Tashlikh
di Yael Bartana, Germania, Paesi Bassi, Israele 2017, 11'
SOGGETTO: Yael Bartana   

SUONO: Daniel Meir 

RIPRESE: Mick Van Rossum 

  EFFETTI SPECIALI: Eran Feller 
MONTAGGIO:  Yael Bartana    PRODUTTORE: Naama Pyritz 

COLONNA SONORA: Daniel Meir 

  PRODUZIONE: Ingenue Productions ltd 

Schermo dell'Arte - Archivio Film
 
 Presentato allo Schermo dell'arte 2017 
Prendendo ispirazione dalla pratica ebraica del tashlik, che consiste nel lanciare del pane in un torrente al fine di espiare i propri peccati, Yael Bartana crea uno spazio comune in cui sia i perpetuatori che i sopravvissuti di vari genocidi e persecuzioni etniche, l’olocausto, il genocidio degli armeni, cosi come le pulizie etniche e le guerre civili in Sudan ed Eritrea, si confrontano da vicino tramite i legami materiali con gli orrori del passato, ovvero i propri oggetti personali. L’idea è che gli oggetti siano molto di piu dei materiali di cui sono composti e delle funzioni a cui devono adempiere; essi sono impregnati di ricordi e associazioni. Il lavoro di Bartana mette quindi in scena un nuovo tipo di rituale che consiste nel gettare deliberatamente via oggetti che riportano alla mente la memoria di un trauma come esempio di liberazione psicologica. 
 
 
Yael Bartana 
Nata nel 1970 a Kfar Yehezkel, Israele. Vive e lavora tra Berlino e Amsterdam. Bartana ha rappresentato la Polonia alla 54esima Biennale di Venezia nel 2011 e ha tenuto mostre personali nei maggiori musei e centri d’arte internazionali tra cui Musée cantonal des Beaux-Arts, Lausanne (2017), Philadelphia Museum of Art (2016), Stedelijk Museum, Amsterdam (2014). Ha vinto il premio Artes Mundi 4 nel 2010. Suoi film sono stati presentati nei maggiori festival internazionali tra cui Manchester, Oberhausen, Rotterdam, Berlino. Ha inoltre partecipato a importanti mostre internazionali, incluse documenta , la Biennale di Sao Paulo e Manifesta. 
 
 
 
 

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