Looking for Oum Kulthum
di Shirin Neshat, Germania, Austria, Italia, Libano, Qatar 2017, 90'
CON: Neda Rahmanian, Yasmin Raeis 
Mehdi Moinzadeh, Kais Nashif
Nour GmarNajia Skalli
 
  COLONNA SONORA: Amine Bouhafa 
SOGGETTO: Shirin Neshat, Shoja Azari    SUONO: Claus Benischke-Lang 
SCENEGGIATURA: Shirin Neshat, Shoja Azari in collaborazione con Ahmad Diba    PRODUTTORI: Roman Paul, Gerhard Meixner, 

Bruno Wagner, Martin Gschlactht, 

Antonin SvobodaShojaAzariShirin Neshat 

FOTOGRAFIA: Martin Gschlacht   
PRODUZIONE: Razor Film Produktion, 
Coop99 Filmproduktion, In Between Art Film, VIVO Film COOP99 

 

MONTAGGIO: Nadia Ben Rachid    DISTRIBUZIONE:  In Between Art Film, VIVO Film 

 


Schermo dell'Arte - Archivio Film

 Presentato allo Schermo dell'arte 2017

 
Shirin Neshat torna, dopo l’acclamato Women Without Men a parlare della condizione femminile e a raccontare il suo Iran dalla parte delle donne.
Mitra, regista iraniana in esilio, lavora al progetto dei suoi sogni: realizzare un film sulla vita della leggendaria cantante egiziana Oum Kulthum (1904-1975), la cui musica e straordinaria personalià sono state e continuano ancora oggi a essere amate da milioni di musulmani. Ma più Mitra si rende conto delle difficolta affrontate dalla diva in quanto artista donna in una società dominata dagli uomini, più la sua battaglia personale si intreccia con quella della cantante, venendosi a trovare cosi sull’orlo di una crisi. Nelle sue opere Shirin Neshat ha spesso esplorato storie in relazione alle donne musulmane e all’espressione artistica nel mondo islamico.
In questo suo nuovo lavoro costruito come un film nel film, al quale l’artista iraniana ha lavorato per più di sei anni, Neshat sovrappone la propria storia alla storia di Oum, fa scivolare foto di repertorio sulle sue splendide inquadrature, dimostra ancora una volta la grande forza del suo sguardo che le permette di passare dal film all’opera, dalla foto all’installazione. 
 
 
 
Shirin Neshat 
Premiata nel 1999 alla 48esima Biennale di Venezia per i video Turbulent e Rapture, ha vinto il Leone d’Argento al Festival del Cinema di Venezia nel 2009 per il film Women Without Men.
Sue personali si sono tenute, tra gli altri, al Museo Correr di Venezia, alla Tate Gallery di Londra, al Guggenheim Museum di New York, al Museo d’Arte Contemporanea di Atene, alla Serpentine Gallery di Londra, alla Kunsthalle di Vienna. Sue opere sono nelle collezioni dei maggiori musei internazionali.
Nel 2006 ha vinto il Dorothy and Lilian Gish Prize e nel 2010 l’Huffington Post l‘ha nominata Artista del Decennio. All’ultimo Festival di Salisburgo ha diretto la sua prima opera, Aida
 
 
 
 
 
 

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