VISIO XIV EDIZIONE

Lo schermo dell’arte presenta la quattordicesima edizione del VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images, un programma di ricerca, residenza e produzione dedicato agli artisti che utilizzano le immagini in movimento nella loro pratica artistica.

Il progetto, curato da Leonardo Bigazzi, si terrà a Firenze nell’ambito della XVIII edizione dello Schermo dell’arte – Festival di Cinema e Arte Contemporanea (12 – 16 novembre 2025). Gli 8 partecipanti saranno giovani artisti residenti in Europa che lavorano con le immagini in movimento, selezionati attraverso un bando pubblico promosso in collaborazione con alcune delle principali accademie d’arte e residenze per artisti europee.

Il termine ultimo per inviare la propria candidatura è venerdì 23 maggio 2025. 

VISIO include il VISIO Production Fund, un fondo di produzione di 35.000 euro concepito in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (Prato), la Fondazione In Between Art Film (Roma), il FRAC Bretagne (Rennes) e con il contributo di Human Company, impresa storica e punto di riferimento in Italia per l’ospitalità openair, grazie alla quale sarà previsto anche un rimborso delle spese di viaggio degli artisti partecipanti. Otto artisti saranno selezionati e invitati a Firenze e avranno l’opportunità di sviluppare un proprio progetto originale in dialogo con curatori e produttori internazionali. La condivisione e lo scambio tra partecipanti e professionisti saranno facilitati da un intenso programma di sessioni di mentoring, tavole rotonde e incontri individuali. I fondi saranno infine assegnati a tre artisti che lavoreranno con Leonardo Bigazzi e il team dello Schermo dell’arte per produrre le loro opere e presentarle in anteprima al Festival nel 2026. Un’edizione d’artista di ciascuna delle opere prodotte entrerà a far parte della collezione permanente delle istituzioni partner del progetto, che si impegnano a promuoverle ed esporle negli anni successivi. 

Gli artisti premiati nelle precedenti edizioni sono: Timoteus Anggawan Kusno, Abdessamad El Montassir, Andro Eradze, Gala Hernández López, Peng Zuqiang, Simon Liu, Valentin Noujaïm, Gerard Ortín Castellví, Maryam Tafakory, Yuyan Wang. Le opere prodotte con il fondo sono state presentate in concorso in istituzioni come Tate (Londra), MoMA e MoMA PS1 (New York), Kunsthalle Basel (Basilea), Eye Filmmuseum (Amsterdam), Accademia di Francia a Roma – Villa Medici (Roma) e altre, nonché in concorso in festival come Berlin International Film Festival, Locarno Film Festival, International Film Festival Rotterdam, Visions du Réel (Nyon), e CPH:DOX (Copenhagen).

struttura

VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images è strutturato in quattro sezioni:

1. Mentoring Sessions

Saranno organizzate sessioni critiche e incontri individuali con l’obiettivo di sviluppare i progetti presentati dagli artisti partecipanti. I curatori invitati avranno la possibilità di studiare a fondo le proposte prima dell’inizio del programma e di discutere con gli artisti i vari aspetti delle produzioni. I mentori di questa edizione sono: Hiuwai Chu, responsabile delle mostre MACBA Museu d’Art Contemporani de Barcelona, e Valentine Umansky, curatrice Tate Modern (Londra).

In queste sessioni gli artisti incontreranno anche i rappresentanti delle istituzioni partner del progetto con cui i film vincitori saranno coprodotti: Etienne Bernard, direttore FRAC Bretagne (Rennes); Stefano Collicelli Cagol, direttore Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (Prato); Alessandro Rabottini, direttore artistico Fondazione In Between Art Film (Roma).

2. Conversation Room

In questo spazio i partecipanti potranno incontrare artisti, curatori, critici, produttori e direttori di istituzioni internazionali durante tavole rotonde e incontri individuali di 40 minuti. Dalla presentazione del proprio portfolio a una semplice conversazione, questi momenti sono pensati come un’occasione di confronto e di scambio per favorire la crescita professionale dei partecipanti ed estendere il loro network di contatti internazionali. Tra gli ospiti confermati Daniel Blanga Gubbay, direttore artistico del Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles).

3.  Festival

Gli artisti partecipanti sono invitati a prendere parte alle proiezioni, agli incontri e alle conferenze previste dal programma della XVIII edizione dello Schermo dell’arte – Festival di Cinema e Arte Contemporanea. In questa edizione saranno proiettati i lavori di vari artisti internazionali tra cui: Sven Augustijnen e Sammy Baloji. Il programma include anche le anteprime delle opere prodotte attraverso il VISIO Production Fund 2024 dagli artisti Abdessamad El Montassir, Gala Hernández López, Peng Zuqiang e di Valentin Noujaïm, vincitore del VISIO Production Fund 2023.

4. Streaming

Un’opera di ciascuno dei partecipanti al progetto sarà inoltre presentata online sul canale digitale Lo schermo dell’arte con MYmovies ONE, dal 12 al 23 novembre 2025.  

I PARTECIPANTI DI QUESTA EDIZIONE
Tohé Commaret
1992, Francia/Cile. Vive e lavora a Parigi.

Commaret è una regista franco-cilena, nata a Vitry-sur-Seine, che vive e lavora a Parigi. La sua ricerca cinematografica si muove tra il cinema sperimentale e il documentario. Attraverso la formazione alle Beaux-Arts di Parigi e successivamente a Le Fresnoy – Studio national des arts contemporains, ha maturato un linguaggio visivo personale attraverso cortometraggi che sfumano i confini tra finzione e realtà. Il suo approccio, sia poetico che impegnato, mira a ridefinire i confini del cinema e mettere in discussione il rapporto tra arte, politica e società nel mondo contemporaneo. I suoi film sono stati esposti e proiettati presso: Fondation Pernod Ricard (Parigi), Palais de Tokyo (Parigi), Centre Pompidou (Parigi), Maison Salvan (Labège), Biennale di Lione (Lione), Casa Conti (Corsica), Galleria FORDE (Ginevra), La Sira (Parigi), Museo d’Arte Contemporanea del Val-de-Marne (Vitry-sur-Seine); Museo del Louvre (Parigi); Berlinale Shorts Competition (Berlino), Locarno Film Festival (Locarno), Haus der Kulturen der Welt (Berlino), LE BAL (Parigi).

Rafik Greiss
1997, Egitto. Vive e lavora a Parigi.

Le opere di Greiss si distinguono per un’estetica atmosferica, provocatoria e sensuale. La sua ricerca attraversa un’ampia gamma di approcci formali e tecnici, spaziando tra pratiche analogiche e digitali. Al centro del suo lavoro non c’è tanto un tema o un medium specifico, quanto piuttosto un impegno verso la dimensione sensoriale, che dà origine a un corpus coerente, incentrato sulla capacità dello spettatore di riconnettersi con i propri sensi. Il suo lavoro è stato esposto presso: Galerie Balice Hertling (Parigi); Fondazione Nicoletta Fiorucci (Venezia); Galerie Molitor (Berlino); Kunsthalle Zürich (Zurigo); LC Queisser (Tbilisi); Swiss Institute (New York); Museo del Louvre (Parigi); All Stars (Losanna); Marlborough Gallery (Londra); Spazio Amanita (Firenze). 

Vir Andres Hera
1990, Messico. Vive e lavora in Francia.

Hera sviluppa la sua ricerca attraverso installazioni cinematografiche multicanale, composizioni sonore, performance e scrittura critica. Radicata nel cinema espanso, la sua pratica esplora la coscienza diasporica, l’esilio, l’identità di genere e la memoria attraverso forme frammentate, multilingue e non lineari. A partire da archivi personali e collettivi, Hera costruisce montaggi audiovisivi dal forte carattere poetico, che mettono in discussione le narrazioni storiche dominanti e danno voce a soggettività marginalizzate intrecciando epistemologie queer, Chicane e Black. Tra le sue recenti mostre, performance e proiezioni: Centre Pompidou (Parigi); Maison Européenne de la Photographie (Parigi); Haus der Kulturen der Welt (Berlino); Musée d’Art et d’Histoire (Ginevra); Museo de la Ciudad (Querétaro); Le Fresnoy – Studio national des arts contemporains (Tourcoing); La Ferme du Buisson (Noisiel); Montpellier Contemporain – Mo.Co. (Montpellier); Mimosa House (Londra); SBC Gallery (Montréal); ZBD Gallery (Lisbona); AC Les Tanneries (Amilly); DS Galerie (Parigi); Objectif Vidéo Nice (Nizza); YGREC (Aubervilliers); Studio Flair & Le Houloc (Parigi); Atelier des artistes en exil (Parigi).

Maxime Jean-Baptiste
1993, Francia. Vive e lavora tra Belgio, Francia e Guinea.

Jean-Baptiste è cresciuto nel contesto della diaspora guianese e antillana in Francia. La sua ricerca artistica si concentra sulla complessità della storia coloniale, lavorando sull’archivio e sulle pratiche di ricostruzione come strumenti per dare forma a una memoria viva e incarnata. I suoi lavori sono stati presentati in numerosi festival internazionali, tra cui: Locarno Film Festival (Locarno), Berlinale (Berlino), Sundance Film Festival (Park City), CPH:DOX (Copenhagen), Hot Docs Canadian International Documentary Festival (Toronto), Clermont-Ferrand International Short Film Festival (Clermont-Ferrand) e IDFA – International Documentary Film Festival Amsterdam (Amsterdam). Ha inoltre realizzato diverse produzioni sceniche, che intrecciano teatro, danza e canto, presentate a Kunstenf

Olukemi Lijadu
1994, Regno Unito/Nigeria. Vive e lavora a Londra.

Lijadu è un’artista visiva e sonora la cui pratica interdisciplinare unisce filosofia, immagine in movimento, musica e materiali d’archivio. Il suo lavoro esplora l’ibridazione culturale, la memoria collettiva e la complessità delle identità diasporiche nere attraverso ciò che definisce “legacy work”: una forma poetica e di ricerca, radicata nella dimensione personale e nell’indagine politica. Laureata in filosofia presso la Stanford University e influenzata dalla metafisica Yoruba, Lijadu sfida le visioni binarie della realtà e considera la musica come un archivio vivente di memoria collettiva e connessioni perdute. Tra le recenti mostre e proiezioni: V.O Curations, ICA, Royal Academy e No.9 Cork Street Frieze (Londra); Mariane Ibrahim Gallery (Chicago); No.9 Cork Street, The Metrograph e The Kitchen’s Video Viewing Room (New York); G.A.S. (Lagos); la Biennale di Venezia. Come DJ Kem Kem, si è esibita in diverse istituzioni internazionali, tra cui Tate Britain e Serpentine Gallery (Londra), Bozar (Bruxelles), La Gaîté Lyrique (Parigi) e il Museo Nazionale di Lagos. Ha inoltre preso parte al programma di residenza artistica di Villa Albertine (Chicago).

Thomias Radin
1993, Francia. Vive e lavora a Berlino.

La pratica multidisciplinare di Thomias Radin spazia tra pittura, scultura, performance e cinema, ed è radicata nella sua formazione nella danza tra la Guadalupa e la Francia. Al centro del suo lavoro ci sono soggetti neri, intesi come custodi di memoria e movimento. Gesti che raccontano una spiritualità profonda, legata a saperi ancestrali, ma sempre viva, dinamica e in continua trasformazione. Attraverso una poetica che mette al centro la fluidità e l’intangibile, Radin intreccia motivi archetipici e narrazioni antiche in un linguaggio universale. Musica e danza, dall’Hip Hop al Gwo Ka fino alla Capoeira, attraversano il suo gesto pittorico e ne animano le composizioni ritmiche. Tra le mostre e performance recenti: Esther Schipper (Seul, Berlino, Shanghai), Fondation Van Gogh (Arles), Loop Barcelona (Barcellona), Kunstverein Göttingen (Göttingen), Steve Turner (Los Angeles), SAVVY Contemporary, KINDL, Galerie Wedding, Frontview (Berlino), Artco Gallery (Parigi), Strada Gallery (New York), Biennale di Venezia, Luce Gallery (Torino), The Curators Room (Amsterdam). Quest’anno ha partecipato alla residenza per artisti del DAAD a Berlino.

Jordan Strafer
1990, Stati Uniti. Vive e lavora ad Atene.

Strafer è un’artista e regista la cui pratica multidisciplinare esplora i meccanismi del potere e le disfunzioni della società contemporanea. Lavorando tra video, installazione, scultura e disegno, dà forma a scenari inquieti in cui l’intimità si confonde con lo spettacolo e l’attrazione si mescola alla repulsione. Intrecciando racconti personali e di finzione con materiali d’archivio e i codici visivi del cinema e della televisione, il suo lavoro rivela come la rappresentazione plasmino la percezione collettiva e l’opinione pubblica. Tra le mostre e proiezioni recenti: Fluentum (Berlino); Renaissance Society (Chicago); Hammer Museum (Los Angeles); Secession (Vienna); Index (Stoccolma); Contemporary Arts Museum (Houston); PARTICIPANT INC (New York); New Museum (New York); Haus der Kulturen der Welt (Berlino); New York Film Festival (New York); IFFR – International Film Festival Rotterdam (Rotterdam); e-flux Screening Room (New York). Nel 2025 è stata insignita della Guggenheim Fellowship.

Shen Xin
1990, Cina. Vive e lavora nel Regno Unito.

Xin lavora con immagini in movimento, installazioni, suono, testo, pittura e performance. La loro pratica consiste nel co-creare linguaggi che parlano la grammatica del senso, della volontà, della tecnica e dello spazio, mantenendo una conoscenza fondata sulla relazione. Attraverso un sapere profondo, radicato nella terra, il loro lavoro racconta storie che mettono in discussione l’idea dei confini degli stati-nazione e parlano di un senso di appartenenza innata. La loro pratica resiste ai confini imposti e coltiva invece una connessione con la verità come qualcosa di condiviso e relazionale. Natə a Chengdu, nella provincia del Sichuan, Xin vive nel nord di An t-Eilean Sgitheanach (Isola di Skye) e a Mni Sota Makoce. Le recenti mostre includono: Collective (Edinburgo); TINA (Londra), Richmond Art Gallery (British Columbia), M HKA (Anversa), KUNSTVEREIN GARTENHAUS (Vienna), Swiss Institute (New York), Walker Art Center (Minneapolis), Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou (Parigi), Biennale di Shanghai, Seoul Mediacity Biennale, MUMA (Melbourne), Biennale di Gwangju (Gwangju); Sigg Prize, M+ Museum (Hong Kong); New Museum Triennial (New York). Hanno ricevuto il BALTIC Artists’ Award e partecipato al programma di residenza presso la Rijksakademie di Amsterdam, tra le altre.

opere in streaming
Sul canale streaming Lo schermo dell'arte su MYmovies ONE
dal 12 al 23 novembre 2025
Because of (U)

di Tohé Commaret
Francia, Cile, 2024, 13’
vo: francese; st: inglese

Laura è intrappolata in una relazione tossica con un famoso rapper e sopporta in silenzio i suoi comportamenti egoisti. Dopo un litigio violento, la sua percezione della realtà comincia a cambiare forma: si ritrova a vagare in un sobborgo freddo e desolato, sentendosi sempre più sola e persa. Pensieri ossessivi e ricordi nascosti riaffiorano, insieme a un’ansia sociale fatta di paura di essere esclusa e difficoltà a costruire relazioni sane. Because of (U) unisce lo stile documentaristico al realismo magico per svelare le maschere che indossiamo per nascondere verità dolorose e le fragilità delle relazioni affettive.

Regard du Louvre, Sans titre

di Rafik Greiss
Egitto, 2023, sonoro, 4’7’’

Greiss è stato tra i venti artisti invitati dal Museo del Louvre a partecipare al progetto “Regards du Louvre”, ideato in occasione del 230° anniversario dell’istituzione. Ha realizzato Le premier musée d’enquête universelle, un saggio visivo che riflette sulla civiltà dell’inizio del XXI secolo attraverso l’esplorazione degli archivi e il confronto tra culture. L’opera indaga i paradossi degli ideali socialmente costruiti e dei limiti culturali, mettendo in luce analogie e le differenze tra mondo occidentale e orientale. Esamina come la coscienza, i sistemi di credenze e i comportamenti delle persone si relazionano all’ambiente circostante. Mostra inoltre come sentimenti, ricordi e oggetti cambiano significato quando vengono ricollocati in un ambiente istituzionalizzato, persino sacralizzato.

Le Daftar

di Vir Andres Hera
Messico, 2023, 32’ 8’’
vo: francese, inglese; st: inglese

Girato in differenti formati (16mm, DV, digitale, 35mm), il film raccoglie gesti, voci e rituali attraverso cui i performer si riappropriano di luoghi e architetture. Lungo le rive dell’Atlantico, artisti come Fabienne Guilbert, Léonce Konan Noah, Ife Day e Daniel Galicia, abitano le rovine come archivi viventi, in cui divinità non occidentali riaffiorano attraverso il desiderio. Le Daftar nasce da esperienze condivise di migrazione, esilio, identità di genere e appartenenze culturali multiple, e si sviluppa attraverso un processo aperto, privo di sceneggiatura, che accoglie e integra le pratiche dei partecipanti, ridefinendo così la nozione stessa di autorialità. Il titolo,è un termine preso in prestito dal mistico armeno Sayat Nova, e fa riferimento a un libro i cui scritti possono apparire o scomparire La voce della poetessa Belinda Zhawi guida la narrazione, offrendo un’esperienza performativa che richiama le tradizioni orali ancestrali e trasformando l’ascolto stesso in una grammatica cinematografica. Questa versione di Le Daftar è stata appositamente montata per la piattaforma MYmovies.

Moune Ô

di Maxime Jean-Baptiste
Belgio, Francia, Guyana Francese, 2022, 16’47’’
vo: francese; st: inglese

La prima del film Jean Galmot, aventurier (1990) di Alain Maline, una presunta “celebrazione” della presenza francese in Guyana, fu accompagnata da scene di eventi festivi. In questo film compariva anche il padre di Jean-Baptiste, in un ruolo di comparsa. Rallentando e riavvolgendo le immagini originali e i video sulla realizzazione del film, Moune Ô mette in luce l’eredità coloniale ancora presente nell’inconscio collettivo occidentale, segnato da stereotipi persistenti. Attraverso manipolazioni digitali, Jean-Baptiste mette in discussione la memoria coloniale, riscrivendola a posteriori.

Guardian Angel

di Olukemi Lijadu
Regno Unito, Nigeria, 2022, 24’ 31’’
vo: inglese; st: inglese

Guardian Angel esplora l’infanzia dell’artista come donna nigeriana cattolica attraverso il legame con la nonna defunta, riflettendo il rapporto contraddittorio di una società postcoloniale con la religione e la spiritualità. L’opera affronta temi di lutto, perdita e fede, intrecciando la storia della Nigeria con quella dell’Occidente. Girato nell’arco di sette anni tra Lagos e Londra, il film combina immagini d’archivio, scene recitate e registrazioni personali. La colonna sonora è un DJ set dal vivo dell’artista che unisce suoni del funerale della nonna, canzoni dimenticate della Nigeria degli anni ‘70 e composizioni originali, dando vita a un ricco collage di suoni e immagini. Ispirandosi a pensatori come la professoressa Sophie Oluwole e alle interviste con Fela Kuti, Guardian Angel mette in relazione la storia personale con quella della nazione. 

RIVÂL

di Thomias Radin, Alex Brack & Mats Meisen
Francia, 2023, 18’ 38’’
vo: inglese

Ambientato in Grecia, RIVÂL segue il percorso di due danzatori rivali, Cibuqueira e Karukera, e affronta temi come la migrazione, l’identità e il senso di appartenenza. Interpretati da Thomias Radin e Andrège Bidiamambu, i protagonisti — entrambi migranti — affrontano un viaggio incerto in una terra straniera, alla ricerca di sé. La Grecia, a sua volta segnata da una lunga storia migratoria, fa da sfondo ai loro movimenti quotidiani: dal mare alle stazioni degli autobus, dagli uffici amministrativi ai musei, dai tetti di Atene alle case più modeste. In questa ricerca condivisa di appartenenza, i due rivali si incontrano attraverso la danza, trovando nel movimento un linguaggio comune.

LOOPHOLE

di Jordan Starfer
Stati Uniti, 2023, 24’ 35’’
vo: inglese; st: inglese

LOOPHOLE è un cortometraggio che racconta la torrida relazione sentimentale tra un avvocato difensore e un giurato durante il celebre processo per stupro che coinvolse la famiglia Kennedy, attirando l’attenzione nazionale all’inizio degli anni ‘90. Basandosi sui verbali originali del tribunale, il film ricostruisce i momenti chiave del processo, immaginando al contempo la relazione illecita che si sviluppò dietro le quinte. Fondendo realtà e finzione attraverso il linguaggio del thriller erotico in voga all’epoca, LOOPHOLE offre uno sguardo inquitante su potere, desiderio e corruzione all’interno del sistema guidiziario.

Grounds of Coherence #1, but this is the language we met in

di Shen Xin
Cina, 2023, 12’ 16’’
vo: inglese, arabo, hindi, kazako, turco, uiguro, mandarino, tibetano; st: inglese

Proteste in mandarino, parole che raccontano una storia in arabo, una coppia che rievoca un mito in inglese: ciò che si ascolta e ciò cui viene attribuito significato in queste connessioni di natura migratoria e affettiva. Le immagini eterogenee e il paesaggio sonoro multiforme sono permeate dal desiderio profondo dell’artista di riscoprire il linguaggio nelle sue forme più originarie e incarnate, rivelando al tempo stesso la persistenza e le fragilità della comunicazione attraverso le geografie, e il ruolo fondamentale, seppur imperfetto, della traduzione come atto di connessione. Shen utilizza in particolare l’albero come metafora viva di questi “ecosistemi del linguaggio”. Immagini di corteccia, rami, ceppi in fiamme e pareti in legno attraversano il cortometraggio, mostrando come il linguaggio, proprio come un albero, cresca, si trasformi e custodisca la memoria.

VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images – XIV edizione

Con il contributo di
Regione Toscana – Giovani Sì – Toscanaincontemporanea2024

Promosso e prodotto da 
Lo schermo dell’arte

A cura di
Leonardo Bigazzi

In collaborazione con
Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (Prato)
Fondazione In Between Art Film (Roma)
FRAC Bretagne (Rennes)
con il sostegno ulteriore di Human Company

Crediti immagine: Maryam Tafakory, راز دل Razeh-del, 2024, video still. Courtesy the artist.

La selezione dei partecipanti è realizzata in partnership con:

  • Careof (Milano)
  • Cité internationale des arts (Parigi)
  • De Ateliers (Amsterdam)
  • Delfina Foundation (Londra)
  • Gasworks (Londra)
  • Hangar (Barcellona)
  • Künstlerhaus Bethanien (Berlino)
  • Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains (Tourcoing)
  • Rijksakademie van beeldende kunsten (Amsterdam)
  • Spike Island (Bristol)
  • Städelschule (Francoforte)
  • Villa Romana (Firenze)
  • WIELS, Contemporary Art Centre (Bruxelles)