Focus on Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi
di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, 1994, '


Schermo dell'Arte - Archivio Film
Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi sono una coppia di meravigliosi artisti e filmmaker che da più di quarant’anni ci regalano un cinema di poesia e impegno. Il loro lavoro rappresenta uno dei percorsi più coerenti e significativi nel panorama internazionale del cinema sperimentale. La loro ricerca iniziata negli anni Settanta con i film profumati, la cui proiezione era accompagnata dalla diffusione di essenze aromatiche, li porta a scoprire immagini condannate all’oblio negli archivi di cineasti del passato, come la collezione privata di Luca Comerio (1876-1940), pioniere del cinema di documentazione. Da questi materiali nascono capolavori quali Dal Polo all’Equatore del 1987, film che li ha imposti internazionalmente. Riproiettando manualmente ogni fotogramma di quelle pellicole semidistrutte dal tempo, le rifotografano e le rimontano attraverso un lungo e paziente processo per il quale utilizzano un dispositivo di loro invenzione, la camera analitica, che consente loro di intervenire sulla velocità di scorrimento delle immagini, di cambiarne il colore, di entrare a catturarne i dettagli. “Viaggiamo catalogando, cataloghiamo attraverso il cinema che andiamo a ri-filmare”, affermano. Ne nascono nuove narrazioni dal forte potere evocativo che, attraverso le immagini del passato, indagano nel profondo la coscienza contemporanea, affrontando i temi della storia del XX, la violenza coloniale, la grande guerra, i genocidi, le migrazioni dei popoli.
"Non siamo degli antiquari della storia, parliamo e lavoriamo per il presente". Alchimisti capaci di dare vita ai fotogrammi immobili della pellicola, archivisti, sentinelle dell’oblio, inventori, avanguardisti come sono stati variamente definiti dagli studiosi, storici del cinema e più recentemente storici e curatori d’arte, Gianikian e Ricci Lucchi sono degli storici con l’anima, dei cineasti resistenti interessati a suscitare nello spettatore dubbi più che certezze, attraverso una dialettica feconda tra presente e passato, verità e menzogna, ideologia e storia.
Lo schermo dell’arte Film Festival è felice di dedicare a questi maestri il Focus 2016 presentando sette loro film.
 
 
Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi
Entrambi nati nel 1942, si sono formati l’uno come architetto a Venezia, l’altra come pittrice a Salisburgo. Hanno ricevuto numerosi riconoscimenti e partecipato ai maggiori festival cinematografici internazionali tra cui Venezia, Cannes, Locarno. Sono stati inoltre protagonisti di ampie retrospettive in musei di tutto il mondo, tra cui il Mart di Rovereto (2008), il MoMa di New York (2009), l’Hangar Bicocca di Milano (2012), il Centre Pompidou di Parigi (2015). 

Film presentati allo Schermo dell'arte Film Festival 2016
 
Contacts: Mario Giacomelli, Italia, 1994, 13'
Ritratto del fotografo italiano Mario Giacomell, realizzato per la celebre serie Contacts della TV francese ARTE, con il commento discreto dello stesso fotografo. I due autori avvicinano con grande sensibilità un’opera nella quale l’uomo è il soggetto principale
 
Aria, Italia, 1993, 7' 17'
Sulle note del Sigfried di Wagner, il film riunisce materiali d’archivio con esperimenti scientifici di laboratorio montati parallelamente alle riprese di volteggi di una farfalla. La scienza diviene così una sorta di spettacolo di magia.
 
Animali Criminali, Italia, Francia, 1994, 7' 6''
Gli autori hanno rintracciato questi spezzoni con filmati di animali nell’archivio del documentarista Luca Comerio (1878-1940). Gli animali sono messi uno di fronte all’altro in una serie di tableau vivant e combattono talvolta fino alla morte, in una messa in scena il cui disegno appare di inaudita ferocia: in natura ogni relazione è una lotta feroce per la sopravvivenza. Musica di Keith Ullrich.
 
Diario africano, Italia, Francia, 1994, muto  8'
Alla fine degli anni Venti, un viaggiatore in Algeria registra un diario filmato. La sua cinepresa presenta senza alcun imbarazzo immagini indiscrete di un giovane androgino e di donne svelate. Sulla musica ipnotica di Keith Ullrich, queste immagini prendono la forma di un incubo.
 
Film perduto, Italia, muto, 2008, 11'
Dedicato a Franco Basaglia, questo film, rifatto da Gianikian nel 2008 a partire dai negativi dopo che l’originale del 1976 era stato perduto a Londra, mette a confronto immagini di archivio di un ospedale vicino a Torino - foto scientifiche di malattie della pelle di operai e in particolare di mondine delle risaie - con quelle di corpi di soldati feriti.
 
Ti regalerò il mio ultimo respiro, Italia, 2009, colore, 5' 
I due autori filmano l’attore e amico Walter Chiari registrando le sue parole, insieme tragiche e comiche, poco prima che venga operato alle corde vocali e perda la voce.
 
Notes sur notre voyage en Russie, Italia, 2010-2011, colore, 15'
Queste Note, narrate dalla voce fuori campo di Yervant Gianikian, accompagnano alcuni acquerelli di Angela Ricci Lucchi, e sono materiali preparatori per un lungometraggio in corso di lavorazione, un film dedicato al poeta Ossip Mandelstam, autore di Voyage en Arménie e agli ultimi sopravvissuti delle avanguardie russe degli anni Trenta e Quaranta. “Con la nostra ‘camera analitica’, abbiamo rielaborato, a partire da materiali rari, delle immagini d’archivio ritrovate sulle avanguardie russe. I film sarà un vasto documento registrato fra il 1989 e il 1990, durante la caduta dell’Unione sovietica, con i ritratti degli ultimi protagonisti di una storia artistica che nessuno ha fissato e che sono adesso scomparsi”. 

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