Black Drop
di Simon Starlin, UK 2012, 28'
RIPRESE: Christop Manz   VOICE OVER: Peter Capaldi
SUONO: Jochen Jessuzek   PRODUTTORE: Annette Ueberlein
MONTAGGIO:  Cristovâo A.dos Reis   PRODUZIONE: in associazione con Modern Art Oxford e The University of Oxford
TEXT EDITING: Emma Dean, Philip Starling   LINGUA: inglese; sottotitoli: italiano

Schermo dell'Arte - Archivio Film
Presentato allo Schermo dell'arte FIlm Festival 2013

Attraverso la storia delle osservazioni dei rari transiti di Venere sul Sole e degli strumenti fotografici sviluppati negli ultimi due secoli per documentarli, il film ricostruisce le relazioni tra ricerche astronomiche e origini del cinema, raccontandole per mezzo di una raccolta d’immagini presentate in forma di atlante. Già nel 2011, Starling aveva affrontato i rapporti tra scienza, arte e fotografia, includendo nella “costellazione di opere” per il suo progetto espositivo alla Fondazione Merz di Torino le affascinanti immagini lunari di due astronomi amatori, James Nasmyth & James Carpenter (autori del libro Illustration for The Moon: Considered as a Planet, a World, and a Satellite, 1874).
In Black Drop, l'artista si sofferma in particolare sulla nascita del ‘revolver fotografico’ di Pierre Jules César Janssen (1874), e sulla sua influenza sia sul ‘fucile fotografico’ di Etienne Jules Marey, sia sul cinematografo dei fratelli Lumière. Nel giugno 2012, con la stessa modalità di esposizione utilizzata da Janssen (1 frame per secondo), Starling, dall’osservatorio sul vulcano di Mauna Kea nelle Hawaii, ha filmato su pellicola 35 mm l'ultimo transito di Venere previsto per questo secolo. La prossima manifestazione del fenomeno accadrà, infatti, tra 105 anni. Gran parte di Black  Drop che, come dichiarato dall'artista, è di fatto anche un'opera sulla storia del cinema e sul fare film, è stato girato in bianco e nero all'interno di un laboratorio di montaggio riprendendo un abilissimo operatore, Cristovâo A. dos Reis, al lavoro su differenti materiali e sulle riprese dello stesso Starling. Da questo film è nato anche un libro, Black Drop Ciné-roman che è stato pubblicato nel 2013 dalla casa editrice Humboldt Books.
Al cinema delle origini è legata anche Phantom Ride (2013), opera che l'artista ha realizzato per le Duveen Galleries della Tate Britain di Londra; in parallelo, Starling ha proseguito le sue ricognizioni astronomiche col progetto In Speculum (2013), protagonista il Grande Telescopio di Melbourne in Australia.

Simon Starling
Nato nel 1967 a Epsom (Regno Unito), Simon Starling ha studiato al Maidstone College of Art,  alla Nottingham Trent University e alla Glasgow School of Art. Premiato nel 1999 con il Blinky Palermo Prize e con il Paul Hamlyn Foundation Award for Artists, nel 2005 ha vinto il prestigioso Turner Prize con l'opera Shedboatshed (Mobile Architecture No 2). Tra le sue mostre personali: Museum of Contemporary Art, Sidney, 2002; Kunstmuseum Basel, 2005; Musée d’Art Contemporain du Val-de-Marne, Paris, 2009; Hiroshima City Museum of Contemporary Art, 2011; Fondazione Merz, Torino, 2011-2012; Tate Britain, Londra; Monash University, Caulfield e Institute of Modern Art, Brisbane, 2013. Tra le collettive: Biennale di Sao Paulo 2004; Biennale di Mosca 2007; Biennale di Venezia 2003 e 2009. Vive e lavora in Danimarca.

Filmografia selezionata
2006: Autoxylopyrocycloboros; 2009: Red Rivers (In Search of the Elusive Okapi); D1 – Z1 (22,686,575:1); 2010: Project for a Masquerade


Excerpt of Black Drop - Simon Starling from Modern Art Oxford on Vimeo.


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