Tra Arte e Cinema, II edizione

Per una didattica dell’arte contemporanea attraverso l’audiovisivo

In programma nove film su alcuni dei protagonisti che hanno contrassegnato l’evoluzione della cultura visiva contemporanea, e film realizzati da artisti che hanno scelto il cinema come strumento espressivo. La rassegna intende inserirsi nel dibattito, sempre più acceso, del rapporto tra cinema e arte. Il proposito è quello di mostrare come il medium cinematografico, così come la parola scritta, possa essere utilizzato per indagare e interpretare criticamente il mondo delle arti visive contemporanee.

Milano, 15-18 Maggio 2012
Sala Teatro dell’Accademia di Belle Arti di Brera
dalle ore 15.30

Lo schermo dell’arte Film Festival dal 15 al 18 maggio presenta all’Accademia di Belle Arti di Brera una rassegna cinematografica di film provenienti dal suo archivio.

15 – 18 MAGGIO 2012 / dalle ore 15.30
Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli in italiano.

 

Oligarques, art et dollars: les nouveaux collectionneurs russes
di Tania Rakhmanova, Francia, 2010, 52’

Promotori di gallerie e fondazioni, ma anche di importanti premi d’arte, negli ultimi anni gli oligarchi russi sono prepotentemente entrati nel mercato internazionale dell’arte contemporanea, investendovi con passione e intraprendenza, e rivestendo un ruolo di primo piano nella promozione e nella politica culturale del loro Paese. Il film ritrae alcuni tra i principali protagonisti e protagoniste di questa nuova tendenza, evocando l’esempio di Sergei Shchukin e la storia della sua collezione di capolavori impressionisti confluiti all’Hermitage.

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Urs Fischer
di Iwan Schumacher, Svizzera, 2010, 98’

Realizzato in occasione della prima mostra americana di Urs Fischer presso il New Museum di New York, il documentario ricostruisce il percorso creativo di uno degli artisti più interessanti del panorama contemporaneo e più acclamati alla Biennale veneziana del 2011. Le immagini della preparazione dell’evento americano, che Fischer ha orchestrato come un’opera d’arte globale, si intrecciano a quelle di mostre precedenti allestite a Venezia, Londra, Sydney, Zurigo e Shanghai, e a dialoghi con l’artista stesso, con i suoi collaboratori e con Massimiliano Gioni, curatore del museo.

Alpi
di Armin Linke, 2011, 60’

Nato da un progetto a più voci sviluppato nel corso di sette anni, il film di Armin Linke è concepito come una sorta di “archivio nell’archivio” fatto di immagini, suoni e situazioni emblematiche del vasto territorio alpino. Sviluppato in modo discontinuo per delineare possibili itinerari di viaggio, esso restituisce una visione sfaccettata e articolata secondo diverse scale di rappresentazione della complessa identità delle Alpi, suggerendo diverse chiavi di lettura su ciò che esse sono e su cosa esse rappresentano oggi, nella realtà e nell’immaginario, secondo l’arte e secondo le scienze.

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Cultivating the Desert. Instant Culture in an Arabian Wonderland
di Michael Krass, Paesi Bassi 2007, 52′

Nota per le sue avveniristiche e stravaganti architetture, Dubai ha conosciuto negli ultimi anni una fortissima crescita economica, demografica e di infrastrutture. Attraverso i ritratti di diversi professionisti, locali e stranieri, il film offre uno sguardo sull’emergente scenario medio – orientale, interrogandosi sulle potenzialità dell’arte e sul suo ruolo nel contesto di una realtà tanto vivace quanto contraddittoria.

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The Treasure Cave
di Bahman Kiarostami, Iran, 2009, 43’

Bahman Kiarostami, figlio del regista Abbas, indaga un soggetto artistico per raccontare la realtà culturale dell’Iran contemporaneo. Il film narra le vicende del Museo di Arte Contemporanea di Teheran (TMOCA), sede della più vasta e pregiata collezione di capolavori d’arte contemporanea fuori dai confini occidentali, raccolti dall’ex imperatrice Farah Diba, relegati nei caveau del museo dopo la Rivoluzione Islamica del 1979.

Chine empire de l’art
di Emma Tassy e Sheng Zhimin, Francia, 2009, 52’

Nel corso dell’ultimo ventennio il panorama artistico cinese ha vissuto profonde trasformazioni. I suoi artisti hanno raggiunto grande notorietà e le loro opere altissime quotazioni. Il film ripercorre le tappe fondamentali di questa ascesa, analizzandone le dinamiche storiche, economiche e culturali con uno sguardo particolarmente attento ai protagonisti della scena underground emersi tra gli anni Ottanta e Novanta, all’identità degli artisti attuali e alle prospettive delle nuove generazioni.

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How Are You
di Jannik Splidsboel, Danimarca, 2011, 70’

Il “documentario creativo” di Jannik Splidsboel racconta le vicende artistiche e biografiche del duo scandinavo formato da Michael Elmgreen e Ingar Dragset. Insigniti della menzione speciale della giuria della Biennale di Venezia del 2009 per il progetto The Collectors, con la loro ultima scultura Elmgreen & Dragset si sono aggiudicati la commissione dell’opera che fino al 2013 occuperà il “quarto plinto” di Trafalgar Square a Londra.

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È Morto Cattelan! Evviva Cattelan!
di Marco Penso, Italia, 2006, 50′

La provocazione è la cifra più riconoscibile del lavoro di Maurizio Cattelan, l’artista italiano più discusso nel mondo. Così, il film prende il via da una provocazione con una manipolazione della realtà: la notizia della morte dell’artista divulgata della televisione. Avvolta nel mistero, la “vera” morte di Cattelan è l’occasione per una ricognizione divertita ed esaustiva al tempo stesso sulla parabola esistenziale ed artistica dell’enfant terrible padovano.

William Kentridge: Anything is Possible
di Susan Sollin e Charles Atlas, Stati Uniti 2010, 54′

Insignito nel 2010 del prestigioso Kyoto Prize, William Kentridge ha sviluppato tutta la sua ricerca attorno al disegno, riflettendo e interrogandosi nel corso di oltre trent’anni di lavoro su temi di natura storica, politica e sociale. Intervistato nel suo studio di Johannesburg, l’artista racconta il suo percorso e la sua poetica mostrandosi nel ruolo di performer, regista e scenografo durante la realizzazione dei suoi progetti più recenti.

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Louise Bourgeois: The Spider, the Mistress and the Tangerine
di Marion Cajori e Amei Wallach, Stati Uniti, 2008, 99’

Girato nell’arco di 15 anni, il film è un intenso ritratto dell’artista franco-americana, protagonista della prima personale mai dedicata ad una donna al MoMA di New York nel 1982. Gli archetipi del suo mondo fantastico e perverso emergono da una serie di interviste, mentre le opere e le installazioni sono indagate con un occhio carico di suggestioni che le parole contribuiscono ad accentuare ed amplificare in un processo visivo di grande coinvolgimento per lo spettatore.