Il progetto

Lo schermo dell’arte Film Festival promuove la terza edizione di VISIO – European Workshop on Artists’ Moving Images.

VISIO è strutturato in una serie di proiezioni, seminari e incontri dedicati ad approfondire la visione e le tematiche degli artisti che utilizzano le immagini in movimento nella loro pratica artistica.
VISIO intende favorire lo sviluppo di un network europeo tra artisti e professionisti che lavorano con le moving images, promuovendo il confronto e la mobilità internazionale di giovani creativi.

Il Workshop si tiene a Firenze nell’ambito della 7° edizione dello Schermo dell’arte Film Festival, dal 11 al 16 novembre 2014, ed è rivolto a 12 giovani artisti italiani ed europei che lavorano con le immagini in movimento. I partecipanti saranno selezionati attraverso una open call e in collaborazione con alcune delle più importanti accademie, scuole d’arte e residenze per artisti europee.

La commissione di selezione dei partecipanti è composta da Leonardo Bigazzi, curatore progetto VISIO, Silvia Lucchesi, direttore Lo schermo dell’arte, e da Angelika Stepken, direttore di Villa Romana.

Le candidature dovranno essere inviate entro Martedì 30 Settembre 2014.

Struttura

VISIO – European Workshop on Artists’ Moving Images è strutturato in cinque sezioni principali:

1. Festival
I partecipanti sono invitati a seguire tutte le proiezioni, gli incontri e le lectures del programma ufficiale del Festival intervenendo attivamente nelle discussioni. Le tematiche affrontate saranno poi approfondite e sviluppate durante i seminari e le conversazioni con i curatori e gli artisti ospiti del Festival. In questa edizione saranno proiettati i lavori di vari artisti internazionali tra cui: Hito Steyerl, Marinne Hugonnier e Shahryar Nashat.

2. VISIO Screening Program
Un video monocanale di ciascun artista partecipante sarà selezionato per un programma di proiezioni ideato per le sale espositive di Villa Romana. Il programma prevede proiezioni giornaliere dal 12 al 16 novembre e una serata di inaugurazione l’11. Istituzione internazionale, fondata nel 1905 a Firenze, Villa Romana è sede di uno dei più prestigiosi progetti di residenza per artisti in Italia.

3. Artists Presentation
Gli artisti partecipanti introdurranno il proprio lavoro con una presentazione di 20 minuti nelle sale di Villa Romana. Questa giornata sarà l’occasione per illustrare agli altri partecipanti, e ad un pubblico selezionato, le tematiche e le linee fondamentali della propria pratica artistica.

4. Seminari
Sarà organizzato un ciclo di 3 seminari tenuti da artisti e curatori ospiti del Festival che discuteranno con i partecipanti alcuni aspetti della loro pratica artistica e della loro metodologia di ricerca.  I seminari, della durata di due ore, saranno strutturati in modo da prevedere anche momenti di dialogo e condivisione della propria esperienza tra i professionisti e i partecipanti. Nelle edizioni precedenti i seminari sono stati tenuti da Isaac Julien, Deimantas Narkevicius, Mark Nash, Maria Lind, Alain Fleischer and Heinz Peter Schwerfel.

I tre seminari saranno tenuti da:

Marine Hugonnier
Nei suoi film, fotografie, opere su carta, Marine Hugonnier vuole investigare, decostruire e deviare le rappresentazioni convenzionali inventando metodi d’indagine ispirati all’antropologia.

 

I suoi lavori sono stati esposti in tutto il mondo, in istituzioni quali il Kunsthalle Bern (2007), la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin (2007), il Philadelphia Museum of Art (2007), lo SMAK StedelijkMuseum voor Actuele Kunst, Ghent (2007), il Mamco Museum of Modern and Contemporary Art, Geneva (2009), Konsthall Malmö, Sweden (2009), il Baltic Center for Contemporary Art Newcastle (2014) e il Museum of Modern Art and contemporary Seoul, Korea (2014).

Philippe Alain Michaud
Filosofo e storico dell’arte, si interessa in particolar modo agli intrecci tra cinema e storia dell’arte. È curatore e direttore del Dipartimento di cinema sperimentale del Centre Pompidou. Tra le mostre da lui curate: Comme le rêve, le dessin (Musée du Louvre/Centre Pompidou, 2004); Le mouvement des images (Centre Pompidou, 2006); Bild für Bild (Museum Ostwall, Dortmund, 2010) e, recentemente, Tapis volants / Tappeti volanti (Villa Medici, Roma, 2012). Tra le sue pubblicazioni: Aby Warburg et l’image en mouvement (Paris, 1998 / New York, 2002); Le peuple des images (Paris, 2002); Sketches. Histoire de l’art, cinéma (Paris, 2006).

Filipa Ramos
Critica d’arte e curatrice di base a Londra dove lavora come capo Editor di art-agenda. Sempre a Londra insegna allo Experimental Film MA program della Kingston University e alla MRes Art:Moving Image della Central Saint Martins. E’ inoltre co-curatore di Vdrome, un programma di proiezioni di film d’artista. Nel passato è stata Editor associato del Manifesta Journal, curatore della sezione dedicata alla ricerca di dOCUMENTA (13) e coordinatore di “The Most Beautiful Kunsthalle in the World” progetto di ricerca della Fondazione Antonio Ratti.

5. Conversation room
In questo spazio i partecipanti potranno confrontarsi tutti i giorni, durante tavole rotonde e incontri individuali di 45 minuti, con artisti, curatori, critici, produttori e direttori di istituzioni internazionali ospiti del Festival. Una giornata sarà inoltre dedicata ai curatori e direttori delle istituzioni del territorio che si occupano di arte contemporanea. Dalla presentazione del proprio portfolio a una semplice conversazione, questi momenti sono pensati come un’occasione di confronto e di scambio per favorire la crescita professionale dei partecipanti ed estendere il loro network di contatti internazionali.

  I partecipanti a questa edizione  

Francesco Bertocco

1983, Italia

Artista e filmmaker. La sua ricerca s’incentra sulla complessità linguistica del genere documentario. La sua pratica più recente si concentra sullo studio della mente attraverso la ricerca scientifica. Ha esposto in mostre personali, tra le quali: OFF SITE, con Alessandra Messali, MAC, Lissone, in collaborazione con ViaFarini /DOCVA; Focus Group, ROOM Gallery, Milano; Role Play, Lucie Fontaine, Milano. Il suo lavoro è stato mostrato e proiettato anche a: Visions du Réel 2014 International Documentary Festival, Nyon, Svizzera; Mediterranea 16-Errors Allowed, Ancona; VideoZero 2012 e Okay, I have had enough, what else can you show me?, Careof DOCVA, Documentation Center for Visual Arts, Milano; Videominuto since 2010 Diary of the era of permanent present al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, VIDEO.IT alla Fondazione Merz di Torino; DOC15, (Premio di Produzione), Sect. Passes, Festival International Filmmaker di Milano.
La partecipazione di Francesco Bertocco è sostenuta da Lo schermo dell’arte.

Laure Cottin Stefanelli

1985, Francia

Laure Cottin Stefanelli fotografa e filmmaker, vive a Parigi. Ha studiato letteratura e cinema a Parigi III e si è laureata all’ École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi nel 2010 con lode. Lavorando con i margini della realtà usa il suo ambiente circostante come set e la sua famiglia e gli amici come attori di una storia intima continua. Ha esposto in mostre collettive e festival in giro per la Francia, ma anche a Los Angeles, Montréal, Taiwan, Londra, Bruxelles ed Essen. Nel 2009, è stata inserita tra i “laureati” del Leica Prize per il suo lavoro fotografico. Nel 2011, il suo film, No Blood in my body, ha vinto il premio come miglior corto agli Écrans Documentaire, Arcueil, Francia. E’ stata premiata, nel 2013, con l’International Stipend for Young Artists in Fine Art dalla Federal State of Lower Saxony e Braunschweig HBK in Germania. Attualmente è uno dei “laureati” del programma HISK a Ghent in Belgio.
A Laure Cottin-Stefanelli è stata assegnata la borsa di studio offerta dall’Institut français Firenze.

Helen Dowling

1982, Gran Bretagna

Artista inglese, vive e lavora in Olanda, dove ha frequentato la Rijksakademie van beeldende kunsten. Lavora soprattutto con il video, il suono e la fotografia. L’atto del filmare e del montaggio sono utilizzati dalla Dowling per interrogare l’esperienza di guardare ed essere guardati. Il suo lavoro coinvolge aspetti formali del linguaggio, dell’esperienza e dell’apprendimento, della mimesi e dell’antropomorfismo. Ha conseguito il BA al Goldsmith College di Londra nel 2004 e l’MA alla Slade School of Fine Art di Londra nel 2008. Le sue mostre più recenti includono Euritmie al Museo di Castelvecchio, Disabled by Normality al DOX Centre for Contemporary Art di Praga, L’evento immobile alla Casa Masaccio in Toscana e Niet Normaal alla Blue Coat Gallery a Liverpool. La sua ricerca più recente, che investiga le possibilità di sincronia ritmica nel contesto delle moving images, ha ottenuto un finanziamento della Mondrian Foundation.
A Helen Dowling è stata assegnata la ‘CECCHI Scholarship’ istituita da Cecchi.

Jacob Dwyer

1988, Gran Bretagna

Jacob Dwyer nasce a Londra. Ha studiato arte alla Newcastle University prima di ricevere la borsa di studio di AHRC per completare un MA in Cinema Sperimentale alla Kingston University di Londra. Ha trascorso gli ultimi due anni in residenza al De Atelier di Amsterdam, città in cui continua a vivere e lavorare anche contribuendo come scrittore per Metropolis M. Ha esposto tra gli altri a: Herrmann Germann Contemporary, Zurigo, De Ateliers, Amsterdam, MAUVE, Vienna, GENERATORprojects, Dundee (Inghilterra) e Mode, Istanbul.

Giovanni Giaretta

1983, Italia

Artista italiano, vive e lavora ad Amsterdam. Dopo la laurea in Design del Prodotto e della Comunicazione Visiva allo IUAV di Venezia, nel 2010 prende parte al programma di residenza della Dena Foundation for Contemporary Art a Parigi e a quello di Bevilacqua La Masa Foundation a Venezia. Nel 2011 partecipa al corso avanzato in Visual Art della Fondazione Antonio Ratti.
Il suo lavoro è stato esposto in Italia e all’estero, in istituzioni e luoghi quali: Macro, Roma, De Ateliers, Amsterdam, la Foundation Botin, Santander, La Tolerie, Clermont Ferrand, Musée départemental d’art contemporain de Rochechouart, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Motive Gallery, Amsterdam e a Peep-Hole, Milano. Nel 2013 è stato selezionato per il 5×5 Castellò. Premi International d’art contemprani Disputaciò de Castellò, Spagna. Dal 2011 fa parte di IrmavepClub, un collettivo di artisti e curatori. I suoi video sono stati proiettati al Videoart Yearbook 2008, alla Galleria Civica di Trento e a Villa Medici nel contesto dello screening program TEATROЯOTATE curato dall’artista Laurent Montaron. All’interno della residenza al Macro ha curato il film screening su cinema e sport The impossible hour, unendo film e video di artisti, come Raphael Zarka, e registi, come Jorgen Leth.
A Giovanni Giaretta è stata assegnata una borsa di studio offerta dall’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia.

Louis Henderson

1983, Gran Bretagna

Filmmaker inglese. I suoi film e scritti affrontano soggetti quali il post-colonialismo, la storia, la politica e l’antropologia. Laureato al London College of Communication e a Le Fresnoystudio national des arts contemporains, Henderson sta attualmente completando un PhD alla European School of Visual Arts mentre è in residenza preso la Cité Internationale des Arts a Parigi. Ha esposto i suoi lavori in luoghi quali: Rotterdam International Film Festival, CPH:DOX, Transmediale, il Centre Pompidou, il Museo Reina Sofia, la Tate Modern e la Whitechapel Gallery. Il suo lavoro è distribuito da Video Data Bank.

Diego Marcon

1985, Italia

Diego Marcon, artista e filmmaker residente a Parigi. La sua ricerca si occupa della relazione tra realtà e rappresentazione, indagando l’ontologia delle immagini in movimento e la loro possibilità di essere uno strumento per investigare la realtà. Nel 2006 si laurea in montaggio alla Scuola Civica di Cinema di Milano. Nel 2012 consegue un BA in Arti Visive allo IUAV di Venezia. Nel 2009 ha partecipato al CSAV della Fondazione Antonio Ratti e ha preso parte al programma di residenza della Dena Foundation for Contemporary Art a Parigi. Nel 2010 ha ottenuto uno studio alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 2013 ha avuto una residenza al CIAP Vassivière e alla Cité Internationale des Arts a Parigi.  I suoi lavori sono stati proiettati in festival di cinema sia in Italia che all’estero e sono stati mostrati in istituzioni quali la Whitechapel Gallery, la Fondation d’entreprise Ricard, il De Vleeshal, il National Architecture Institute Rotterdam, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il MAGA Museo Arte Gallarate.
La partecipazione di Diego Marcon è sostenuta da Beyond Entropy.

Anna Okrasko

1981, Polonia

Anna Okrasko, artista polacca, si diploma in pittura a Varsavia all’Academy of Fine Arts nel 2004. Nel 2011 consegue un Master in Fine Art al Piet Zwart Institute di Rotterdam (Olanda).  Il suo lavoro è stato esposto in personali e collettive in luoghi quali: il Center for Contemporary Art di Varsavia, la Zachęta National Gallery of Art (Polonia), l’East International 2009 a Norwich (Gran Bretagna), il TENT (Olanda) e la 41esima edizione dell’ International Film Festival di Rotterdam. Nel 2011 ha ottenuto la Borsa di Studio della Vordemberge-Gildewart Foundation (Polonia/Svizzera) e il Promotieprijs 2011 della Stichting Promotieprijs a Rotterdam. Nel 2015 diverrà un fellow della Akademie Schloss Solitude di Stoccarda. Vive e lavora tra Rotterdam, Varsavia e Berlino.
Ad Anna Okrasko è stata assegnata la borsa di studio offerta dal Deutsches Institut Florenz.

Giacomo Raffaelli

1988, Italia

Artista italiano, vive e lavora a Londra, dove ha studiato Fine Art Photography al Camberwell College of Arts, UAL. Attraverso video, fotografia e performance, ma anche lecture e testi, la sua pratica artistica opera un riesame delle forme di misura e del carattere estetico dei dispositivi usati nella ricerca scientifica. Fin dal 2012 i suoi lavori sono stati esposti, proiettati e presentati a livello internazionale, in luoghi quali: Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, South London Gallery, Camberwell Space (Inghilterra), “untitled” BCN (Spagna) e L.E.S. – Local Experimental Society ad Almaty (Kazakistan). Tra le istituzioni artistiche che hanno supportato il suo lavoro attraverso diversi programmi di residenza ci sono: Centrale Fies, Little Constellation, Viafarini DOCVA, Hotel Pro Forma (Danimarca). Nel 2013 e 2014 ha ricevuto il CCW Artist Moving Image Film Fund.

Erica Scourti

1980, Grecia

Erica Scourti, nata ad Atene, vive e lavora a Londra come artista e scrittrice. Lavora con la performance, il testo e il video.  Nel 2013 completa un MRes in Moving Image Art al Central St Martins e LUX  (con lode). Lavora con vari media ma soprattutto con il video digitale. Mostre recenti includono: La Voix Humaine, Kunstverein di Monaco di Baviera, Afresh: a New Generation of Greek Artists al Museum of Contemporary Art di Atene, Different Domain, Royal Standard, Liverpool e A Small Hiccup,  Grand Union, Birmingham; il suo primo libro, The Outage, è stato pubblicato all’inizio di questo anno da Banner Repeater; prossime mostre includono la Hayward Gallery Project Space e il programma principale dell’ IMPAKT Festival. Oltre alla partecipazione a numerosi programmi internazionali di residenza, ha frequentato anche laboratori come Hand on film, al Goethe Institut di Atene, e ha presentato interventi a conferenze ed istituzioni, come l’ICA, Arnolfini e The Photographer’s Gallery.
La partecipazione di Erica Scourti è sostenuta da Central Saint Martins.

Rizki Resa Utama

1982, Indonesia

Nato in Indonesia, vive e lavora in Germania. Nel 2006 fonda la Space Initiative Button (ora Buton Kultur 21) a Bandung e nel 2008 è invitato alla Biennale di Singapore del 2008. Si trasferisce in Germania, dove si laurea all’Università d’Arte Braunschweig (HBK).La sua visione si sofferma sull’indagine degli aspetti più comuni e abitudinari del vivere quotidiano, per comprendere e descrivere come la condizione sociale modella l’individuo. Come artista in un paese straniero indaga il processo di “appartenenza” nel contesto delle relazioni sociali.Ha ricevuto una menzione onorevole all’European Media Art Festival (EMAF) di Osnabrück nel 2011, e recentemente è stato invitato per una residenza a Istanbul in Turchia.

Emma Van der Put

1988, Olanda

Emma Van der Put , artista olandese, si forma al De Ateliers di Amsterdam e all’AKV St. Joost Bachelor of Fine Arts, ’s di Hertogenbosch.
Così scrive Dominic van den Boogerd del suo lavoro “Per quanto mondani possano essere gli eventi osservati (un raduno, un festival, una folla di turisti in piazza) il suo uso acuto uso dell’inquadratura, della panoramica e del montaggio eleva la scena al di là dell’aneddoto triviale. In equilibrio tra empatia e distacco, Van der Put riesce a mostrare gesti comuni come se li osservassimo per la prima volta. Affascinante e leggermente straniante, le sue registrazioni di uno spazio particolare durante un limitato lasso di tempo rivelano il lato scomodo della vita sociale”.
Ha esposto tra gli altri al Tegenboschvanvreden, Amsterdam, al Manifesta Art Office, Amsterdam, alla Galerie Mikael Andersen, Berlino. Suoi lavori sono stati proiettati anche all’OFFoff Cinema, Ghent, a EYE- film museum, Amsterdam, alla S.M.A.K., Ghent e all’International Documentary Film festival Amsterdam Tuschinski.
Ad Emma van der Putt è stata assegnata una borsa di studio offerta dall’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia.

screening program

12 VIDEO MONACANALE DEI PARTECIPANTI AL WORKSHOP SARANNO PRESENTATI NELLE SALE ESPOSITIVE DI VILLA ROMANA A FIRENZE
Inaugurazione martedì 11 novembre alle ore 18:30 • mercoledì 11 novembre – domenica 16 novembre ore 11:00-17:00

Setting

di Francesco Bertocco, 2012, Full HD, 06'06''

In psicoterapia, il role-play è principalmente usato per mostrare un modello di codici etici che si stabiliscono tra il terapista e il paziente, già dal primo incontro. Durante la psicoterapia parte del lavoro del terapista è muoversi attraverso case-studies e storie di casi correlati. Gli studi clinici e la tipologia dei pazienti, sono scelti per la loro capacità di rappresentare un modello. Setting consiste in una potenziale messa in scena del gioco di ruolo psicoterapeutico.
Le riprese sono state effettuate all’interno di uno studio fotografico dell’Università Statale di Milano, dove sono realizzati role-play per la facoltà di Psicologia Clinica. Questo luogo, privato di ogni elemento attivo e riconoscibile (anche degli stessi attori/medici), diventa così uno spazio da esplorare, un sistema aperto che si ricostituisce di volta in volta, ad ogni passaggio.

How it feels to be changed into a beast?

di Laure Cottin Stefanelli, 2011, DV, 6'13

Una storia scritta come un monologo. Sullo schermo, brevi frasi descrivono la caotica fuga di un uomo dalla città. La superficie della terra brucia, la guerra infuria. L’uomo abbandona la strada e trova rifugio sottoterra dove aspetta lo spuntare dell’alba.

«PERSONE DILANIATE,
COME VECCHIE MAGLIETTE LACERE,
COME STRACCI LACERI,
STAVO CERCANDO DI TROVARE LA MIA STRADA,
ATTRAVERSO LE STRADE DELLA ZONA DI DISTRUZIONE,
SONO VIVO»

(testo estratto dal film)

These are my friendly hands

di Helen Dowling, 2013, HD, 6' 00"

Fogliame tropicale, paesaggi rocciosi, formazioni di onde, mani antropomorfiche, linguaggio dei segni, mani che puntano il dito, applausi, dita che oscurano la lente della videocamera e squarci di luce – tutti questi momenti sono montati insieme per portare lo spettatore all’interno del ritmo del video. Il movimento, ottenuto colpendo o scuotendo la telecamera, enfatizza la fisicità dell’apparecchiatura video e anima il processo filmico del prodotto finito. Il suono è composto da clicks, fischi, linguaggi fischiati, applausi e interferenze. Senza comunicazione verbale, parole scritte o volti umani, questo lavoro riguarda il linguaggio, la diversità, l’antropomorfismo e l’esperienza delle immagini in movimento.

The Camaguey Hustle

di Jacob Dwyer, 2012, Full HD, 12’ 47’’

The Camaguey Hustle racconta una storia di turismo nella Cuba contemporanea. La narrazione descrive la tentata truffa da parte di giovani abitanti di Camaguey ai danni di un gruppo di turisti.
Inteso come la riattivazione della funzione originaria della struttura della città (quella di intrappolare i pirati all’interno del dedalo delle sue strade contorte), il ruolo del nuovo escursionista, quale outsider, che raccoglie storie, immagini ed esperienze, diviene confuso.
Questo artificio si realizza grazie a una combinazione di filtri aggiuntivi di cui il filmmaker/turista dispone solo al suo ritorno a casa.

Untitled (Portrait Study)

di Giovanni Giaretta, 2012, Full HD, 13’21’’

Il video documenta la relazione tra un entomologo e una varietà di farfalle. I gesti e le esperienze dell’entomologo creano una storia che si alterna tra descrizione scientifica, linguaggio dei segni e coreografia.

All That is Solid

di Louis Henderson, 2014, HD, 15'26"

“Tutto ciò che è solido si disperde nell’aria, tutto ciò che è sacro è profanato e alla fine l’uomo dovrà confrontarsi lucidamente con la vera condizione della sua vita e con il rapporto con i suoi simili.”
Karl Marx e Friedrich Engels – Il Manifesto Comunista 1848
All That is Solid è uno studio tecnografico sul riciclo dei rifiuti elettronici e sulle miniere neocoloniali, filmato nella discarica di materiali elettronici di Agbogbloshie ad Accra e nelle miniere d’oro illegali del Ghana. Questo video costruisce una mise-en-abyme critica con l’obiettivo di dissipare il mito capitalista dell’immaterialità delle nuove tecnologie – rivelando invece il “peso minerale” che àncora la Cloud alle sue origini nel suolo.

Storie di fantasmi per adulti

di Diego Marcon, 2010, MiniDV, 16’22’’

Una casa di montagna, tra stanze di immagini e immaginari. Lo sguardo fisso su di una tassidermia a muro – nella coda dell’occhio, un’altra pare muoversi un poco. Poi ancora quadri, stampe, statuette, fotografie. Dei fantasmi tremano appena nell’apparenza di questo immobilismo. L’occhio si fa orecchio: nella casa colpi di tosse, qualche frase sussurrata e sospiri. Una canzone country d’amore.

Questionnaire

di Anna Okrasko, 2011, PAL, 04'57''

In Questionnaire soggetto del film sono domande quali: “Qual è il tuo stato d’animo come cittadino? Quali sono i tuoi ideali? Quali sono i tuoi sogni? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?”.Il video che vediamo nasce dall’appropriazione di spezzoni presi da due documentari del regista polacco Kazimierz Karabasz Na progu/On the Threshold (1965) e Próba materii/Material Test (1981), rimontati in modo tale che lo spettatore non possa ascoltare le risposte dei soggetti intervistati ma solo osservare i loro volti che esprimono dubbio, confusione o esitazione, sfuggendo così al controllo.
Questionnaire continua quindi a funzionare come vera indagine, portando lo spettatore a pensare alle domande poste dal documentario.

With a Relative Uncertainty

di Giacomo Raffaelli, 2014, Full HD, 7’45’’

With a Relative Uncertainty descrive la ricerca in corso di un team di scienziati del National Physical Laboratory (Gran Bretagna) che tenta di ridefinire il prototipo del Kilogrammo. Il lavoro esplora il desiderio di esattezza e di universalità della misura attraverso la qualità astratta degli oggetti che restano comunque artigianali.

Body Scan II

di Erica Scourti, 2014, HD (portrait), 5’05’’

Una scansione di foto del mio corpo, scattate sia da me che dal mio amante, vengono identificate usando un’app dell’iphone che legge i dati vissivi e li connette con altri corpi ripresi da materiale per lo più commerciale.
[/box]

Kembali ke Sekolah (Back to school)

di Rizki Resa Utama, 2014, Full HD, 9'51"

Questo lavoro nasce in seguito al mio ritorno in Indonesia dopo aver vissuto per molti anni in un altro paese. Non riuscendo più a seguire il ritmo del linguaggio e gli sviluppi avvenuti sul piano culturale, devo “re-imparare” le finezze del linguaggio per essere in grado di sentirmi nuovamente parte della società indonesiana. Questo lavoro si propone quindi di indagare come si forma il comportamento nella società e come il linguaggio viene interpretato.


Montmartre

di Emma van der Put, 2011, DV PAL, 3’14’’

Un ritratto (caricatura) del quartiere di Montmartre a Parigi.

VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images III edizione 

a cura di Leonardo Bigazzi

promosso e organizzato da Lo schermo dell’arte Film Festival

in collaborazione con
Villa Romana
FST – Mediateca Toscana

con il sostegno di

  • Regione Toscana
  • Ente Cassa di Risparmio di Firenze/Osservatorio per le Arti Contemporanee
  • Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia
  • Institut français Firenze
  • Deutsches Institut Florenz
  • Cecchi

 

la selezione dei partecipanti è realizzata in partnership con

  • Akademie der Bildenden Künste München
  • Central Saint Martins (Londra)
  • De Ateliers (Amsterdam)
  • École nationale supérieure des beaux-arts de Lyon
  • Kingston University (Londra)
  • Pavillon Neuflize OBC research lab del Palais de Tokyo (Parigi)
  • Piet Zwart Institute (Rotterdam)
  • Royal College of Art (Londra)
  • Royal Danish Academy of Fine Arts (Copenhagen)
  • Vilnius Academy of Arts
  • Zurich University of The Arts
  • Accademia di Belle Arti di Brera
  • Accademia di Belle Arti di Firenze