Icarus di Giorgio Andreotta Calò, 2021

Le prime anticipazioni sul programma

il Focus su Rosa Barba
le nuove produzioni di Giorgio Andreotta Calò, Andres Serrano ed Éric Baudelaire
i documentari su Jesse Krimes, Jean-Michel Basquiat
e l’incontro tra Marina Abramović e Ulay
Nasce il VISIO Production Fund
40.000 euro per produrre nuove opere di giovani artisti 

Lo schermo dell’arte annuncia la sua quindicesima edizione che si svolgerà dal 16 al 20 novembre 2022, rinnovando l’appuntamento annuale dedicato alla migliore e più recente produzione internazionale di film d’artista e di documentari sull’arte contemporanea. 

Il Festival si svolgerà tra il Cinema La Compagnia di Firenze e altri luoghi della città offrendo un intenso programma di proiezioni, tra cui anteprime mondiali e italiane accompagnate da momenti di incontro in sala, con la partecipazione di oltre 40 artisti, autori e curatori. Anche questa edizione si espanderà online, con una programmazione in streaming su Più Compagnia, in collaborazione con MYmovies (fino al 27 novembre 2022). 

Lo schermo dell’arte compie 15 anni. Siamo felici di festeggiare il prossimo festival annunciando alcuni importanti titoli del programma, il Focus dedicato a Rosa Barba con proiezioni e una installazione, e alcune novità che riguardano la produzione a sostegno della generazione emergente. Al nostro fianco in questo percorso sono le istituzioni pubbliche e la Fondazione CR Firenze che desidero ringraziare per la fiducia sempre rinnovata nei confronti del nostro lavoro. Così come la nostra riconoscenza va ai partner privati che ci sostengono da anni.  
In un momento come questo, segnato ancora dalla pandemia, ma anche da altre crisi politiche e ambientali che attraversano l’Europa e il mondo, Lo schermo dell’arte crede fermamente nel ruolo sociale, collettivo e benefico della cultura. 
Silvia Lucchesi, direttrice dello Schermo dell’arte

Il 15 novembre inaugurerà presso CANGO Cantieri Goldonetta, sede del Centro nazionale di produzione diretto dal coreografo Virgilio Sieni, l’installazione Inside the Outset: Evoking a Space of Passage (2021) di Rosa Barba. L’opera, presentata per la prima volta in Italia, è prodotta da Point Centre for Contemporary Art di Nicosia (Cipro) con il sostegno della III edizione dell’Italian Council. 

L’artista italiana è la protagonista di questa edizione del Focus che Lo schermo dell’arte dedica ogni anno a una figura artistica che si è distinta nell’utilizzo innovativo e sperimentale del linguaggio cinematografico. Nel caso di Rosa Barba, il film è un potente mezzo di espressione per dare vita a sculture cinematografiche che si espandono nella dimensione installativa. La sua ricerca tocca questioni ambientali, politiche e sociali, in una continua esplorazione della relazione tra il paesaggio e l’intervento umano. La rassegna presenterà in sala cinque sue opere realizzate tra il 2010 e il 2021, e l’artista terrà una conversazione presso l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Firenze (17 novembre). 

 

 

 

Oltre a ospitare a Firenze protagonisti dell’arte nazionale e internazionale, Lo schermo dell’arte rilancia il suo impegno a sostegno di una nuova generazione di talenti. Tra le novità della prossima edizione, VISIO-European Programme on Artists’ Moving Images, il progetto a cura di Leonardo Bigazzi dedicato ad artisti under 35 che utilizzano le immagini in movimento arrivato alla sua XI edizione, cambia e sviluppa ulteriormente la sua formula presentando il VISIO Production Fund, un fondo di produzione del valore di 40.000 euro sviluppato in partnership con Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci (Prato), Fondazione In Between Art Film (Roma), FRAC Bretagne (Rennes) e Seven Gravity Collection. Una open call, seguita da una residenza rivolta ad artisti italiani e internazionali, porterà alla selezione di quattro nuove opere che saranno prodotte attraverso il VISIO Production Fund e presentate nel 2023 allo Schermo dell’arte.   

L’apertura di questo nuovo percorso sarà accompagnata anche dall’uscita della pubblicazione dedicata ai primi dieci anni di VISIO. Il libro ripercorre la storia del progetto e promuove la ricerca dei 128 artisti che hanno preso parte al programma e alle mostre organizzate tra il 2012 e il 2021. Il volume intende indagare alcuni dei temi fondamentali che animano oggi il dibattito internazionale nel campo delle immagini in movimento attraverso testi commissionati per l’occasione e conversazioni con artisti, curatori, ricercatori, collezionisti e produttori coinvolti in questi anni nel progetto. 

 Il programma del Festival sarà composto da oltre 30 film realizzati da artisti e documentari sull’arte contemporanea internazionali e italiani prodotti tra il 2021 e il 2022, in anteprima mondiale e italiana, alla presenza degli autori e delle autrici.    

Tra le prime italiane, Icarus di Giorgio Andreotta Calò (Paesi Bassi, Italia, 2021, 30’ 23”) è il primo mediometraggio dell’artista italiano. Muovendosi tra il documentario e la performance, l’opera parte dal mito di Dedalo e Icaro per mettere in scena un atto simbolico che precede la demolizione dell’ex Padiglione delle Farfalle del Rensenpark di Emmen (Paesi Bassi), innescando un’ulteriore metamorfosi di segni, luoghi e protagonisti. 

Altro esordio cinematografico è quello del celebre artista e fotografo statunitense Andres Serrano che con Insurrection (Stati Uniti, 2022, 75’) prosegue la sua esplorazione critica della macchina propagandistica di Trump. In una ricostruzione senza filtri dell’assalto a Capitol Hill, che ha scosso il mondo nel gennaio 2021, l’autore combina con un ritmo incalzante riprese dal vivo tratte dai social media e trovate in rete con frammenti di notizie, materiali d’archivio e filmati storici. Insurrection è un film di a/political, organizzazione no profit con base a Londra che ha già collaborato con Serrano per il progetto The Game: All Things Trump, presentato in anteprima a New York nel 2019. 

Sempre in prima italiana, dopo la presentazione alla Berlinale 2022, A Flower in the Mouth dell’artista e filmmaker Éric Baudelaire (Francia, 2022, 67’) è un film tra il documentario e la finzione. Se il primo atto è ambientato in Olanda, nel più grande mercato di fiori al mondo, aprendo uno sguardo sulle contraddizioni della globalizzazione, il secondo entra in una dimensione intima, legata alla condizione umana e allo scorrere del tempo, attraverso un dialogo tra due attori ambientato in un caffè parigino e ispirato all’opera teatrale di Pirandello L’uomo dal fiore in bocca.    

Torna sul grande schermo del Festival anche l’affascinante racconto delle vite degli artisti con una serie di documentari dedicati a figure dell’arte del nostro tempo, tra i quali: 

Art & Krimes by Krimes di Alysa Nahmias (Stati Uniti, 2021, 84’) è la personale storia di riscatto e redenzione dell’artista Jesse Krimes, dagli anni trascorsi in prigione fino ai riconoscimenti del sistema dell’arte internazionale. Uscito dal carcere, Krimes ripercorre gli inizi del suo fare arte durante la reclusione e le sfide legate alla sua nuova libertà, tra progetti espositivi e l’impegno a sostegno di altri artisti detenuti.  

Back to Basquiat di Pierre-Paul Puljiz (Francia, 2022, 52’) offre uno nuovo sguardo sulla vita di Jean-Michel Basquiat. Da Brooklyn ad Abidjan, passando per il Mississippi, Porto Rico e Haiti, il film è un viaggio alla ricerca dell’identità del più famoso artista afroamericano contemporaneo, tra le sue origini caraibiche e la scena americana del suo tempo, tramite la voce di artisti e musicisti afroamericani degli anni Settanta e Ottanta come Alvin Fields e Michael Holman. 

Marina Abramović & Ulay. No Predicted End di Kasper Bech Dyg (Danimarca, 2022, 95′) riprende lo storico incontro tra Marina Abramović e Ulay, avvenuto a 30 anni dalla fine della loro iconica collaborazione. Girato poco prima della scomparsa dell’artista tedesco da una troupe del Louisiana Museum of Modern Art, il film documenta la conversazione tra i due artisti, in un confronto schietto e profondo sull’eredità della loro storia e del loro lavoro, ricostruito anche attraverso documentazioni originali delle loro performance.