Muslimgauze R.I.P.
di Hassan Khan, Egitto 2010, 8’07'

Muslimgauze R.I.P., 2010, 8’07’’ 

video HD trasferito su Blu-Ray, sonoro 

con: Žan Malnar fotografia Alioša Korencan 

set design: Jernej Trampuž operatore steadycam Alioša Korencan 

sonoro: Matijaž Zdešaa 

produttore: Miha Knific 

commissionato da: Manifesta 8, Region of Murgia 


 

Film presentato a Lo Schermo dell'arte Film Festival 2017

Realizzato per Manifesta 8 e girato a Lubiana, il video è ambientato nel 1982 a Manchester. Un ragazzino esplora lo spazio di un modesto appartamento di un anonimo caseggiato toccando i mobili e gli oggetti che lo circondano. Apre e chiude cassetti tirando fuori ciò che vi è contenuto, fa muovere le ante cigolanti di un armadio, sulla moquette rovescia un vasetto pieno di perline di vetro, fa girare piu volte una moneta su un tavolo, si siede e si rialza, si affaccia alla finestra. Il film sorprende soprattutto per il contrasto tra l’accumulazione silenziosa, quasi perturbante, di questi oggetti banali, e la violenza dei suoni prodotti dalle porte, i cassetti e i diversi oggetti nelle mani del bambino. 

Muslimgauze, gioco di parole tra muslin (un tipo di velo) e muslim (musulmano), è lo pseudonimo del musicista sperimentale Byrn Jones, nato e vissuto a Manchester, che negli anni ’80 ha prodotto album i cui titoli e sonorita erano dirette allusioni alla situazione politica del Medio Oriente dove non era mai stato. Ispirandosi alla sua figura, Khan costruisce uno scenario fortemente allusivo: da una parte il riferimento ad un musicista la cui appropriazione di politiche radicali di altri luoghi e forse un potente commento alla propria condizione locale; dall’altra un ragazzino sperimenta in dettaglio un tipico ambiente della classe media inglese. Un film spettrale nel quale Khan mette in scena il conservatorismo del Regno Unito sotto la Thatcher come condizione domestica. 


Hassan Khan è artista, musicista e scrittore. Vive e lavora al Cairo. Le sue performances si sono tenute nei piu importanti musei, festival musicali e istituzioni quali il Louvre a Parigi, il Guggenheim a New York, l’IN TON AL Music Festival a Malmo, la Whitechapel a Londra e il MaerzMusik Festival a Berlino. Ha pubblicato testi in arabo e in inglese tra i quali Nine Lessons Learned from Sherif El-Azma (Cairo 2009) e Twelve Clues (Mousse Publishing 2016), suo primo romanzo breve shi-fi. 

Nel 2017 ha vinto il Leone d’argento per il miglior artista emergente della 57esima Biennale, dove al Giardino delle Vergini ha esposto l’installazione sonora Composition for a Public Park 2013/2017. Tra le sue piu recenti personali si ricordano quelle del Beirut Art Center (2016), del Museum of Modern Art MMK (Francoforte 2015), del Downtown Contemporary Arts Festival (Cairo 2015), del SALT (Istanbul 2012). Ha partecipato a numerose biennali e mostre internazionali tra le quali la Biennale di Montreal (2016), la Biennale di Sharjah (2015), la Biennale di Liverpool (2014), la Triennale del New Museum di New York (2012) e dOCUMENTA 13 (2012). 

 


[chiudi scheda]