Il progetto

VISIO è strutturato in una mostra e una serie di seminari e incontri dedicati ad approfondire la visione e le tematiche degli artisti che utilizzano le immagini in movimento nella loro pratica artistica. Promuovendo il confronto e la mobilità internazionale di giovani creativi, VISIO ha favorito in questi anni lo sviluppo di un network europeo tra istituzioni, artisti e professionisti che lavorano con le moving images creando un importante archivio di una nuova generazione di artisti europei o residenti in Europa. Oltre 600 sono gli artisti che hanno partecipato al processo di selezione delle precedenti edizioni.

Il progetto, a cura di Leonardo Bigazzi, si tiene a Firenze nell’ambito dell’XII edizione dello Schermo dell’arte Film Festival, dal 12 al 17 novembre 2019, ed è rivolto a 12 giovani artisti italiani ed europei che lavorano con le immagini in movimento. I partecipanti saranno selezionati attraverso una open call e in collaborazione con alcune delle più importanti accademie, scuole d’arte e residenze per artisti europee. Le candidature dovranno essere inviate entro mercoledì 25 settembre 2019.

 

A quattro anni dal suo primo appuntamento espositivo, Lo schermo dell’arte torna a Palazzo Strozzi con VISIO. Moving Images After Post-Internet
La mostra pone in coerente continuità con le quattro precedenti mostre organizzate a Le Murate PAC (2018), Palazzo Medici Riccardi (2017), Cinema La Compagnia (2016) e Palazzo Strozzi (2015).

È confermato il VISIO Young Talent Acquisition Prize (V edizione). Il Premio consiste nell’acquisizione di un’opera di uno degli artisti partecipanti da parte della Seven Gravity Collection, collezione privata italiana interamente dedicata alle opere video di artisti contemporanei. Con questo Premio, Lo schermo dell’arte Film Festival, grazie alla partnership con Seven Gravity Collection, intende sostenere giovani artisti che utilizzano le immagini in movimento nella loro pratica artistica promuovendo il collezionismo di video installazioni, film e video d’artista.

Struttura

VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images è strutturato in sei sezioni principali:

1. VISIO. Moving Images After Post-Internet
La mostra, a cura di Leonardo Bigazzi, sarà allestita con le opere dei partecipanti negli spazi di Palazzo Strozzi di Firenze (12 novembre – 1 dicembre 2019). Il progetto espositivo presenta film e video installazioni che riflettono le trasformazioni dovute alla rivoluzione digitale e la varietà di mezzi e formati utilizzati nella pratica video contemporanea.

2. Festival
I partecipanti sono invitati a seguire le proiezioni, gli incontri e le lectures del programma della XII edizione dello Schermo dell’arte Film Festival. Le tematiche affrontate saranno poi approfondite e sviluppate durante i seminari e le conversazioni con i curatori e gli artisti ospiti. In questa edizione saranno proiettati i lavori di vari artisti internazionali tra i quali Jeremy Deller, Lawrence Abu Hamdan, Forensic Architecture, Flatform, Masbedo, Luca Vitone.

3. VISIO. Young Talent Acquisition Prize
Il Premio consiste nell’acquisizione di un’opera di uno degli artisti partecipanti da parte della Seven Gravity Collection, collezione privata italiana interamente dedicate alle opere video di artisti contemporanei.
Il Premio sarà assegnato dai Soci Fondatori della Seven Gravity Collection e l’artista vincitore sarà annunciato durante la serata conclusiva dello Schermo dell’arte Film Festival.

4. Artists Presentation
Mercoledì 13 novembre, gli artisti partecipanti introdurranno il proprio lavoro con una presentazione di 15 minuti. Questa giornata sarà l’occasione per illustrare agli altri partecipanti, e ad un pubblico selezionato, le tematiche e le linee fondamentali della propria pratica artistica.

5. Seminari
Sarà organizzato un ciclo di seminari tenuti da artisti e curatori ospiti del Festival che discuteranno con i partecipanti alcuni aspetti della loro pratica artistica e della loro metodologia di ricerca. I seminari, della durata di due ore, saranno strutturati in modo da prevedere anche momenti di dialogo e condivisione della propria esperienza tra i professionisti e i partecipanti. Nelle edizioni precedenti i seminari sono stati tenuti da Isaac Julien, Marine Hugonnier, Philippe-Alain Michaud, Filipa Ramos, Deimantas Narkevicius, Mark Nash, Maria Lind, Alain Fleischer, Heinz Peter Schwerfel, Sibylle Kurz, Sarah Perks, Erika Balsom, Shirin Neshat e Manuel Cirauqui.

6. Conversation room
In questo spazio i partecipanti potranno confrontarsi, durante tavole rotonde e incontri individuali di 40 minuti, con artisti, curatori, critici, produttori e direttori di istituzioni internazionali ospiti del Festival. Dalla presentazione del proprio portfolio a una semplice conversazione, questi momenti sono pensati come un’occasione di confronto e di scambio per favorire la crescita professionale dei partecipanti ed estendere il loro network di contatti internazionali.

  I partecipanti a questa edizione  

Rebecca Jane Arthur

1984, Gran Bretagna/Belgio

Artista visiva che lavora prevalentemente con l’immagine in movimento e la scrittura. Nel 2017 ha conseguito il master in Media Arts presso la Royal Academy of Fine Arts, Gand, e nel 2015 la laurea presso il Project Studio at Sint-Lukas Brussels e il Video and Video Installation Department at the Academy of Fine Arts Vienna. I suoi progetti ruotano attorno a ritratti di persone e luoghi, e analizzano la capacità che le storie personali hanno nel descrivere un contesto sociopolitico. Recentemente ha esposto le sue opere a Beursschouwburg, Bruxelles; Size Matters, Vienna; Tallinn Photomonth: Contemporary Art Biennial; ARGOS Centre for Art and Media, Bruxelles; Convent, Gand; Courtisane Festival: Notes on Cinema, Gand. Gli articoli dedicati ai suoi lavori sono stati pubblicati su Metropolis M e KORTFILM.be. Il testo di Arthur dedicato alle immagini in movimento è stato recentemente pubblicato da Sabzian.

Miguel Azuaga

1988, Spagna / Germania

Miguel Azuaga si è laureato in Belle Arti presso l’Università di Malaga e ha conseguito il master in Art in Context presso l’Universität der Künste Berlin, dove si è concentrato principalmente sulle pratiche artistiche sviluppate all’interno di gruppi sociali e sulla produzione di immagini scientifiche e mediatiche. Le sue opere analizzano temi come memoria e psicologia del trauma attraverso la rivisitazione di eventi biografici. Azuaga esplora la condizione del sé in un’ottica postcoloniale completamente influenzata dal mainstream e dalla cultura popolare. La sua ricerca si è recentemente focalizzata sui paradigmi di rappresentazione, intersezionalità e costrutto sociale al fine di mettere in discussione il concetto di “Europeità”. Le sue opere sono state esposte e presentate al Goethe Institut di Barcellona, alla Universität der Künste Berlin, al Loop Videoart Festival di Barcellona, al Bilbao Exhibition Center e al Museo de Arte de la Diputación de Malaga.

Patrick Alan Banfield

1984, Gran Bretagna / Germania

VINCITORE DELLA QUINTA EDIZIONE DEL “VISIO YOUNG TALENT ACQUISITION PRIZE”: LA SUA OPERA MEIN BLICK (MY VIEW) (2017) ENTRERÀ A FAR PARTE DELLA SEVEN GRAVITY COLLECTION.

Patrick Alan Banfield ha conseguito una laurea in Pedagogy and Media Studies presso l’università di Karlsruhe nel 2009. Dal 2010 ha studiato Media Arts nella classe di Isaac Julien alla HfG Karlsruhe e Belle Arti nella classe di Willem de Rooij alla Städelschule HfbK di Francoforte sul Meno, dove si è laureato nel 2015. Successivamente ha studiato con Omer Fast dal 2016-2018 alla HfG Karlsruhe. Nelle sue opere analizza forme di mascolinità inglobando la sua produzione cinematografica in installazioni spaziali. I suoi film sono stati presentati in diverse mostre collettive e festival presso Copenhagen International Documentary Film Festival (2012); De Ateliers, Amsterdam (2013); Galerie 1m3, Lausanne (2013); Loop Videoart Festival, Barcellona (2013 ); Festival de Video en Bourgogne (2013), Berlin Biennale (2014); Kulter A-Lab, Amsterdam (2015); Museum für Moderne Kunst, Francoforte sul Meno (2015); Museum für neue Kunst, Freiburg (2018); Mewo -Kunsthalle Memmingen (2018).

Enar de Dios Rodríguez

1986, Spagna / Austria

Enar de Dios Rodríguez ha conseguito la laurea in Traduzione e in Belle Arti. La sua produzione artistica comprende fotografia, video, website, poesia, installazioni e disegni. L’obiettivo di Dios Rodríguez è di istigare nell’osservatore una riflessione su possibili immaginari alternativi, traslando barriere geo-politiche negli spazi espositivi e dando vita a nuovi significati. Le sue opere sono state esposte al Contemporary Jewish Museum, San Francisco; Künstlerhaus, Vienna; Laznia Centre for Contemporary Art, Gdańsk; e presentate in festival come L’OEil d’Oodaaq, Nantes e Ars Electronica, Linz. Le sono stati assegnati il Murphy and Cadogan Contemporary Art Award, San Francisco, il BMWF Scholarship, Vienna, e il Creadores Residency Grant (Málaga). Ha tenuto conferenze all’ Academy of Fine Arts di Vienna, alla University of California, a Berkeley, e alla Stanford University.

Eva Giolo

1991, Belgio

Eva Giolo è musicista, artista audio-visiva e regista. Ha conseguito la laurea e un master in Belle Arti presso il Media Arts Department della Royal Academy of Fine Arts a Gand, Belgio, e al Kanazawa College of Art in Giappone. La sua produzione artistica si compone di ritratti filmici che mostrano una propensione per la registrazione di storie familiari, sia dell’artista che di altri. Le sue opere sono state presentate al Size Matters, Vienna; FIDMarseille; M HKA, Antwerp; Courtisane Festival, Gand; Kunsthalle Wien; Rencontres International Paris/Berlin; Imagine Science Film Festival, New York; Côté court, Parigi. Giolo è uno dei fondatori di elephy, una piattaforma di produzione e distribuzione con sede a Bruxelles per film e new media. È attualmente in residenza artistica post-grad a HISK a Ghent (2018-2020) e inizierà la residenza WIELS a Bruxelles nel luglio del 2020.

Inas Halabi

1988, Palestina / Olanda

Inas Halabi lavora principalmente con materiale cinematografico e archivistico per analizzare eventi storici e politici legati all’identità nazionale, alla memoria collettiva e alla creazione di miti. La sua pratica è basata sull’osservazione e sulla ricerca sul campo e cerca di comprendere come si manifestano le forme di potere sociale e politico. Ha conseguito un MAE presso il Goldsmiths College di Londra e ha recentemente concluso un programma di residenza durato due anni presso il De Ateliers di Amsterdam. Nel 2016 le è stato assegnato il Qattan Foundation’s Young Artist of the Year. Ha recentemente esposto e presentato le sue opere presso istituzioni e manifestazioni come Silent Green Betonhalle, Berlino; Smith College Museum of Art, Stati Uniti; al-Ma’mal Foundation for Contemporary Art, Gerusalemme; OFF-Biennale Budapest e Shifting Ground, progetto della 13a Biennale della Sharjah.

Polina Kanis

1985, Russia / Olanda

Polina Kanis si è laureata alla Herzen State Pedagogical University of Russia e alla Rodchenko Moscow Art School of Photography and Multimedia. Nel 2011 le è stato assegnato il premio Kandinsky come miglior giovane artista. Nel 2016 ha ricevuto il premio Sergey Kuryokhin per la categoria Media Object con il video The Pool (2015). Nei suoi film ogni movimento è un riferimento alla routine, alle convenzioni e ai meccanismi quasi invisibili che vengono imposti al corpo e alla mente umana per renderli conformi ai protocolli sociali. Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre personali e collettive in istituzioni e manifestazioni come Haus der Kunst Munich (2017), il programma parallelo di Manifesta 10 e all’edizione 2015 dell’Ural Industrial Biennial of Contemporary Art. Tra il 2017 e 2018 è stata artista in residenza alla Rijksakademie van beeldende Kunst ad Amsterdam.

Adam Kaplan

1987, Israele / Germania

Adam Kaplan ha conseguito la laurea alla The Bezalel Academy di Gerusalemme e alla Universität der Künste di Berlino. Concentrandosi su temi come la nostalgia, il clubbing e sull’espressione “complesso militare di intrattenimento”, le sue opere video affrontano il modo in cui la cultura pop definisce la nostra memoria. Cresciuto come gamer nella Gerusalemme degli anni Novanta, è stato influenzato sia dalle turbolenze politiche, sia dai cambiamenti tecnologici di quel tempo tra occupazioni militari trasmesse in televisione, esplosioni di autobus per strada e partite a GTA al computer. Una modalità mixata di percepire gli eventi tra gameplay informatici, notizie e realtà CGI. Ha presentato le sue opere in varie mostre e festival, tra cui Berlinale Forum Expanded, HKW (Berlino), ICA London, CCA Tel Aviv, Salt Galata (Istanbul) e CPH:DOX (Copenhagen).

Valentina Knežević

1989, Croazia / Germania

Valentina Knežević è un’artista e regista. Nel 2012 ha conseguito il master in Theater, Film and Media Studies presso la Goethe University di Francoforte sul Meno. Nel 2019 conseguito il master in Belle Arti alla Städelschule di Francoforte sul Meno nel corso tenuto da Douglas Gordon. Il suo video VOICEOVER è stato finanziato dal Film Board of State Hesse, mentre VOICEOVER II è stato prodotto da Culture Fond RheinMain e Aventis Foundation. Queste opere riflettono sui traumi e sulle dinamiche sociali e psicologiche della carriera militare attraverso la testimonianza diretta dei soldati. Le sue opere sono state esposte e presentate all’International Kurzfilmtage Oberhausen; Haus der Kulturen der Welt, Berlino; Palais de Tokyo, Parigi; Kunsthalle Baden-Baden; Bangkok Biennale; Museo della città di Minokamo, Minokamo, Giappone; Donau Festival, Krems, Austria.

Agnieszka Mastalerz

1991, Polonia / Germania

Agnieszka Mastalerz nel 2016 si è laureata in Studi culturali all’Università di Varsavia. Tra il 2017 e il 2018 ha conseguito un master allo Studio of Spatial Activities del professore Mirosław Bałka presso l’Accademia di Belle Arti di Varsavia, ed è stata visiting student presso la Hochschule für Bildende Künste di Amburgo. Ha ricevuto una borsa di studio da DAAD per proseguire la sua formazione presso la HBK Braunschweig nello studio di Candice Breitz/Eli Cortiñas. Nelle sue opere analizza i meccanismi di controllo e i processi che influenzano il comportamento di ogni individuo, nonché le relazioni oppressive stabilite tra esseri umani, ambiente naturale e tecnologie all’interno delle aziende. È vincitrice della XVI edizione dell’Hestia Artistic Journey, concorso dedicato a giovani artisti polacchi. Le sue opere sono state presentate in istituzioni d’arte come Museum of Modern Art in Warsaw; Zachęta National Gallery of Art, Varsavia; Starak Family Foundation, Varsavia; Otwock Studio, Old Brewery, Poznań; TRAFO Center for Contemporary Art, Szczecin; Fondation Hippocrène in Paris; Deichtorhallen in Hamburg.

Jacopo Rinaldi

1988, Italia

Jacopo Rinaldi è artista, educatore e ricercatore. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma e si è specializzato come borsista del corso di Arti Visive e Studi Curatoriali della Naba di Milano con una tesi dedicata alla relazione tra l’archivio di Harald Szeemann e lo spazio architettonico che lo conserva. Lavora come insegnante e assistente di laboratorio alla Naba di Roma. Attraverso la fotografia, il disegno e le immagini in movimento analizza il rapporto che intercorre tra memoria, archivio e architettura nella trasmissione della conoscenza. Le sue opere sono state esposte recentemente in numerose associazioni e istituzioni, tra cui: PAV, Parco Arte Vivente, Torino; MACRO, Roma; LeWitt Studio, Spoleto; Casa Testori, Novate Milanese; Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno; Fondazione Francesco Fabbri, Pieve di Soligo; Rivoli2, Roma. Ha preso parte a programmi di residenza come Mahler LeWitt Studios/Viaindustriae, Careof, Viafarini, Fondazione Spinola Banna, Fondazione Pistoletto, associazione Ramdom, dOCUMENTA (13).

Igor Simić

1988, Serbia

Igor Simić è un artista, regista e scrittore. Si è diplomato presso la Columbia University di New York, con una laurea in studi cinematografici e una laurea in filosofia. I suoi cortometraggi – in particolare The Thinker in the Supermarket e Melancholic Drone – sono stati proiettati e premiati in film festival come Loop Videoart Festival, Barcellona; Alternative Film/Video Festival, Belgrado; Interfilm Film Festival, Berlino; Thessaloniki International Film Festival. Con opere in collezioni private e pubbliche, Simić è rappresentato dalla Galerie Anita Beckers, Francoforte. Igor è il direttore creativo e CEO della pluripremiata società di giochi e transmedia Demagog Studio, che nel 2018 ha lanciato il gioco intitolato Golf Club: Wasteland, supportato dalla Apple, con la colonna sonora Radio Nostalgia from Mars.

LA MOSTRA

VISIO. Moving Images After Post-Internet

A quattro anni dal suo primo appuntamento espositivo, Lo schermo dell’arte torna a Palazzo Strozzi con VISIO. Moving Images After Post-Internet. La mostra offre uno sguardo sulla produzione di una generazione di artisti che, durante gli anni della propria formazione, ha assistito all’ascesa della cosiddetta “condizione post-internet”. 

VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images VIII edizione

a cura di Leonardo Bigazzi

promosso e organizzato dallo Schermo dell’arte

in collaborazione in collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi e FST Mediateca Toscana Film Commission

 

riceve il contributo di
Regione Toscana
Comune di Firenze
La Compagnia / progetto realizzato nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema
Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze

con il sostegno di

In Between Art Film
ottod’Ame
Famiglia Cecchi
B&C Speakers
Mercato Centrale
Golden View Firenze

la selezione dei partecipanti è realizzata in partnership con

  • Accademia di Belle Arti di Brera, Milano
  • Accademia di Belle Arti di Firenze
  • Art House, Scutari
  • Careof, Milano
  • De Ateliers, Amsterdam
  • HIAP – Helsinki International Artist Programme
  • Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains, Tourcoing
  • Rijksakademie van beeldende kunsten, Amsterdam
  • Royal College of Art, Londra
  • Royal Danish Academy of Fine Arts, Copenhagen
  • Royal Institute of Art, Stoccolma
  • Sandberg Instituut, Fine Arts, Amsterdam
  • Städelschule (Francoforte)
  • Universität der Künste Berlin
  • WIELS, Contemporary Art Centre, Bruxelles