituali domestici sprovvisti del consueto carico affettivo apre il sipario su un racconto che dissimula le aspettative, espandendo il contenuto del film dal dramma di un reduce di guerra al deserto esistenziale di una tipica famiglia della middle class tedesca. Fast sperimenta la decostruzione dell’iter narrativo tradizionale inscenando ancora una volta il ripetersi di un loop, sua peculiare cifra stilistica, che priva lo spettatore dei consueti riferimenti ed invita a rinunciare all’idea che nel racconto vi sia un obiettivo da raggiungere. La consequenzialità degli eventi e la conseguente possibilità di previsione della trama si pongono in netto contrasto con le incursioni surreali che si snodano nel corso del film. Queste ultime, infatti, tracciano molteplici traiettorie narrative che costituiscono l’ossatura di un film che ha tutto il sapore dello psicodramma. 
 
Omer Fast
Nato a Gerusalemme nel 1972, è cresciuto tra Israele e New York. Vive e lavora a Berlino. Sue personali si sono tenute, tre le altre, al Dallas Museum of Art e all’Herzliya Museum of Art nel 2012, al Moderna Museet di Stoccolma (2013), allo Stedelijk Museum di Amsterdam (2014) e allo Jeu de Paume di Parigi (2015). Partecipa alla Biennale di Venezia (2011) e a dOCUMENTA 13, Kassel (2012), e tra i riconoscimenti che ha ricevuto vi sono il Premio Bucksbaum per il film The Casting alla Biennale del Whitney Museum nel 2008 e il Premio della National Galerie per la Young Art a Berlino nel 2009, con l’opera Nostalgia. I suoi lavori si trovano in numerose collezioni internazionali, tra cui la Tate Modern di Londra, il Guggenheim Museum di New York, il Los Angeles County Museum of Art, e il Centre Pompidou.
 
 
 

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